Dazn-Sky, l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano: “Un grande bluff nascosto ai consumatori”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Dazn-Sky, quello che i consumatori non sanno. Continuano le polemiche tra i tifosi per la nuova ripartizione in due pacchetti dei diritti televisivi della Serie A 2018/19. Il flop di Dazn dei primi due weekend è sotto l’occhio di tutti, i costi per vedere tutte le partite sono incrementati, l’Antitrust ha deciso di aprire un’istruttoria per verificare le possibili violazioni ai diritti dei consumatori. Cosa c’è dietro la divisione del palinsesto tra Dazn Sky?
Il Fatto Quotidiano ha voluto approfondire la questione con un’inchiesta che ha delle trame nascoste a tutti i tifosi. Si legge in un articolo: “All ’improvviso l’inglese Dazn precipita nel mercato del pallone italiano, sborsa 193 milioni di euro a stagione per tre gare su dieci di Serie A, più altri 22 per l’intera Serie B, promette la visione su Internet in alta definizione, si mostra al telespettatore pagante con mezzi tecnici scadenti, si trasforma troppo presto da suggestiva novità a fastidiosa delusione, se non peggio”.

In realtà Perform ha attivato una struttura di server al risparmio con Telecom Akamai, incapaci di supportare una rete di utenti che paga per vedere i match in streaming e in alta definizione. In pratica “non c’è differenza tra le gare su Dazn e una video live su Facebook di un utente qualunque”. Ma tutto questo il consumatore che si abbona a Dazn non lo sa e non lo sospetta minimamente. Il Fatto Quotidiano è convinto che sia stata un manovra ad arte da parte di Sky per avere un monopolio nascosto e usa parole forti nella sua inchiesta: “Sky Italia, che in silenzio – seppur indagata dall’Antitrust – assapora l’ebbrezza di sentirsi monopolista”.

Le motivazioni sono tutte in un presunto accordo sottobanco tra Sky Dazn che il quotidiano analizza in questo modo: “Con un poderoso accordo, Sky inghiotte Dazn e propina agli abbonati le tre partite mancanti per 7,99 al mese anziché 9,99. Perform acconsente perché ha l’esigenza di raggiungere un pubblico numeroso; Sky ricambia il favore acquistando una consistente quantità di utenze Dazn che poi dovrà rivendere ai suoi clienti. Un imprecisato giro di soldi che aiuta il gruppo di Murdoch a comportarsi da monopolista in un paese in cui è vietato essere monopolisti. Mediaset rottama gradualmente Premium con un patto commerciale con la stessa Dazn”. 

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