Serie B, Criscitiello a muso duro in attesa della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

serie bSono ore di attesa quelle che stanno vivendo le squadre che hanno promosso il giudizio dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni per vedersi accolte le relative istanze, tra le quali figurano l’accoglimento della domanda di ripescaggio e la revoca della disposizione del commissario Fabbricini in merito alla modificazione del format della Serie B da 22 a 19 squadre.
Ormai da giorni circolano indiscrezioni sulle possibili decisioni del Collegio presieduto dall’ex ministro degli esteri, Franco Frattini: inizialmente la sensazione di molti era la possibilità che la Serie B ritornasse nuovamente a 22 squadre e cassando per l’effetto le statuizioni del giudice di prime cure. Nelle ultime ore, tuttavia, ci sarebbe un movimento composto dalla stragrande maggioranza delle squadre iscritte al campionato cadetto che sarebbero persino in procinto di adire la magistratura ordinaria, nella fattispecie il Tar del Lazio, nel caso in cui l’organo giudicante del Coni decidesse per la rivisitazione del format originario.
Una situazione paradossale che andrebbe ad infangare ulteriormente il calcio italiano, che ha vissuto una delle estati più atroci dal punto di vista amministrativo, giuridico e sportivo: lo stato di incertezza che colpisce la Serie B e per riflesso la Serie C non fa altro che danneggiare l’immagine del football nostrano, che probabilmente segnerà per sempre il destino e la carriera di molti personaggi che operano in siffatto contesto.

Serie B, la polemica di Criscitiello: “Comunque vada sarà un fallimento”

Il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, nell’editoriale apparso su tuttomercatoweb.com è intervenuto a gamba tesa in merito alla vertenza relativa alla Serie B e all’attesa della sentenza del Collegio di Garanzia del Coni:Tra oggi e domani è attesa la sentenza sulla famosa serie B a 22afferma il giornalista -. Comunque andrà… sarà un fallimento. È vergognoso il teatrino al quale abbiamo assistito questa estate. Gente che si sveglia la mattina e cambia i format del campionato, altra gente che giudica ed emette verdetti che poi vengono cancellati per questioni politiche. I campionati iniziano con squadre che riposano, formato ridotti e sentenze aperte. Come se non bastasse – aggiunge -, venerdì si sono presi anche altro tempo per riflettere. Su cosa? Tutto questo periodo non è bastato per leggere le carte e farsi un’idea? La Lega Pro ha rinviato più volte i calendari di quanto abbia fatto mia moglie in fase di corteggiamento ad accettare un mio invito a cena. Lei, però, aveva scuse più plausibili. “Poi vediamo… Sì ma oggi non posso… Forse domani…”, conclude il direttore.

Criscitiello è un fiume in piena e si sofferma anche sul caos politico-sportivo che si è abbattuto sulla Lega di A e di B, oltreché sulla stessa Federazione: “Da questo marciume ne escono bene solo due Presidenti di Lega che, tra mille difficoltà, hanno almeno salvato la faccia e dimostrato coerenza – precisa il giornalista -. Pur subendo grandi danni perché gli unici costretti a slittare l’inizio dei campionati di due settimane. Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia hanno dimostrato di essere gli unici a poter fare la politica del calcio in Italia. Per questo motivo il prossimo 22 ottobre non dovranno guardare al nome del Presidente Federale ma dovranno prima guardare al progetto – aggiunge –, fare un’alleanza e portare a casa la partita. Il nome che circola di Marotta per la Presidenza Federale non avrebbe senso. Marotta non è un politico del calcio ma è un dirigente di calcio. Ha dimostrato di fare grandi cose alla Juve ma, ahimè, ha anche dimostrato di fare danni non appena ha messo becco nel sistema federale. Continui a fare grande la Juventus e in FIGC dovrà andare qualcuno capace di incidere sulla normalità senza cercare colpi mediatici ad effetto, come le inutili squadre B o una chiusura anticipata del calciomercato che si è rivelata un boomerang per tutti“.

  •   
  •  
  •  
  •