Barella, un sardo alla conquista d’Italia

Pubblicato il autore: Mirko Mantica Segui

Nicolò Barella – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Sparpagliate qua e la per il variegato territorio sardo, sorgono complessi di rocce, i cosidetti menhir, che pur nella loro semplicità rappresentano varie divinità del Neolitico.
Sarebbe bello pensare che le divinità della forza e dell’eleganza si siano sposate perfettamente all’interno del corpo di un sardo doc come Nicolò Barella, che fa di quelle doti la sua fortuna.

Nato nel 1997 a Cagliari, Nicolò si avvicina al calcio grazie alla smisurata passione del padre, che tutti i weekend lo porta a vedere le sue partite.
Inizia nel 2006 la sua avventura con la maglia rossoblu, la maglia della sua città che veste sempre con onore e riconoscenza.
Dopo tutta la trafila giovanile e una piccola parentesi in prestito al Como, arriva il momento dell’esordio in Serie A e dopo questo grande passo nessuno ha mai avuto il coraggio di toglierlo. Perché? Perché di giocatori così se ne vedono ben pochi in giro.
Perché giocatori capaci di ricoprire tutte le posizioni in un centrocampo non ce ne sono molti.
Riconoscendosi mezzala sinistra, per svariate partite ha agito sulla trequarti mentre nelle ultime apparizioni, agli ordini di mister Maran, è stato provato da “playmaker” riuscendo comunque a soddisfare pienamente il parere del suo allenatore e dei tifosi.
La caratteristica che colpisce maggiormente in lui è la sua transizione di manovra, prima in fase difensiva e poi in quella offensiva.
In fase difensiva, la sua grinta e dedizione gli permettono sempre di andare con decisione sul portatore di palla, per poi ripartire con velocità e servire i propri compagni o provare il tiro dalla distanza.
Nonostante debba migliorare il suo feeling col gol, é molto insidioso nei calci piazzati e nel dribbling, preciso e spettacolare allo stesso tempo.
La società sarda, che punta molto su di lui, quest’anno ha deciso di farlo capitano, una scelta a azzardata visto gli appena 21 anni del ragazzo, che nonostante ciò si é caricato la squadra sulle spalle ed é pronto a battagliare, per se stesso, per il Cagliari e per la sua terra.

 

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