Juventus: come cedere campioni e rinforzarsi. Il curioso caso di Gianluigi Buffon e Gonzalo Higuain

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

La campagna di calciomercato estiva ha chiuso per la verità da non molto e i primi esiti della nuova stagione hanno fatto tornare in auge valutazioni circa chi ci abbia guadagnato e chi invece rimesso.
La Juventus l’ha fatta un pò da padrone, agendo probabilmente non solo come da regina indiscussa del calcio italiano ma anche, accaparrandosi il pentapallone d’oro Cristiano Ronaldo, del calcio europeo.
Fiumi di inchiostro sono già stati gettati per l’approdo in bianconero di CR7, e a onor del vero non sono passate sottotraccia neanche per quanto riguarda il mercato in uscita, le sorprendenti cessioni di Gianluigi Buffon, totem bianconero, considerato dalla stragrande maggioranza del popolo juventino sullo stesso piano di idoli imperituri come Del Piero e Boniperti, e di Gonzalo Higuain, bomber di razza molto apprezzato sotto la Mole nonostante i suoi trascorsi all’ombra del Vesuvio.
Se entriamo nel dettaglio delle dolorose cessioni ne escono però dati oltremodo controversi.

Se si vuole intingere la penna nel fiele, risulta evidente che il club di Agnelli, si è sbarazzato, nel caso del portiere, di un atleta di 40 anni suonati con una carriera mostruosa alle…spalle e un ingaggio comunque secondo i parametri anagrafici oltre la media. La scelta di ripiegare sul polacco dal nome indecifrabile sta assolutamente ripagando: il numero uno della nazionale polacca ha neutralizzato il primo dei due rigori che curiosamente ha dovuto fronteggiare a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, migliorando statistiche che erano già di assoluto livello. Con il rigore succitato del “Mestalla” diventano 13 i rigori parati nel corso della sua carriera a fronte dei 36 che sono terminati in fondo al sacco. Da quando difende i pali dei bianconeri il suo score non è secondo a nessuno: 21 gettoni di presenza in campionato con 13 gol subiti e addirittura 12 clean sheet. Numeri che lo proiettano già nell’olimpo dei migliori goal-keeper di sempre nella storia bianconera e che stanno già contribuendo a far dimenticare il Gigi nazionale.

La squadra di Allegri, come si diceva pocanzi, si è privata del cannoniere argentino Higuain. Una perdita solo in apparenza deleteria, se andiamo a snocciolare le statistiche. Nell’ultima stagione in bianconero, il Pipita ha sommato 35 presenze nella nostra serie A timbrando il cartellino 16 volte, frutto di una tripletta ai danni del Sassuolo, una doppietta a San Siro contro i rossoneri e 11 segnature singole. Vero è che l’anno scorso l’attaccante di Brest ha siglato il gol dell’importantissimo successo al San Paolo contro il Napoli e nel girone di ritorno segnato il gol a San Siro che ha consegnato lo scudetto ai bianconeri, ma è abbastanza evidente che all’origine del sacrificio(..taglio?) quello che si imputa a El Pipa è una scarsa propensione se non a risolvere, almeno a decidere le vere e proprie gare di cartello. Se si approfondisce nel dettaglio, risulta con estrema nitidezza che nella stagione agonistica passata il neomilanista non ha lasciato il segno nel doppio confronto contro il Barcellona ai gironi e fatto più sanguinoso del primo, nel quarto a eliminazione diretta contro il Real. In campionato pur contribuendo alla conquista dello scudetto, numerose sono le partite in cui il numero nove ha latitato, rimpinguando il suo bottino siglando marcature a squadre di secondo piano. E il debutto con il Milan conferma questo trend: gol a Cagliari e Dudelange.
La Juve ha fatto forse un affare a cedere questi campioni?

  •   
  •  
  •  
  •