“Arigato Yuto”, uno speciale ringraziamento a Nagatomo, il Samurai

Pubblicato il autore: Matteo Frizzerin Segui
SARANSK, RUSSIA - JUNE 19: Yuya Osako of Japan celebrates with teammates after scoring his team's second goal during the 2018 FIFA World Cup Russia group H match between Colombia and Japan at Mordovia Arena on June 19, 2018 in Saransk, Russia. (Photo by Carl Court/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Ieri mattina è arrivata l’ufficialità: Yuto Nagatomo lascia l’Inter per passare al Galatasaray. Dopo i sei mesi di prestito,  il club turco ha deciso di acquistare il giocatore a titolo definitivo. Termina così, dopo 8 anni, 213 presenze e 13 gol, l’avventura del 31enne giapponese in nerazzurro e la sua lunga carriera in Italia, suddivisa tra Cesena e Inter.

Grazie di tutto Yuto, se esistesse il Pallone d’Oro della professionalità, saresti Messi e Ronaldo messi insieme” twitta così Fabrizio Biasin, appena arriva l’ufficialità del passaggio al Galatasaray. Terzino che può giocare indifferentemente in entrambe le fasce, Yuto è riuscito a conquistare il cuore di compagni, dirigenza e allenatori grazie alla sua immensa professionalità. Mai un comportamento fuori posto, un atteggiamento sopra le righe, il nipponico è sempre stato dedito al lavoro e ha sempre dato tutto per i colori per i quali ha giocato.

La sua carriera è iniziata in Asia, in Giappone, nelle squadre universitarie. Yuto, oltre che grande professionista del calcio, è anche laureato in economia politica, titolo conseguito presso l’Università di Meiji. Dopo quattro stagioni passate all’FC Tokyo, Nagatomo viene acquistato dal Cesena. Il 28 agosto 2010 esordisce in Serie A e nel mercato invernale della sua prima stagione in Italia, viene acquistato dall’Inter, diventando così il primo nipponico nella storia del club. Il giovane giapponese comincia la sua avventura nel club nerazzurro positivamente, tanto da esordire nelle competizioni europee. Nella stagione 2013-2014 Nagatomo è il difensore più prolifico della Serie A, mettendo a segno ben 5 reti.

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Nonostante la sua estrema professionalità, Nagatomo è stato spesso contestato dai tifosi nerazzuri per qualche sua amnesia difensiva. Non è un segreto che Yuto, seppur impegnandosi al massimo e correndo su e giù per la fascia moltissime volte in ogni partita, non avesse quel talento cristallino di altri suoi colleghi. Ma la sua caparbietà e il suo restare umile in qualsiasi situazione, gli ha permesso di conquistarsi una maglia da titolare in moltissime occasioni e di contribuire a tante vittore. Emblema di queste sue caratteristiche, è l’esultanza in occasione del gol: un semplice inchino, in segno di rsipetto, come è tipico della tradizione dalla quale proviene. Nella sua lunga carriera a Milano, il terzino giapponese è riuscito a portare a casa una Coppa Italia, che resta il suo unico trofeo con la maglia nerazzurra.

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Con la Nazionale, grazie a Zaccheroni, riesce a conquistare una Coppa d’Asia nel 2011, fornendo l’assist ad un suo compagno per la rete decisiva della finale. Nagatomo è uno dei veterani del Giappone ed uno dei giocatori con più presenze. Ha partecipato già a due edizioni del Mondiale, 2010 e 2014, e in questi giorni è in Russia per provare ad inseguire il sogno di alzare la Coppa del Mondo. Per l’abnegazione dimostrata dentro il campo e fuori, un calciatore così la meriterebbe, anche se, poco ma sicuro, nessuno scommetterebbe sulla vittoria del Giappone guidato da Nagatomo.

Tralasciando il discorso Mondiale, la cosa certa è che, guardando la rosa dell’Inter della prossima stagione, vedere la casacca numero 55 non accompagnata dal nome di Nagatomo creerà non poca nostalgia perché, dopotutto, un giocatore così nelle file nerazzurre verrà per sempre ricordato da tifosi e amanti del calcio. Un professionista esemplare, da prendere come esempio per i più giovani e per tutti quei calciatori, con più o meno talento di lui, che invece non affrontano la carriera calcistica con tanto impegno e tanta dedizione al lavoro. Yuto è lo specchio dei principi che ogni professionista dovrebbe trasmettere nel calcio e nello sport in generale. Il Samurai arrivato dal Giappone, difensore di quei valori che man mano sembrano sparire dal calcio professionistico. Per tutto questo, il minimo che possiamo fare è renderli un grosso in bocca al lupo per il suo proseguo di carriera in campo e fuori. ARIGATO YUTO!

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