Champions, Roma-CSKA Mosca. Di Francesco vuole rivedere la cattiveria in campo

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Eusebio Di Francesco – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Nel calcio, la fortuna di giocare ad alti livelli consiste nel potersi riscattare in breve tempo in seguito ad un brutto ko. Lo sport, infatti, insegna spesso che dalle sconfitte può nascere qualcosa di positivo, anzi le disfatte possono funzionare da leva psicologica importante per inaugurare un’inversione di rotta.

Nello specifico, l’ambiente intorno alla Roma spera in una pronta ripresa della squadra capitolina dopo la pesante resa di sabato pomeriggio contro la Spal . Allo Stadio Olimpico, la squadra di casa non ha mostrato la minima reazione dopo essere andata sotto contro un avversario sì organizzato, ma con mezzi tecnici modesti come la formazione ferrarese. Gli 11 schierati in campo da Leonardo Semplici hanno messo tutta la loro determinazione e la garra tipica dei club di provincia per avere la meglio su una Roma di gran lunga superiore se solo si leggono i due schieramenti opposti. Il direttore sportivo Monchi, dopo le sberle prese da Petagna e da un redivivo Kevin Bonifazi, è stato fischiato sonoramente dal pubblico di fede giallorossa, che non ha accettato soprattutto la mancanza di un’anima nella squadra di Di Francesco. Come succede spesso a Roma in questi casi, ora persino il tecnico ex Sassuolo è sul banco degli imputati per il modo in cui ha schierato i suoi uomini, in particolare la macchinosa diga di centrocampo composta da N’Zonzi e da Cristante non ha convinto per niente l’opinione pubblica.

Nella conferenza stampa rilasciata oggi, alla vigilia dell’importante gara di Champions League contro l’insidia CSKA Mosca, Eusebio Di Francesco ha cercato di dare una scossa ai suoi giocatori almeno a parole: «Basta alti e bassi, dobbiamo dare continuità anche nei momenti di difficoltà e serve più cattiveria». Questo è il passaggio più significativo del discorso di un allenatore che, fino a pochi mesi or sono, veniva glorificato anche dai più scettici per aver portato la Roma ad un passo dalle semifinali di Champions League. Un traguardo mai raggiunto dai giallorossi se non nel lontano 1984, quando si parlava ancora della defunta Coppa dei Campioni.
L’allenatore della Roma tocca anche il tasto dolente riguardante le ultime prestazioni di Edin Dzeko. Il bomber bosniaco, a detta del suo tecnico, deve essere più incisivo e deve dimostrarsi anche quest’anno un vero trascinatore per i suoi compagni. Sembra essere già scomparso l’attaccante implacabile ammirato nella scorsa stagione, quando, pur non segnando tanti gol, Dzeko ha sempre fatto valere la sua leadership e la sua gran voglia di essere uno degli uomini imprescindibili per Di Francesco. Con Schick che fisicamente non dà ancora garanzie di continuità, tocca ancora una volta al trentaduenne centravanti ex Manchester City caricarsi la squadra sulle spalle e tornare ad essere uno dei pilastri per questa Roma dal rendimento altalenante.
Intanto, dall’infermeria provengono buone notizie sui recuperi di De Rossi e Kolarov, in tribuna contro la Spal, ma entrambi arruolabili per un posto da titolare nello scacchiere giallorosso. Sembrano essere loro due, più di tutti gli altri, gli unici capaci di trasformare la squadra dal punto di vista mentale e sul piano della grinta e della determinazione.

La Roma si trova già di fronte a un crocevia importante nella partita contro i russi del CSKA Mosca in programma domani sera allo Stadio Olimpico. In caso di vittoria, contro un avversario che si è già permesso il lusso di battere il Real Madrid nel girone, la squadra capitolina potrebbe essere già con un piede agli ottavi di finale, obiettivo minimo richiesto dalla piazza per evitare di alimentare le voci su una Roma uscita indebolita dal calciomercato estivo, soprattutto per via delle dolorose cessioni di due combattenti del centrocampo romanista come Strootman e Nainggolan.

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