Playoff Serie C, Cosenza: la Serie B manca dal 2003 e 3 partite separano i calabresi dal sogno

Pubblicato il autore: stefano beccacece Segui
PARMA, ITALY - DECEMBER 16: Official ball of Robe di Kappa during the Serie B match between Parma Calcio and AC Cesena at Stadio Ennio Tardini on December 16, 2017 in Parma, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Il Cosenza potrebbe essere considerato la sorpresa dei play-off di Serie C eppure in panchina c’è una vecchia volpe come Piero Braglia uno abituato a riportare piazze prestigiose in cadetteria. Ne sono esempio Pisa e Catanzaro tornate in B dopo quasi 15 anni  e la Juve Stabia  dopo 60.

Braglia deve riscattarsi a una maledizione alla quale neppure lui è riuscito a porre fine. L’anno scorso sembrava poter essere quello giusto per fare in modo che l’Alessandria potesse tornare nella seconda serie del calcio italiano. Ma dopo un girone ‘andata condotto senza rivali i Grigi sono crollati e Braglia è stato esonerato in favore di Pillon. Per lui a novembre si sono aperte le porte del Cosenza dopo un’inizio di stagione per la squadra disastroso con Fontana. I rossoblù arrivano quinti   e giocano tutti i turni del torneo promozione eliminando Casertana, Trapani e Sambeneettese. A questo punto arriva la sfida inedita col SudTirol per tentare l’accesso alla finale di Pescara. Mancano 3 partite per coronare il ritorno in una B che – a causa di varie vicissitudini in questi anni –  manca dal 2003.

A San Benedetto i Lupi hanno giocato la partita perfetta obbligando i marchigiani a tiri prevalentemente da fuori con Bellomo Bove e Marchi su tutti che andavano a cercare la soluzione della domenica più che manovre ragionate. E poi la squadra ospite diveniva letale in contropiede con l’intesa tra Okereke e Tutino e lo scarico di questo per Mungo che fulminava l’estremo di casa. Proprio Tutino – che come Palmiero viene dalla cantera del Napoli – è esploso grazie al nuovo tecnico con le segnature primaverili contro Frrancavilla e Trapani, oltre a quella  non decisiva in Coppa Italia con la Viterbese. Domenica ha – peraltro – procurato pure il rigoe del definitivo 2-0 di Baclet.  Il regista Palmiero, è riuscito a divenire imprescindibile nonostante il suo omologo sia un certo Massimo Loviso.

E nella gara del “Riviera delle Palme”, c’è un’altra storia. Ha vinto Saracco il portiere che fino a gennaio era compagno di squadra di quel Pietro Perina miracoloso fino quasi all’inverosimile a Pordenone l’anno scorso, e ceduto alla squadra marchigiana in prestito nell’ultima sessione invernale di mercato. Ma in tutte queste note positive legate  ai cosentini ci sono due ostacoli. SudTirol Catania e Siena – le altre semifinaliste – hanno chiuso i rispettivi gironi al secondo posto, e dunque sono entrate in gioco nel turno più recente, mentre il Cosenza è partito in avvio. E poi, i Lupi hanno – oltre allo squalificato Baclet – un’intera squadra di diffidati.  Si tratta dei portieri Zommers (ammonito dalla panchina) e Saracco, dei tre difensori titolari Dermaku, Pascali Idda, dei centrocampisti BrucciniMungo Palmiero, dell’esterno D’Orazio e degli attaccanti Tutino Okereke.

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