Mondiali: Francia-Belgio, il derby nel derby di Thierry Henry

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
BRUSSELS, BELGIUM - AUGUST 31: The team of Belgium line up during the FIFA 2018 World Cup Qualifier between Belgium and Gibraltar at Stade Maurice Dufrasne on August 31, 2017 in Liege, Belgium. (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Per lui non sarà una notte come le altre. Thierry Henry vive con il cuore in tumulto le ore che lo separano da Francia-Belgio, che mette in palio la finale mondiale di domenica prossima a Mosca. Lui francese sulla sponda opposta, come assistente del ct dei Diavoli Rossi, Roberto Martinez. Lui campione del Mondo 20 anni fa insieme a quel Didier Deschamps che siede sulla panchina dei Bleus, avversari per 90 minuti che valgono un posto al sole. Lui che aveva dato “una mano” alla sua Francia nella sfida contro l’Irlanda del 2009, decisiva per la qualificazione ai Mondiali in Sudafrica. Per lui sarà un derby nel derby: chissà cosa gli frullerà in testa quando risuoneranno le note de La Marsigliese…

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Emozioni forti, ma quando l’uruguaiano Cuhna fischierà il via non ci sarà più spazio per i sentimenti: l’unico obiettivo per Henry sarà la vittoria, che per il Belgio significherebbe centrare la prima finale iridata della sua storia. È il calcio, bellezza, Deschamps lo sa benissimo e ieri lo ha ricordato al suo connazionale ed ex compagno di squadra: “Dalla panchina rivale sfiderà il suo stesso paese. Ma sapeva fin dall’inizio, fin da quando ha accettato l’incarico di assistente di Martinez, che una cosa del genere sarebbe potuta accadere”. Dimenticare, però, è impossibile e Didier ritorna con la mente alla Grandeur, quando le loro strade si sono incrociate: “Comunque lo rivedrò con grande piacere – ci ha tenuto a sottolineare il ct dei transalpini – e mi ricorderò dei tempi in cui lui era un giovane emergente della nazionale e io il capitano quasi alla fine della carriera”.

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Il portiere Lloris ha addirittura giocato con Henry: “Credo che il suo cuore sarà diviso a metà, io mi reputo fortunato ad essere stato un suo compagno per due anni”. Il richiamo alla bandiera e alle glorie passate non distrarranno di certo Titi, che resta in silenzio: in fondo non è lui che gioca, non sarà lui a determinare la sfida. Al massimo la curiosità maggiore sarà riservata alla reazione del post gara, in caso di vittoria del Belgio. Ma di questo è prematuro parlare ora.

Piuttosto, chissà se Henry si rivede in qualche modo in Mbappe e in quelle ripartenze fulminee che spaccano le partite. E siccome è da lì che arriveranno i pericoli maggiori per la lenta retroguardia belga, non è escluso che abbia dato qualche consiglio a Martinez, uno che comunque sa il fatto suo. La velocità, però, è anche l’arma prediletta dei Diavoli Rossi, che con Hazard e De Bruyne cercheranno di aggirare la Linea Maginot francese, presidiata in prima battuta dai corazzieri Kante e Pogba. Una fuga di Mbappe e la rapidità dei giocolieri belgi, la fisicità del centrocampo transalpino e la determinazione degli uomini di Martinez, la maggior esperienza dell’11 di Deschamps e la fame dei loro avversari… No, Titi Henry non avrà molto tempo per pensare al suo paese e al suo passato, in testa un solo obiettivo: la finalissima del Luzhniki Stadium. Con tutto il rispetto per la Marsigliese.

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