Nazionale, 12 anni dal trionfo azzurro di Germania 2006. Il ricordo di Lippi: “Ero certo di vincere”

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui

Dodici anni. Tanto è passato da quel memorabile 9 luglio 2006, data che l’Italia intera non dimenticherà mai. Una notte che ha tenuto col fiato sospeso un paese intero e poi esplosa in un tripudio di gioia e lacrime. La Nazionale di calcio torna sul tetto del mondo dopo 24 anni. L’ultimo successo a un Mondiale risaliva, infatti, al torneo di Spagna ’82 e agli azzurri guidati da Enzo Bearzot. Impossibile dimenticare l’esultanza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini sugli spalti dello stadio Santiago Bernabeu di Madrid, al termine del match vinto 3-1 sulla Germania Ovest. Da quella finale, tante altre cavalcate magari perse all’ultimo respiro come a Usa ’94 e alla lotteria dei rigori contro il Brasile. Ma gli Azzurri sono sempre stati grandi protagonisti e il loro ruolo da stelle del calcio internazionale è tornato a imporsi prepotentemente in terra tedesca. Quella volta a sedere sulla prestigiosa e talvolta scottante panchina dell’Italia c’era Marcello Lippi, un allenatore che sa come si vince ma che si apprestava per la prima volta a vivere la responsabilità calcistica di un intera nazione sulle proprie spalle. “Il gruppo era fortissimo e a dispetto del clima di quell’estate, il caos si trasformò in energia positiva”, ha dichiarato l’attuale ct della Cina ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Radio 1. L’allusione è allo scandalo di Calciopoli che gettò un’ombra scura sul pallone italiano, ma che fortunatamente non influì sulla spedizione azzurra.

Leggi anche:  HIGHLIGHTS Serie A Fiorentina Milan Femminile, cronaca e risultato: 0-1, la decide Spinelli

STEP BY STEP VERSO LA FINALE

Un percorso, quello azzurro, partito al meglio con il 2-0 rifilato al Ghana, interrotto dal pari per 1-1 contro gli Stati Uniti e terminato con il successo per 2-0 sulla Repubblica Ceca, che permise agli uomini di Lippi di accedere agli ottavi come primi in classifica del proprio girone. Situazione ideale, ma qualche difficoltà di troppo con l’Australia sembrò mettere in discussione le certezze della squadra. Un match tiratissimo fino al 90° e risolto grazie a un penalty concesso per fallo in area su Grosso. Sul dischetto si presentò Francesco Totti facendosi carico di un compito estremamente gravoso. 1-o poco prima del triplice fischio e avanti verso il sogno. Il ruolino di marcia riprese deciso con una netta affermazione per 3-0 contro l’Ucraina ridando fiducia al gruppo azzurro, fino alla semifinale contro i padroni di casa. Una sfida che è un grande classico del calcio mondiale, tra due nazionali blasonate che ad oggi contano 4 titoli a testa. Forse il match più sofferto per l’Italia, che già proiettata ai calci di rigore, ha visto materializzarsi due lampi nel cielo di Dortmund: i gol di Grosso e Del Piero, rispettivamente al 119′ e al 120′ dei tempi supplementari che hanno mandato in paradiso gli azzurri e spedito all’inferno i teutonici. L’ultimo passo per la consacrazione: l’atto finale di Berlino contro la Francia. Al rigore di Zidane rispose lo stacco imperioso di testa di Materazzi e la gara scivolò equilibrata via fino ai rigori. L’incubo vissuto dagli azzurri a Francia ’98, dal quale vennero eliminati proprio dai transalpini ai quarti. Ma questa volta gli 11 metri sorrisero ai ragazzi di Lippi, il cielo si tinse d’azzurro e il calcio italiano tornò al vertice del mondo.

Leggi anche:  Bologna, Mihajlovic: "Non cambierò modulo"

LIPPI: ERO CERTO DI VINCERE

Una serie di flash riaffiorano nella mente del tecnico viareggino e che lo riportano indietro a quei giorni magici: “Rivedo la grinta di Gattuso, la qualità e la saggezza di Pirlo, per non parlare del ruolo da leader di Buffon e Cannavaro. C’era tanta autostima. Dopo il successo sulla Germania ero sicuro che avremmo vinto”. Un ricordo sentito da parte di un uomo che con il suo gruppo ha scritto una delle pagine più belle ed emozionanti del calcio italiano.  

  •   
  •  
  •  
  •