Mondiali: dal sogno all’incubo, CR7 e Messi uniti dallo stesso destino

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Lionel Messi – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Dal possibile scontro definitivo ai quarti di finale al medesimo destino che li vedrà a bordo di un aereo salutare anticipatamente il Mondiale in terra russa. Cristiano Ronaldo e Leo Messi lasciano la Coppa del Mondo con stati d’animo differenti ma con lo stesso deludente risultato: eliminati agli ottavi. Se desiderate vedere uno scontro tra i due più grandi campioni del calcio moderno con la maglia delle rispettive nazionali dovrete, nella migliore delle ipotesi, attendere almeno 4 anni (posto che Messi non saluti la nazionale Albiceleste), o accontentarvi di simularla su una consolle di videogame.

 

CR7: inizio da urlo poi si spegne

Poteva essere il Mondiale della sua eterna consacrazione ma non si può sempre provare a vincere da soli. Lo sa bene Cristiano Ronaldo che ha sventolato bandiera bianca con il suo Portogallo di fronte al pragmatismo dell’Uruguay. Eppure l’inizio aveva illuso tifosi e grandi estimatori del campione lusitano. Una tripletta contro i cugini iberici con il quale l’onnipotente Cristiano ha trascinato i suoi compagni di squadra verso il pari contro una delle nazionali più accreditate alla vittoria finale.

Cristiano Ronaldo – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Nella seconda sfida dei gironi, quella contro il Marocco, è bastato un suo calcio di rigore a regolare la nazionale africana. I primi segnali di allarme arrivano, però, contro l’Iran. L’asso portoghese vede respingersi il penalty dall’estremo difensore iraniano Beiranvand, poi gli corre un brivido lungo la schiena quando all’ultimo minuto del match, sull’1-1, l’Iran fallisce uno storico gol qualificazione. Per sua fortuna il Portogallo riesce a conquistare la qualificazione ma le quotazioni di Ronaldo sono in deciso calo.
Agli ottavi, poi, ecco l’ostacolo Uruguay, la peggior nazionale potesse capitare a una nazionale come il Portogallo. Da una parte la cattiveria, l’agonismo, la tenacia e il pragmatismo della ‘Celeste’, dall’altra una selezione tutta estro e fantasia che si affida (troppo spesso) ai numeri della sua stella CR7. Ma l’astro lusitano ha già smesso di brillare e il sogno della qualificazione ai quarti si infrange sotto i colpi di uno scatenato Cavani.

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Fallimento Argentina: Messi è il principale artefice

L’immagine di Leo Messi che esce dal campo con la testa bassa è la sintesi perfetta del Mondiale dell’Argentina e di Messi. Perchè, diciamocelo chiaramente, fino a oggi, Messi è l’Argentina e l’Argentina è Messi. Se la nazionale albiceleste è arrivata al Mondiale è anche grazie al suo numero 10, autore di una prestazione da incanto a ottobre contro l’Ecuador, nella sfida decisiva per la qualificazione a Russia 2018. Ma quella prestazione rappresentò paradossalmente un evidente segnale d’allarme per l’Argentina le cui fortune dipendevano (e dipendono ancora oggi) dall’umore del suo capitano. Il Messi visto in Russia è un lontano parente non solo del miglior Messi visto in questo decennio con la maglia del Barcellona ma anche di quello di ottobre con la casacca dell’Argentina.
L’esordio nel Mondiale russo non lascia presagire nulla di buono con il rigore sbagliato contro l’Islanda. Nel match successivo contro la Croazia assiste da spettatore in campo al capolavoro di Modric e compagni mentre tutta la stampa argentina e i tifosi vedono in Sampaoli (che sembra essere solo formalmente il ct dell’Albiceleste) l’unico capro espiatorio della debacle dei sudamericani.
Nella sfida decisiva contro la Nigeria ecco poi che arriva l’illusione. Messi sembra ricordarsi di essere il capitano e il numero 10 dell’Argentina e regala a tifosi, appassionati di calcio e fotografi una giocata fantastica siglando il suo primo gol di questo Mondiale. Insomma, usando una metonimia, si può ben dire che Leo ha fatto il Messi. Ma è stato un lampo, un attimo, un flash, poi la stella di Messi è tornata a eclissarsi e solo un’invenzione di Rojo ha regalato all’Argentina la successiva qualificazione agli ottavi.

Leo Messi – Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

L’esito della partita contro la Francia agli ottavi di finale è consegnato alle statistiche con Messi che fatica a trovare spazio e che brilla solo a sprazzi in mezzo alla pochezza dei suoi compagni di squadra che giocano, come lui, troppo a intermittenza.

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Due delusioni differenti, quelle di Cristiano Ronaldo e di Lionel Messi. Da una parte c’è chi, come CR7, sa che difficilmente avrebbe potuto conquistare la vittoria in questa competizione e che le sorti della sua nazionale dipendono necessariamente dalle sue giocate; dall’altra, invece, chi ha portato l’Argentina, squadra dalla rosa sublime, a dipendere dagli umori e dalle giocate del suo numero 10, perché l’Albiceleste senza nemmeno accorgersene era diventata Messi-dipendente, un campione straordinario che vuole anche dominare la scena ma non ne ha la personalità per farlo.

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