L’Inter non è in vendita, Suning smentisce ogni indiscrezione a riguardo

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
TURIN, ITALY - MARCH 18: FC Internazionale board member Steven Zhang Kangyang looks on prior to he Serie A match between FC Torino and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on March 18, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Steven Zhang (presidente dell’Inter) – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Il cartello “Vendesi” non è affisso sul cancello della Pinetina. Suning non ha alcuna intenzione di cedere l’Inter, dopo aver sborsato 600 milioni due anni fa per acquistare il club, nonostante voci e indiscrezioni. L’ultima, fonte Premium Sport, è stata respinta al mittente dalla società nerazzurra, anche se questo non vuol dire che la proprietà cinese non abbia ricevuto proposte.

Una, infatti, ci sarebbe stata. Ad avanzarla un fondo d’investimento, ma Suning in ogni caso l’ha considerata insoddisfacente. Punto e a capo. Anche perché sarebbe risultata francamente incomprensibile la cessione dell’Inter proprio ora che il primo step è stato raggiunto, la qualificazione in Champions League, attesa da sei anni. Certo, restano i paletti sul mercato causa Fair Play Finanziario e il diktat di Pechino, che non gradisce spese all’estero in tema di sport e spettacolo. La parola d’ordine, quindi, resta “autofinanziamento“, in attesa magari di tempi migliori. Alla voce “uscite”, invece, potrebbe esserci Erik Thohir, socio di minoranza col 30% ma ancora formalmente presidente, anche se da tempo è lontano dal pianeta nerazzurro. Per essere accompagnato alla porta il magnate indonesiano chiede una liquidazione tra i 150 e i 200 milioni, ma da quest’orecchio i cinesi non ci sentono. Se però, come sembra, Thohir capitalizzasse davvero la sua quota, la prospettiva cambierebbe e Suning sarebbe pronta ad accogliere un nuovo socio e salutare l’enigmatico Erik.

Tra limiti e bilanci da rispettare, comunque, Suning sta cercando di accontentare le richieste di Luciano Spalletti, che l’anno scorso ha fatto buon viso a cattivo gioco, ma che ora vorrebbe passare all’incasso. De Vrij, Lautaro Martinez e Asamoah sono un ottimo antipasto, ma per presentarsi al tavolo dello scudetto e ben figurare in Champions – dove l’Inter scatterà in quarta fascia, non dimentichiamolo – servono piatti di prima scelta. Su tutti, non è un mistero, Radja Nainggolan, pallino del tecnico di Certaldo, che ha Roma lo ha trasformato in incursore dal gol facile: la strada sembra spianata, considerando pure il probabile arrivo di Pastore in giallorosso. Altro obiettivo Dembelé del Tottenham, magari con l’inserimento del reprobo Joao Mario nella trattativa. Restano i rimpianti per Cancelo, destinato alla “nemica” Juventus, e Rafinha, pure determinanti nella scalata alla Champions, ma la tagliola del FPF è stata fatale: una flebile speranza per il ritorno del brasiliano, tutto fantasia e assist, ancora c’è, ma dipende dal Barcellona.

Il tempo dei top player vagheggiati all’alba dell’era Suning è lontano, ma passi in avanti ne sono stati fatti. Vero che il quarto posto, per una società come l’Inter, dev’essere un punto di partenza per tornare a vincere, ma i progressi sono evidenti, anche sotto il profilo dei ricavi. Finora l’Eldorado promesso non si è materializzato e sarà difficile essere competitivi ai massimi livelli già nella prossima stagione, nonostante la cabala: nel 2019 saranno trascorsi 9 anni dall’ultimo scudetto, un periodo spesso concluso con uno scudetto in passato. Allora sì che davvero – come recita l’accattivante campagna abbonamenti nerazzurra – sarà tempo di “riveder le stelle“. Con buona pace di Dante.

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