Cristiano Ronaldo l’ipoteca del sesto pallone d’oro passa dai gol in serie A

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

Cristiano Ronaldo – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

La marcia trionfale della Juventus sembra non accusare alcun tentennamento di sorta lasciando al momento piuttosto sereni i supporters bianconeri. Meno tranquilli e più creduloni alle cospirazioni di palazzo appaiono invece essere i più fedeli appartenenti all’entourage di Cristiano Ronaldo se è vero che le ripetute sortite sui social dei più stretti familiari denotano una ormai già diagnosticata inquietudine non ancora pronta a cicatrizzarsi sugli scenari pronti a materializzarsi a tinte fosche sulla pubblica piazza.

Da quando CR7 ha smesso di indossare la camiseta bianca, numerosi sono i misunderstanding (costruiti ad arte?) con l’ex datore di lavoro, Florentino Perez,  e l’organismo dell’Uefa.
Notizia oltremodo di stretta attualità è poi la mancata presenza dell’asso portoghese (e di quello argentino) alla cerimonia di consegna di un premio che non lo vedeva trionfatore. Non è passata inosservata neanche l’incoronazione di Modric ai recenti sorteggi dell’edizione corrente della  Champions League: anche in quella occasione l’assenza di Ronaldo è parsa ai più scientificamente indotta quasi a voler segnare una netta cesura con il passato seppur  recente e l’ingresso certificato in una nuova fase della carriera che porta in grembo una sfida, la più ambiziosa in cui ci si possa imbarcare: ossia trionfare ancora in Champions con il club, statistiche alla mano, più “perdente” di sempre.

Il debutto amaro alla prima giornata del torneo continentale che ai più sembrava l’inizio di una nuova passerella, terminata con l’ingiusta espulsione subita al “Mestalla” che non ha comunque pregiudicato le sorti dell’incontro, la Juventus se l’è aggiudicato comodamente, 2 a 0 l’esito finale, non ha fatto altro che incrementare, se mai c’è n’era bisogno, le voci di un complotto ai danni del campione ex Real Madrid. L’avversario di sempre, Leo Messi,  ha pensato bene di sugellare l’undicesima campagna europea siglando una sontuosa tripletta ai danni del malcapitato Psv che, fino alla mezz’ora, a onor del vero, non aveva per nulla demeritato.

In previsione dell’incoronazione del Pallone d’Oro di dicembre e in attesa della punizione, ovvia conseguenza del cartellino rosso in terra spagnola, senza voler affrontare in questa sede le dispute sul range temporale della squalifica(rischia da una a tre giornate) è chiaro come l’ennesimo successo passi dal più o meno pingue bottino di gol che riuscirà a rastrellare nella nostra serie A da qui alla fine di novembre.

Il rischio infatti per il pentapallone d’oro è quello di poter saltare almeno una delle due sfide con lo United, il che lo priverebbe di una vetrina europea che potrebbe invece favorirlo nell’ipoteca di un eventuale sesto trionfo, se fosse invece abile e arruolabile. C’è da scommettere che tutta la dirigenza juventina abbia già messo in moto la macchina della più oliata diplomazia per scongiurare il rischio di una lunga squalifica. Vero è che al momento il competitor più probante in Europa è il francese Griezmann, il quale ad oggi ha raggranellato tre trofei (l’ultimo la Supercoppa Europea agostana contro la sua ex squadra, il Real Madrid) che lo piazzano al primo posto dei più papabili in lizza. Si dirà che il compito che attende il prode e aitante portoghese non sia tra i più difficili se è vero che i suoi più recenti successi hanno avuto coefficienti di difficoltà nettamente superiori rispetto al succitato target. Ma, volenti o nolenti, questo è lo scenario che si mostra al cospetto dell’attuale Pallone d’oro in carica. Se l’inizio nella nostra serie A ha mostrato titubanze e sofferenze non preventivabili, ora per ipotecare il nuovo trionfo è necessario iniziare a segnare a raffica a partire proprio da stasera allo Stadium contro il Bologna, altrimenti le voci della più bieca dietrologia potrebbero prendere il sopravvento…

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