Napoli, che ti succede?

Pubblicato il autore: Giuseppe Garetti Segui

Dopo un insolito avvio, non privo di difficoltà, arriva anche un burrascoso stop in Champions League per la squadra partenopea.

BILBAO, SPAIN - MARCH 07: Head coach Carlo Ancelotti of Real Madrid reacts during the La Liga match between Athletic Club Bilbao and Real Madrid CF at San Mames Stadium on March 7, 2015 in Bilbao, Spain. (Photo by Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Il calendario della Serie A non è stato molto benevolo per gli azzurri, le prime difficoltà per mister Ancelotti, si erano già intraviste nel precampionato non certo esaltante dei suoi uomini.
Seppur il Napoli ha totalizzato 9 punti nelle prime quattro giornate, in ciascuna delle sue tre vittorie non ha convinto a pieno. Nette le difficoltà, dettate non solo dalla forza delle avversarie affrontate, ma anche da un’evidente crisi di gioco e d’identità, elementi cardini del Napoli targato Sarri.

Dopo l’emblematico 3-0 rifilato dalla Sampdoria, che aveva già fatto suonare un campanello d’allarme, arriva il pareggio a reti inviolate contro la Stella Rossa in Champions, che compromette terribilmente il discorso qualificazione, già ampiamente complicato in partenza.
Dietro queste difficoltà ci sono diversi fattori, in primis un mercato di certo al di sotto delle aspettative. Con l’arrivo di Ancelotti in panchina, tutti si aspettavano l’arrivo di qualche campione dal nome altisonante, ma così non è stato, ed è quasi impietoso il confronto con il mercato delle altre squadre che, chi più, chi meno, hanno notevolmente rafforzato il loro organico, riducendo il gap con i partenopei, o come nel caso della Juventus, aumentandolo.

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Sempre in tema di mercato, sono proprio i nuovi acquisti per adesso, che stanno trovando diverse difficoltà nell’ambientarsi, due su tutti F.Ruiz, fortemente voluto da Ancelotti, e Simone Verdi, del quale si vocifera addirittura di un presunto battibecco con Insigne, durante l’intervallo di Genova, contro la Sampdoria.
Oltre alle difficoltà dovute al mercato, ci sono poi quelle viste in campo. Non era facile per Ancelotti, trasferire sin da subito le sue idee di gioco, il suo compito di transizione, che doveva avvenire passo dopo passo (un po’ come l’operato di Allegri nell’immediato post-Conte alla Juventus), gli è stato reso praticamente impossibile dalla partenza di Jorginho, fulcro del gioco di mister Sarri, che infatti, l’ha portato con se a Londra.

Questa netta rivoluzione tattica non ha sicuramente giovato ai suoi uomini, che ancora faticano ad assemblare alla perfezione una propria identità di gioco, esprimendo un calcio che non rispecchia nè la precedente filosofia di Sarri, nè quella di Ancelotti.

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I sette goal subiti in quattro partite, sono inoltre un evidente segno che dietro qualcosa non sta andando per il verso giusto, a pesare, è sicuramente l’assenza di un leader tra i pali, in grado di gestire al meglio la retroguardia azzzurra. Se in ciò, era bravissimo Pepe Reina, di certo non si può pretendere lo stesso dai nuovi arrivati in casa Napoli. Meret acquistato per fare il titolare, è ancora tormentato da guai fisici, che l’hanno accompagnato anche nelle passate stagioni, Karnezis e Ospina sono sempre in ballottaggio tra loro, e pur non avendo sfigurato nelle loro uscite, non hanno di certo quel carisma e quella leadership che apparteneva al portiere spagnolo.

Mancano solo due giornate prima del match più atteso dai tifosi napoletani, quello contro la Juventus, l’antagonista per eccellenza in campionato. Di mezzo c’è anche la Champions League, dove Ancelotti, che è sempre stato di casa in questa competizione, vinta tre volte da allenatore, non vuole di certo sfigurare. Deve quindi sbrigarsi nel far recuperare la migliore condizione ai suoi uomini, ma soprattutto la fiducia che da inizio stagione sembra mancare in tutto l’ambiente partenopeo.

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