Nations League, Italia-Polonia. Primo tempo disastroso, gli azzurri reagiscono nella ripresa grazie a Chiesa

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

E’ tutt’altro che soddisfacente l’1-1 materializzatosi al “Dall’Ara” di Bologna tra Italia e Polonia, a margine della prima sfida degli azzurri in Nations League. La banda guidata dal c.t. Roberto Mancini non ha affatto ben impressionato nei primi quarantacinque minuti. Gli azzurri, scesi in campo con l’abito tattico del 4-3-3, hanno commesso vari errori dal punto di vista tecnico, per quanto concerne semplici appoggi o al fine di impostare la manovra.

I centrocampisti hanno sofferto gli avversari, con Jorginho (gol a parte) che non ha sciorinato una performance affatto convincente. L’italo-brasiliano, in forza al Chelsea, non ha effettuato il solito filtro, palesando difficoltà nell’impostare la manovra e sia Pellegrini che Gagliardini non sono apparsi all’altezza di aiutarlo.

In attacco note dolenti per quanto concerne Mario Balotelli. Il centravanti del Nizza è sceso in campo con poco minutaggio nelle gambe e una condizione fisica piuttosto rivedibile. Nei 62 minuti disputati, SuperMario si è messo in mostra per un tiro terminato alle ortiche, scoccato nella prima frazione di gioco, e nulla più. Alla sua uscita dal rettangolo verde è stato accompagnato dai fischi, a testimonianza di una prestazione decisamente insufficiente.

Nella ripresa, comunque, l’Italia ha messo in atto un forcing offensivo maggiore, riducendo, altresì, le folate offensive da parte di Lewandowski e compagni. Dopo il tentativo insidioso di Bernardeschi, Mancini ha fatto ricorso a Belotti e Chiesa, rispettivamente subentrati al 62′ e al 72′ al posto di Balotelli e Insigne, ed in questo caso l’orchestra azzurra ha iniziato a suonare una sinfonia diversa.

Soprattutto con l’ingresso del giovane viola, la banda guidata dal Mancio ha relegato sulla difensiva la compagine polacca, mettendo qualche brivido di troppo all’estremo difensore Fabianski. La ciliegina sulla torta, poi, è avvenuta al 78′ quando Chiesa, atterrato in area da Blaszczykowski, si è procurato il penalty, assegnato dall’arbitro tedesco Zwayer, realizzato dal fino ad allora discusso Jorginho. In questa circostanza, l’Italia ha tratto beneficio dai cambi in panchina e dalla maestria da parte di Roberto Mancini nel saper leggere lo sviluppo del match, inserendo in campo gli uomini adatti per fornire la scossa.

La strada, indubbiamente, resta ancora lunga e tortuosa. Il pareggio interno contro la Polonia non è sommariamente soddisfacente, soprattutto perché in una competizione, breve e concentrata, come la Nations League, occorra capitalizzare al meglio l’opportunità di giocare in casa. Il penalty messo a segno da Jorginho placa, almeno parzialmente, le eventuali critiche che sarebbero sopraggiunte se gli azzurri avessero rimediato un ko. Resta il dato allarmante che l’Italia non ottenga una vittoria in una competizione ufficiale dall’ottobre 2017, in occasione della sfida contro l’Albania terminata con il punteggio di 0-1.

La possibilità per riscattarsi, però, è dietro l’angolo. La banda del Mancio, lunedì 10 settembre, sarà di scena all’Estadio Da Luz di Lisbona per affrontare il Portogallo, match valido per la Nations League. I lusitani, campioni d’Europa in carica, non avranno a disposizione Cristiano Ronaldo rimasto ad allenarsi a Torino, ma rappresentano, pur sempre, una compagine da prendere con le dovute cautele. Per quanto riguarda l’Italia non si escludono novità di formazione, soprattutto in attacco, in cui non ci stupiremo se Chiesa e Belotti dovessero partire da titolari al posto di Balotelli ed Insigne, quest’ultimi autori di una prestazione incolore al “Dall’Ara”.

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