Acerbi, un soldato agli ordini di Inzaghi

Pubblicato il autore: Mirko Mantica Segui

Lazio – Foto Getty Images© per SuperNews

Quando penso a Francesco Acerbi, penso subito alla figura del soldato, ad una persona pronta a tutto pur di salvaguardare il suo popolo e la sua dignità.
Penso ad un leader silenzioso, che usa la sua tranquillità per governare la squadra in modo deciso ed energico.
Il Francesco Acerbi che vediamo ora, é il frutto di un saggio e graduale miglioramento, dovuto ai risultati e insidie che hanno forgiato il suo percorso per renderlo più forte ed invincibile.

Il suo primo processo di calciatore, Francesco lo definisce distratto e superficiale, a causa della superiorità del suo ego che prendeva spesso il controllo del suo corpo, limitandone le prestazioni, come durante il suo cupo periodo rossonero nel 2012.

Dopodiché la brutta diagnosi di un tumore, che l’ha costretto a toccare il fondo e tornare coi piedi per terra.

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In quel momento, dove rischi di perdere tutto, devi essere capace a reagire con forza e umiltà, doti che fortunatamente fanno parte del DNA di Francesco, permettendogli un veloce ritorno nella scena calcistica.
Riprende a giocare a Sassuolo, squadra neopromossa e alla prima apparizione in Serie A.
A Reggio Emilia trova terreno fertile per coltivare le sue abilità, sbocciate nel corso degli anni insieme contemporaneamente a quelle di tutta la squadra, capace di raggiungere addirittura i gironi di Europa League.
Con la squadra emiliana gioca la bellezza di 157 partite siglando 11 gol, non pochi per un difensore centrale.

A Luglio del 2018, dopo il passaggio di Stefan De Vrij all’Inter, la Lazio decide di puntare tutto sul difensore del Sassuolo, che non sapendo resistere alla corte di Simone Inzaghi, ufficializza il suo trasferimento in biancoceleste per una cifra intorno ai 10 milioni di euro.

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A Roma spicca la solita silenziosa ma pungente e insostituibile presenza difensiva, non a caso Acerbi non salta una partita dal 2015.
Sono 129 infatti, le partite consecutive giocate dal difensore, secondo in questo particolare record soltanto a Javier Zanetti.

L’Acerbi di oggi ci consiglia che con la dedizione e la forza possiamo sempre migliorare noi stessi, senza mai porre un limite a questo progresso, perché chi smette di migliorarsi, smette di fare bene e questo lo sta insegnando a tutti noi.

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