Valencia-Juventus, l’espulsione di Cristiano Ronaldo fa discutere: i precedenti horror dell’arbitro Brych

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Cristiano Ronaldo – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Valencia-Juventus, tante polemiche per l’espulsione di Cristiano Ronaldo. I bianconeri hanno esordito in Champions League con una superba vittoria in terra spagnola, nonostante abbiano giocato più di un tempo in dieci uomini. L’episodio incriminato è avvenuto al ventinovesimo minuto del primo tempo quando l’arbitro tedesco Felix Brych ha mostrato il cartellino rosso a Cristiano Ronaldo per una presunta tirata di capelli a Murillo, ritenuta un gesto violento e antisportivo. Un’espulsione eccessiva alla quale è seguita un rigore fantasioso concesso al Valencia nei minuti di recupero. Le lacrime del pallone d’oro portoghese, convinto di aver ricevuto un’ingiustizia, hanno fatto il giro del mondo.

L’espulsione di Cristiano Ronaldo, i precedenti discutibili di Brych. L’arbitro tedesco non è nuovo a  sviste arbitrali e a direzioni di gara che hanno suscitato numerose proteste. Brych pare proprio non aver un buon rapporto con le squadre italiane. I tifosi della Juventus se lo ricordano per la clamorosa espulsione di Cuadrado nei minuti finali della finale di Champions League 2017 quando non vide una plateale simulazione di Sergio Ramos. Il direttore di gara ha arbitrato con scarsi risultati anche la semifinale d’andata della Champions League 2018, Liverpool-Roma, nella quale almeno due dei cinque gol dei reds furono macchiati da evidenti irregolarità. Anche ai Mondiali di Russia 2018, Felix Brych è finito nell’occhio del ciclone per la partita Serbia-Svizzera, scatenando le proteste e un reclamo alla Fifa da parte della federazione serba per non aver voluto visionare il Var in occasione di un netto fallo da rigore su Mitrovic. In quell’occasione si è parlato di vero e proprio furto ai danni della Serbia, eliminata per colpa di quella sconfitta, e di arbitraggio per nulla imparziale. A quanto pare Felix Brych ha un curriculum degno di Byron Moreno e di Ovrebo, ma la Uefa continua a premiarlo con l’assegnazione di direzioni di gara prestigiose.

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