Mondiali, il record di Inter e Bayern Monaco: dal 1982 almeno un giocatore in finale

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
RIO DE JANEIRO, BRAZIL - JULY 13: The World Cup trophy sits on display prior to the 2014 FIFA World Cup Brazil Final match between Germany and Argentina at Maracana on July 13, 2014 in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

L’iride fa da sfondo al nerazzurro e al rosso da 36 anni. È dal 1982 – Italia-Germania 3-1 a Madrid, proprio ieri l’anniversario – che Inter e Bayern Monaco schierano almeno un loro giocatore nella finalissima della Coppa del Mondo, un record prestigioso. I bavaresi si erano portati avanti con il lavoro martedì grazie a Tolisso, centrocampista della Francia di Deschamps, la Beneamata ha risposto ieri con Perisic e Brozovic, alfieri della Croazia rivelazione del torneo. Domenica al Luzhniki sapremo chi alzerà la coppa, ma comunque vada le due società hanno già vinto. Inter-Bayern, una suggestiva storia di presenze e incroci che parte dalla Spagna.

In principio, dunque, era il Santiago Bernabeu, la notte dell’apoteosi della banda Bearzot, il ritorno della Coppa più bella in Italia dopo 48 anni. Tra gli azzurri spiccano un giovanissimo Bergomi, Oriali e Spillo Altobelli, che parte dalla panchina, ma subentra all’infortunato Graziani e mette il punto esclamativo alla sfida, siglando il momentaneo 3-0 contro i tedeschi, capitanati da Rummenigge, stella del Bayern. Quel Rummenigge che, 4 anni dopo in Messico, rappresenterà proprio l’Inter nelle file della Germania, sconfitta 3-2 all’Azteca dall’Argentina di Sua Maestà Maradona. A marcare Diego è Matthaeus, polivalente centrocampista del Bayern, che si prenderà la rivincita nel 1990 a Roma. L’8 luglio, allo stadio Olimpico, si gioca la finale tra tedeschi e argentini. Stavolta Lothar è il simbolo dell’Inter del Trap, insieme a Brehme – che segnerà il rigore decisivo – e Klinsmann. A rappresentare i bavaresi c’è il roccioso difensore Augenthaler.

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E arriviamo a Usa 94. L’atto finale va in scena a Pasadena, di fronte l’Italia di Sacchi, con Baggio a mezzo servizio, e il Brasile di Parreira, tra i meno talentuosi nella storia della Selecao, che si impone ai rigori. Tra gli azzurri gioca l’interista Berti, con i verdeoro c’è Jorginho, che gioca nel Bayern. I sudamericani si guadagnano la finale anche 4 anni dopo a Parigi, di fronte si trovano la Francia padrona di casa. È la notte del primo trionfo transalpino, un 3-0 netto con lo juventino Zidane protagonista assoluto, ma anche il nerazzurro Djorkaeff offre il proprio contributo, così come Lizarazu, terzino del Bayern Monaco. Ma è anche la notte al contrario del Femomeno Ronaldo, stella assoluta del Brasile e dell’Inter, vittima di un malore prima della gara e quasi invisibile in campo.

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Si rifarà 4 anni più tardi ai Mondiali in Corea e Giappone. A Yokohama il Brasile gioca la terza finale consecutiva, l’avversario di turno è la Germania. Ronnie segna la doppietta che vale il quinto – e finora ultimo – successo iridato al portiere del Bayern Kahn: è l’ultima firma da interista prima del trasferimento al Real Madrid. Nel 2006 un altro nerazzurro sul tetto del mondo: è Marco Materazzi, arcigno difensore dell’Italia di Lippi, che a Berlino supera la Francia ai rigori. Materazzi segna di testa il gol del pari, poi mette a segno uno dei cinque penalty, come il francese Sagnol, che milita nel Bayern.

Nel 2010 in Sudrafica un gol dell’immenso Iniesta, quasi allo spirare dei supplementari, piega l’Olanda nella finale di Johannesburg e consegna la Coppa alla Spagna. Delusione tra gli Orange per Sneijder – protagonista del Triplete con l’Inter – e Robben, campione del Bayern. Una curiosità: la finale di Champions di due mesi prima al Bernabeu li aveva visti uno contro l’altro, con trionfo dell’interista.

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Anche l’ultimo Mondiale è stato deciso ai supplementari, 4 anni fa in Brasile: la Germania di Loew aveva sconfitto 1-0 l’Argentina di Messi grazie ad un acuto di Goetze, neppure convocato quest’anno. Muller guidava la colonia bavarese della Mannschaft, Palacio era l’interista tra le file dell’Albiceleste. E ora appuntamento a Mosca: domenica alle 17 Croazia contro Francia, ma anche Perisic e Brozovic, pupilli di Spalletti, contro Tolisso, l’uomo Bayern in questa finalissima.

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