Mondiali 2018, Belgio all’esame Brasile. Kompany: “Avremmo preferito affrontarlo in finale”

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui

Vigilia dei quarti di finale dei Mondiali di Russia 2018. Due giorni di riposo e domani scenderanno in campo Francia-Uruguay e Belgio-Brasile, per delineare il quadro della prima semifinale del torneo. Una Coppa del Mondo che ha riservato non poche sorprese con eliminazioni eccellenti, come la Germania ai gironi, Argentina e Spagna agli ottavi, ma che in generale ha visto le “big” alle prese con qualche difficoltà di troppo. Un po’ ciò che è accaduto al Belgio nella sfida contro il Giappone, terminata 3-2 solo dopo la rimonta operata dai Diavoli Rossi. Uno 0-2 impensabile subito nella ripresa del match, che tuttavia ha dato la giusta carica ai belgi, che dotati di maggior tasso tecnico hanno saputo centrare la qualificazione agli ottavi.

BRUSSELS, BELGIUM - AUGUST 31: The team of Belgium line up during the FIFA 2018 World Cup Qualifier between Belgium and Gibraltar at Stade Maurice Dufrasne on August 31, 2017 in Liege, Belgium. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

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Una Nazionale, quella belga, che allo stato attuale si è consacrata come il miglior attacco del torneo con ben 12 reti. Un gruppo solido composto da giocatori di qualità, grinta e personalità come Hazard Lukaku, il primo forse la stella capace di dettare i ritmi all’intera squadra e il secondo in possesso di notevole forza fisica, il cecchino sempre pronto a sfruttare ogni palla vagante in area di rigore: non a caso è secondo in classifica cannonieri con 4 gol, dietro solo all’inglese Harry Kane con 6. Ma non vanno dimenticati la fantasia di Mertens e De Bruyne e la certezza tra i pali di Courtois. Tutti incappati in una serata “no” contro i nipponici, ma dall’indiscutibile talento, che adesso dovrà emergere prepotente contro i maestri della Seleção verdeoro.

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ESAME BRASILE: I PRECEDENTI

Il passato non sembra essere dalla parte dei Diavoli Rossi. Si tratta quinto confronto tra le due compagini e il Belgio ha trionfato solo nel primo, tra l’altro in amichevole, risalente al 1963. I restanti tre incontri sono stati tutti vinti dal Brasile. Di questi va ricordato l’unico precedente ai Mondiali del 2002: erano gli ottavi di finale e i sudamericani vinsero per 2-0, aprendosi ulteriormente la strada verso la conquista del trofeo.
Quello contro il Brasile potrebbe a ben ragione trasformarsi in un autentico esame di maturità per il Belgio, che ha perso tre degli ultimi quattro confronti mondiali con una nazionale del Sud America. Dunque, quella di domani potrebbe essere l’occasione giusta per invertire il trend negativo. Il ct Roberto Martinez sa bene che la classe non manca, ma che dovrà cercare il bilanciamento corretto per il suo 3-4-2-1, modulo parecchio spregiudicato ma caratterizzato da non pochi problemi strutturali, evidenti sin dalla fase a gironi. E si sa, con il Brasile non si scherza.

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KOMPANY: SARA’ LA NOSTRA FINALE

Ne è convinto Vincent Kompany. Il difensore belga non ha nascosto un enorme rispetto per l’avversario, ammettendo che forse sarebbe stato meglio affrontare i penta-campioni del mondo nell’atto finale del torneo russo. “Avrei preferito trovarlo alla fine, devo essere sincero”, ha affermato Kompany, che sul cammino della propria squadra ha sottolineato fin da principio il duello con l’Inghilterra: “Eravamo nel gruppo insieme a loro e ognuno di noi sapeva che arrivare primo o secondo avrebbe fatto la differenza. Arrivando primi il nostro percorso sarebbe stato difficile. Questa sarà la nostra finale, semplicemente. Ora dobbiamo solo giocarcela alla pari”.

Domani scopriremo se questo Belgio potrà puntare veramente al colpo grosso.

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