VAR in Champions League: possibile introduzione dai quarti di finale

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 27: The scoreboard shows the use of the new VAR system during the TIM Cup match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on December 27, 2017 in Milan, Italy.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images per Supernews)

Il Var continua a metter sempre più piede nel calcio che conta. Dopo l’apprezzato esperimento nei Mondiali di Russia 2018, in cui gli errori si sono ridotti al minimo, l’idea è di espanderlo anche alle altre competizioni europee. Il campionato italiano, così come quello tedesco, hanno già confermato l’utilizzo della tecnologia per la stagione appena iniziata. Le critiche, riguardanti principalmente il rallentamento del gioco e l’effettiva utilità dello strumento, sembrano ormai un lontano ricordo e persino i più restii ne hanno fatto l’abitudine. Un’importante introduzione si avrà negli stadi italiani, infatti le immagini del Var saranno visibili inoltre sui maxi-schermi presenti negli impianti, a disposizione degli spettatori. In Inghilterra, in cui lo spettacolo prevale sulle altre componenti, la Football Association ha rimandato l’introduzione della tecnologia su espressa richiesta dei venti club di Premier League. Quest’ultima, come di comune accordo, verrà migliorata ed utilizzata nelle partite di Fa Cup e Coppa di Lega. Nonostante questa piccola eccezione, la campagna lanciata dalla FIFA nel Mondiale per Club del 2016 ha conquistato ormai l’intero panorama calcistico, creando non pochi problemi all’UEFA, organizzatrice di Champions League ed Europa League. Per il momento, e se ne parlerà nella prossima riunione di settembre, c’è la volontà di utilizzare il Var dalla fase ad eliminazione diretta, più precisamente dai quarti di finale.

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Var in Champions League: il rigore contro la Juventus e le parole di Collina

Il caso più eclatante dell’ultima Champions League riguarda sicuramente il presunto rigore procurato da Medhi Benatia, che ha estromesso la Juventus dalla semifinale di Champions League. Michael Oliver, arbitro del match e protagonista indiscusso della serata, non ha avuto dubbi sul contatto tra il marocchino e Lucas Vazquez del Real Madrid, decretando il tiro dagli undici metri poi trasformato da Cristiano Ronaldo. La vicenda, che ha provocato più di qualche strascico, si è conclusa con la richiesta a gran voce del Var da parte del presidente Andrea Agnelli. La società bianconera, a dir la verità, qualche mese prima si era espressa abbastanza negativamente sull’uso della tecnologia, per poi cambiare idea dopo la notte dell’eliminazione.
Pierluigi Collina, ex responsabile degli arbitri, ha più volte ribadito quanto sia complicato proporre una rivoluzione del genere in una competizione del genere. I direttori di gara, nonostante la lunga gavetta che precede la conquista della qualifica di “internazionale”, spesso hanno bisogno di un ulteriore aiuto su particolari episodi che si verificano in campo. E lì un ulteriore mano non guasta di certo. Più occhi ci sono, meno errori e problemi si vengono a creare.

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Una volta che i maggiori campionati, compreso quella inglese, avranno creato un pensiero comune sul tema, l’operato del Var non sarà di certo in discussione neanche in europa. Ma fino ad allora, constatato che molti club mantengono la propria posizione, non si potrà di certo accontentare tutti. Si attendono dunque i prossimi incontri, in cui si deciderà se rimandare ancora o accogliere parzialmente le richieste di quelle squadre che si sono espresse favorevolmente in merito. Ad ogni modo, almeno per questa stagione, si partirebbe da Marzo e la copertura della tecnologia riguarderebbe soltanto tredici partite.

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