Juventus, Dybala non ingrana? No problem, ci pensa Bernardeschi

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Per emergere in uno spogliatoio di campioni come quello della Juventus non basta il talento. Quest’ultimo, se non unito all’efficacia, lascia inevitabilmente il tempo che trova. Lo sa bene Paulo Dybala, protagonista in negativo dell’inizio di stagione bianconero. L’argentino non ha convinto neanche nella vittoria di domenica contro il Frosinone, mettendo in evidenza una scarsa condizione fisica e poca convinzione nei propri mezzi. Le tante panchine ed il Mondiale deludente incidono molto sull’animo del giovane attaccante, che sta ancora cercando di trovare l’intesa col nuovo arrivato Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese ha deciso anche la sfida del Benito Stirpe, siglando la rete decisiva a dieci minuti dal termine. Un gol importante per lui, che cancella una prestazione abbastanza deficitaria e l’ingiusto cartellino rosso rimediato contro il Valencia. E se a brillare, dunque, non sono stati i gioielli più preziosi, il subentrato Bernardeschi si è rubato la scena a suon di giocate e numeri d’alta scuola. L’ex viola è senza dubbio l’MVP di inizio stagione, a dispetto di chi ne prevedeva uno scarso utilizzo. L’italiano, in questo mese, ha deciso la sfida di Verona contro il Chievo, è stato il migliore in campo nella prima di Champions League al Mestalla ed ha chiuso il match contro il Frosinone siglando il due a zero. Evidentemente il primo anno, trascorso ad apprendere la mentalità juventina, ha aiutato molto il giovane italiano, che ora può seriamente candidarsi per il ruolo di jolly nella trequarti di Massimiliano Allegri.

Il feeling con Ronaldo e la Nazionale

Che Bernardeschi e Ronaldo siano diventati amici lo si capisce dai social, dal modo di dialogare in campo e dagli abbracci post-esultanza. I due parlano la stessa lingua nel rettangolo di gioco, si cercano e si trovano attraverso continue verticalizzazioni ed assist vincenti. A sfruttare le loro giocate c’è il solito, imprescindibile, Mario Mandzukic. L’abbondanza lì davanti è talmente tanta che la squalifica per quattro giornate inflitta a Douglas Costa per lo sputo a Di Francesco passa quasi in secondo piano. La Juventus è partita forte, ha sofferto in qualche occasione i pochi spazi concessi dalle avversarie, ma grazie ai suoi fenomeni ha sempre avuto la meglio. Lo spunto che deriva dalle ultime sfide riguarda in particolare il posizionamento di Bernardeschi, difatti quest’ultimo non sosta soltanto sulla destra d’attacco, bensì funge inoltre da raccordo tra i due reparti. Allegri, in match particolarmente bloccati, starebbe pensando di schierare Federico nel ruolo di mezz’ala, assieme ad Emre Can e Pjanic, rendendo la Juventus ancor più offensiva e pungente.

Bernardeschi è molto legato anche alla Nazionale, la quale la sta attraversando il periodo meno felice della propria storia. L’italiano, dopo aver completato tutta la trafila delle giovanili, vuole fortemente incidere anche tra i grandi, sotto la guida di Roberto Mancini. I margini di crescita ci sono tutti, l’Europeo del 2020 sarà un banco di prova importantissimo per lui, Chiesa, Insigne e gli altri giocatori che aspirano al salto di qualità. Bisogna cancellare al più presto la nottataccia di Milano contro la Svezia, in cui l’ex Fiorentina ha disputato soltanto gli ultimi quindici minuti, subentrando a Candreva. La rinascita dell’Italia passerà soprattutto da loro, le nuove leve azzurre.

 

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