Calciomercato Inter: Joao Mario, i nerazzurri vicini alla cessione

Pubblicato il autore: Luca DAgostino Segui
MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: FC Internazionale Milano fans show their support prior to the Serie A match between FC Internazionale and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on November 5, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images )

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Calciomercato Inter. I nerazzurri potrebbero perdere una stella. Piero Ausilio e lo staff di mercato nerazzurro non sembrano trovare attimo di pace. Il tempo è denaro, e in tempo di mercato, si sa, chi dorme non piglia pesci, e se non si pigliano pesci i trofei li si scorda. Non sembra essere intenzione dello staff del Meazza e dei tifosi nerazzurri scordarsi dei trofei, che già cominciano a rimirare da lontano, con l’acquolina in bocca e gl’occhi spalancati, ausiliati dai nuovi colpi messi a segno dal team di mercato, che cominciano a far sognare gl’interisti e lo staff stesso del Meazza.

Ci si ricorda dei tempi del triplete, di Mourinho, di Milito, e gl’occhi non possono fare a meno di bagnarsi a pensare a quanto poco tempo sia passato, ma, allo stesso tempo, a quanto siano lontani quei momenti. E nemmeno così tanto.
Piero Ausilio si è portato a casa dei bei colpi e i nerazzurri, quest’anno, sembrano essere abbastanza competitivi da disturbare il sonno di pace delle capoliste. A partire dai colpacci a parametro zero De Vrij e Asamoah, che, con una scrupolosa cura per le economie il ds si porta a casa col plauso della tifoseria, fino ad arrivare all’ex romanista Radja Nainggolan che entusiasma gl’interisti e fa abbassare il capo ai romanisti. La rosa, insomma, sembra rinnovarsi, soprattutto con la venuta del giovane Politano, che potrebbe rappresentare un forte impulso per il settore offensivo, e la giovane promessa argentina Lautaro Martinez, piccolo fuoriclasse che fa ben sperare per il futuro.

Tutto sembra presagire i segni della ripresa. E, tuttavia, per ripartire, come l’ordine naturale delle cose ha voluto insegnarci, bisogna rinunciare a qualcosa del passato.
Per ristabilire l’antica gloria bisogna investire nel futuro separandosi dal passato.
E questo gl’interisti sembrano averlo capito bene. Fra le cessioni già ufficializzate difatti si annoverano i corrispettivi di Kondogbia, Biabiany, Eder, Murillo e tanti altri nomi ancora che, un po’, hanno lasciato la tifoseria nerazzurra con l’amaro in bocca, ma con la consolazione di un possibile reinvestimento. E di reinvestire, infatti, si parla abbondantemente negl’ultimi giorni. Un Piero Ausilio sempre sul pezzo ed una dirigenza molto flessibile che lascia lo staff di mercato libero di operare.

Tuttavia, l’Inter, per ristabilire gli atavici equilibri, potrebbe perdere una stella. Si tratta del portoghese campione d’Europa 2016, Joao Mario. Il 25enne, reduce dalla fine del prestito al West Ham, e di un paio di stagioni non esattamente floride, che sembrano aver lasciato con l’amaro in bocca i club ospitanti ed egli stesso, parrebbe intenzionato a lasciare definitivamente il club nerazzurro per approdare in nuovi mari. Le offerte per il giocatore si sprecano. Se da una parte abbiamo il Besiktas, d’altra parte si staglia la figura rossobianca del Siviglia(nel caso la Roma riuscisse a chiudere per N’Zonzi) e il ben disposto Betis che sembra aver già presentato una succulenta offerta. 

I termini degli affari sono i seguenti: l’Inter non può scendere sotto i 28 milioni di euro per non fare minusvalenza. Il Betis, dunque, propone un prestito con diritto di riscatto a determinate condizioni. L’inter sembra ben disposto, e il giocatore stesso non sembra disprezzare la destinazione.
Potrebbe rappresentare una perdita ingente sotto il punto di vista dell’organico del reparto centrocampistico, ma il club di Milano potrebbe essere disposto ad accettare qualora le condizioni del riscatto non risultassero troppo articolate, e, soprattutto, tenendo conto del fatto che se la fantasia del giocatore sembra già essere volata altrove, e già veste i panni di un altro club che non sia marcato Internazionale, trattenerlo sarebbe un’infeconda forzatura.

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