Serie B, l’Ascoli Calcio compie 120 anni: ripercorriamo la storia del club marchigiano

Pubblicato il autore: Adelaide Segui


L’Ascoli Calcio compie 120 anni di storia e per festeggiare la ricorrenza, la compagine bianconera disputerà un’amichevole sabato prossimo contro la Vis Pesaro. Un traguardo importante per la squadra marchigiana, quarto club calcistico più antico d’Italia.

Ascoli, 120 anni di storia

La società bianconera nasce il 1 novembre 1898, dalla mente di dodici giovani ascolani, che decidono di fondare la società intitolandola al colonnello garibaldino Candido Augusto Vecchi, che aveva sposato una nobile di Ascoli. Dopo aver cambiato il nome, soprattutto per motivi politici (Ascoli Vigor), arriva nel 1907 la prima partita ufficiale.
Al termine della grande guerra, si riaccende la passione per il calcio e nel 1921 si costituì l’Unione Sportiva Ascolana, presieduta da Giuseppe Secondo Squarcia (giornalista e decano dei professionisti ascolani). Nel 1925 la costruzione, mentre nel 1926 l’inaugurazione del nuovo stadio, intitolato a Ferruccio Corradino Squarcia. A presenziare in forma ufficiale venne la Lazio. Il primo vero campionato federale ufficiale di Terza Divisione nelle Marche fu disputato nel 1927 e l’Ascoli si classificò al 1º posto. Fu la prima di tante promozioni che videro la squadra salire gradualmente in serie C, raggiungendo in quegli anni il miglior piazzamento del 2º posto in tale categoria. Dopo il secondo conflitto mondiale ci fu una lenta e timida ripresa dell’attività calcistica e si susseguirono presidenti e commissari. Nel 1947 fu Ernestina Panichi Seghetti a ricoprire il ruolo di Presidentessa, la prima donna in Italia a rivestire tale incarico.

La Del Duca Ascoli

Nella stagione 1954-55 l’Ascoli toccò il punto più basso della sua storia retrocedendo in Promozione regionale, con la società in preda a gravi problemi finanziari e col rischio concreto di andare alla deriva. Vennero contattate diverse persone, tra cui Pacifico Del Duca, detto Cino, originario di Montedinove, divenuto uno degli editori e produttori cinematografici più importanti di Francia. Dopo un incontro con i tre portavoce della società (Pacifico Saldari, Eraldo Fanini e Riegler Poli) accettò di entrare a far parte dell’Ascoli Calcio. Il sodalizio venne chiamato in seguito “Associazione Sportiva Del Duca Ascoli“. Intorno alla riorganizzazione della società l’entusiasmo crebbe a dismisura, nacque una nuova sede sociale, in Corso Vittorio Emanuele, e arrivò finalmente la promozione in Serie C.

Il nuovo stadio, la nascita dell’Ascoli Calcio e gli anni d’oro

Nel 1962 fu inaugurato il nuovo stadio, in seguito intitolato dall’amministrazione comunale a “Cino e Lillo Del Duca”. Nel 1967, con la morte di Del Duca, la presidenza onoraria passò alla vedova, la Signora Simone, che espresse il desiderio di rinunciare all’incarico quando la squadra avesse raggiunto la promozione. Tanti furono gli anni di militanza dell’Ascoli in Serie C e tanti i derby con i rivali storici della Sambenedettese. Uno in particolare è impresso nella memoria dei tifosi e non solo: quello che si disputò il 14 febbraio 1965 al Ballarin di S. Benedetto in cui perse la vita il portiere bianconero Roberto Strulli.

Fu in questi anni che si vide riporre le speranze in Costantino Rozzi, imprenditore locale, la figura più adatta a ricoprire il ruolo di presidente, grazie alle sue capacità comunicative e alla sua esuberanza. Dopo la nomina, l’intento di Rozzi era quello di rimanere soltanto sei mesi. In realtà si appassionò sempre di più alla squadra bianconera, diventando uno dei protagonisti della storica promozione in B (Stagione 1971/1972) assieme al Mister Carlo Mazzone. Nel frattempo il club prese il nome di Ascoli Calcio 1898. Nella stagione 73-74 arriva la tanto ambita Serie A. Dopo due stagioni di retrocessione in B, l’Ascoli di Mimmo Renna e Giovanni Roccotelli passerà alla storia come “L’Ascoli dei Record“, collezionando ben 7 stagioni nella massima serie. Gli anni ’80 e gli anni ’90 videro l’Ascoli Calcio prendersi tante soddisfazioni: dopo la stagione 1979-80, il club fu invitato in Canada per rappresentare il calcio italiano nel torneo The Red Leaf Cup; la s.s. 1980/81 vide il ritorno di Mazzone e la lotta per la salvezza, ma anche una vittoria a scapito della Juventus. Dopo la retrocessione in B (1984/85), l’Ascoli riconquistò la Serie A, vincendo poi, nel 1987, la Mitropa Cup.

Ascoli Calcio, gli anni ’90 e 2000

Il nuovo decennio inizia con Mister Sonetti e Walter Casagrande, che conquistano ancora una volta la serie A. Nel 1991/92 di nuovo la retrocessione in B, che vide l’Ascoli lottare per la riconquista della massima serie.
Nel 1994, poco dopo la vittoria contro il Pescara,morì il presidente Rozzi. Ai funerali parteciparono più di 20.000 persone, personalità dello sport venute nella città marchigiana per porgere l’ultimo saluto ad un uomo che rimarrà nella memoria dei tifosi ascolani. La squadra entrò definitivamente in crisi, retrocesse in Serie C1 e in quella stagione perse anche la finale col Notts County nel Torneo Anglo-Italiano. Dal 1995/96 furono sette le stagioni in terza serie, seppur per ben tre volte la squadra sfiorò la promozione. La morte di Rozzi aveva segnato la fine di un’era; l’Ascoli, sommerso dai debiti, era sull’orlo del fallimento. Il club vide l’intervento dell’industriale ascolano Roberto Benigni, deciso a ripianare il deficit. Fu nominato Presidente il notaio Nazzareno Cappelli e la squadra venne iscritta al campionato di C 1995/1996: l’Ascoli, guidato da Enrico Nicolini, disputò un campionato di vertice, anche grazie alle marcature di Walter Mirabelli e si qualificò ai playoff, che persero in finale col Castel di Sangro. Nel 2001/2002 arrivò la promozione diretta in B con la squadra dei “Diabolici” di Bepi Pillon partita senza i favori del pronostico. I bianconeri, fra i quali anche il futuro campione del mondo Andrea Barzagli, ottennero la promozione matematica al Del Duca contro la Lodigiani. Dopo le due salvezze nelle stagioni successive, nella s.s. 2004/2005 la coppia di tecnici Silva-Giampaolo si classificò al sesto posto grazie anche alla coppia d’attacco Colacone-Bucchi, ma perse la semifinale playoff contro il Torino. In agosto, per effetto della condanna sportiva del Genoa, che da primo classificato fu retrocesso all’ultimo posto e per i fallimenti di Torino e Perugia, l’Ascoli, insieme all’Empoli, classificatosi secondo e il Treviso, quinto, fu ripescato in Serie A.

Dall’Ascoli Calcio all’Ascoli Picchio Fc 1898 spa

Il binomio Giampaolo-Silva,portò alla salvezza l’Ascoli nella s.s. 2005/2006, nonostante la squadra fosse stata costruita in soli dieci giorni. L’anno successivo la retrocessione in Serie B: né Tesser prima, né Sonetti poi riuscirono a ripetere il miracolo dell’anno precedente. Tanti i tecnici che si susseguirono in pochi anni in Serie B. Nella s.s. 2009/2010 fu ingaggiato come c.t. Alessandro Pane. La squadra vide rinforzi come Mirco Antenucci e Marco Bernacci, tornato all’Ascoli dopo un anno di Serie A col Bologna.
Dopo un buon inizio di campionato, la squadra iniziò a collezionare una serie di risultati sfavorevoli, che portarono al cambio della conduzione tecnica. Fu richiamato Pillon, col quale la squadra chiuse la stagione al nono posto. In quell’anno l’Ascoli fece il giro del mondo quando il 5 dicembre 2009, nel corso del match di campionato Ascoli-Reggina, i bianconeri, su indicazione di Pillon, lasciarono pareggiare gli avversari dopo che i bianconeri si erano portati in vantaggio mentre un giocatore ospite era a terra. Il Club ricevette addirittura una lettera di complimenti da parte dell’allora Presidente dell’UEFA Michel Platini.

La militanza in serie B continua e l’Ascoli Calcio vive numerosi episodi di salvezze miracolose, tanti punti di penalizzazione e due arresti di calciatori causa calcio scommesse.
La stagione 2012-2013, nonostante la presenza di Simone Zaza, lanciato successivamente nel calcio dei massimi livelli, vede purtroppo la retrocessione in Lega Pro. Da qui al fallimento del Club il passo fu breve: l’Ascoli, sommerso dai debiti, il 17 dicembre 2013 fallì e il 6 febbraio 2014 Francesco Bellini, insieme ai soci Battista Faraotti, Piero Palatroni, Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni, rilevò la Società all’asta sancendo così la nascita dell’Ascoli Picchio FC 1898 S.p.A. A seguito poi delle condanna della capolista Teramo per illecito sportivo, venne riscritta la classifica finale e il Picchio ottenne la promozione in Serie B. Nella s.s. 2015/16 i bianconeri ottennero la salvezza. Anche l’anno successivo, nel 2016/17, la squadra, allenata da Alfredo Aglietti, ottenne la salvezza che sarà ricordata per i quattro “enfants terribles”, tutti classe ’97, Riccardo Orsolini, prodotto del vivaio bianconero che fu ceduto a gennaio 2016 alla Juventus in quello che passò alla storia dell’Ascoli come l’affare più importante di sempre, Francesco Cassata, Gian Filippo Felicioli e Andrea Favilli, quest’ultimo convocato anche nella Nazionale del CT Ventura e l’anno seguente ceduto alla Juventus.

La panchina del club viene affidata, dal 1° luglio 2017, a Fulvio Fiorin, assieme al vice Enzo Maresca. Dopo le dimissioni di quest’ultimo, il 21 novembre 2017, Fiorin viene sollevato dall’incarico qualche settimana dopo. Al suo posto arriva in soccorso l’esperto Serse Cosmi che guida la squadra alla salvezza, durante i playout con la Virtus Entella, che retrocede in Lega Pro.

Fine dell’era Bellini e ritorno all’Ascoli Calcio 1898

Il 2018 vede chiudersi l’era Bellini, che, dopo quattro anni, passa il testimone a Massimo Pulcinelli, numero uno di Bricofer Italia, azienda leader nel settore del “fai da te”. Con Pulcinelli vediamo anche Giuliano Tosti, che ricopre la carica di Presidente e Gianluca Ciccoianni. Subentra a Cosmi il Mister Vivarini, che con un’ormai giovane rosa, piena di talenti, inizia l’avventura in nella nuova Serie BKT.

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