Barella, El Shaarawy, Parolo e altri: Mancini si ricrederà? L’Italia si può destare

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Nicolò Barella – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Barella, sarà lui il simbolo della rinascita azzurra? La prima immagine di Cagliari-Milan avrà fatto molto a Roberto Mancini. Il c.t. della Nazionale italiana si era lamentato nei giorni scorsi sullo scarso utilizzo dei giovani azzurri in Serie A. Beh nel posticipo i due capitani erano Niccolò Barella (21 anni) e Alessio Romagnoli (23), due che nel giro azzurro ci sono, ma non sono ancora protagonisti. Il centrocampista del Cagliari ha giocato una partita sontuosa contro i rossoneri. Cantando e portando la croce, colpendo anche un palo clamoroso. Resta di difficile comprensione il fatto che Barella non abbia meritato una maglia da titolare con Polonia e Portogallo. Il weekend calcistico ha portato alla ribalta anche altri “dimenticati” azzurri. Uno di questi è Stephan El Shaarawy. L’esterno della Roma, non ancora 26enne, è andato a segno con il Chievo. L’ex Milan è risultato uno dei migliori in campo, nonostante la mancata vittoria dei giallorossi. Sicuro che non ci sia più spazio per lui nell‘Italia di oggi? Nell’ultimo turno di campionato note di merito anche per Dimarco del Parma, match-winner contro la “sua” Inter e Romagna del Cagliari, che ha ingaggiato un duello senza esclusione con Higuain. Vincendolo il più delle volte.

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Barella, ma non solo. Tra i piacevoli ritorni nel campionato italiano c’è quello di Roberto Soriano, che sembra aver già preso in mano il centrocampo del Torino. Due assist nelle ultime due partite dei granata e la convinzione di poter tornare grande con Mazzarri. Altro centrocampista che torna sempre utile è Marco Parolo. Il tuttofare della Lazio è stato decisivo con l‘Empoli. Non sarà più giovanissimo con i suoi 33 anni. Ma se Mancini punta ancora, giustamente, sul 34enne Chiellini allora ci può stare anche una chiamata per Parolo. Con l’azzurro del Napoli ha ritrovato il gol anche Insigne. Ancelotti lo sta trasformando in una seconda punta. Mancini prenda nota, il suo erede in azzurro può essere proprio il piccolo grande Lorenzo.

Barella, ma non solo. Mancini ha ragione a lamentarsi?

I giovani italiani non giocano in Serie A“, così Mancini ha messo un po’ le mani avanti prima delle gare con Polonia e Portogallo. Il c.t. ha ragione? Forse no. Nell’ultimo turno di campionato (in attesa di Spal-Atalanta), gli italiani sono stati il 37,8% del totale dei giocatori schierati dall’inizio. Una percentuale non eccelsa, ma l’età media è di poco inferiore ai 27 anni (26,9). La squadra che ha utilizzato più italiani dall’inizio è il Parma, con 8 giocatori. Al contrario Juventus e Napoli hanno schierato un solo azzurro dall’inizio, rispettivamente Bonucci e Insigne. Dati contrastanti che non riescono a far capire la qualità dei giovani giocatori italiani.

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La sensazione è che la materia prima ci sia. Molti ragazzi giocano con continuità in Serie A, ma devono essere seguiti con attenzione. Sia nel club, che quando sono a Coverciano. Facendo un raffronto con il campionato francese, quello dei campioni del mondo, emergono dati interessanti. In Ligue 1, nell’ultimo turno di campionato, sono stati utilizzati 109 calciatori francesi sui 220 titolari iniziali. Il 49,5%, quindi gli stranieri ci sono anche lì. Eccome. Ma poi basti vedere che l’unico top-player transalpino a giocare in patria è Mbappè, nel Psg multimilionario degli sceicchi. Barella è il simbolo dei ragazzi di oggi che vogliono emergere. Ma Mancini faccia bene ad osservare qualche vecchietto, perché una squadra forte è sempre un giusto mix tra varie età. E lui lo sa bene. O almeno dovrebbe saperlo.

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