Josip Ilicic rivela la sua malattia: “Mi ha cambiato, ecco cosa ho avuto”

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Atalanta – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Esordio da titolare e tre gol che riportano la tua squadra alla vittoria. Chi può sperare in una partita migliore di quella giocata da Josip Ilicic per cominciare il proprio campionato personale? Lo sloveno è stato uno degli uomini chiave della gara al Bentegodi contro il Chievo Verona. Una partita che sembra aver riportato gol ed entusiasmo, scacciando un iniziale periodo colmo di negatività. La squadra avversaria però, come il Frosinone alla prima giornata di campionato, non è la squadra migliore per essere considerata un test sulla condizione attuale dell’Atalanta dato che non passa un gran bel momento. Sicuramente però è un modo per allontanare dai pensieri l’eliminazione ai preliminari di Europa League per mano del Copenhagen, subita ai calci di rigore, e che aveva causato una distruzione nelle partite successive di tutto ciò che si era visto nella gara all’Olimpico con la Roma.

Sul sito ufficiale dell’Atalanta Ilicic ha speso delle parole sulla partita con il Chievo, la sua condizione fisica e il prossimo futuro. “Si parla di Ilicic, ma il merito è di tutta la squadra. Sappiamo però che è solo l’inizio, perché ora è importante vincere anche la prossima partita. Quella con il Parma sarà ancora più importante perché ci dobbiamo confermare dopo il successo di Verona“. Le idee dello sloveno quindi sono chiare: si vince in 11, ma soprattutto bisogna vincerle tutte prima di potersi esaltare. “Io però guardo avanti. Per me la tripletta di Verona fa già parte del passato. Poi è chiaro, ogni anno cerco di pormi sempre degli obiettivi più importanti. Io sono uno di quelli che vuole fare sempre meglio. Del resto, se non ti poni obiettivi, non puoi crescere“. Un altro chiaro messaggio: questo anno vuole superare ogni limite. I destinatari questa volta sono i fantallenatori, gli avversari ed i tifosi dell’Atalanta. L’obiettivo probabile sarebbe il 30 gol con la Dea, che rappresenterebbe il settantacinquesimo gol in serie A. Gli anni scorsi ne ha fatti, tra campionato ed Europa League, 15 con 10 assist e 6 gol con 5 assist nell’ultimo anno con la maglia della Fiorentina. Considerando che 30 anni, potrebbe nei prossimi raggiungere anche il centesimo gol nel campionato italiano maggiore.

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Quando gli chiedono quanto è importante la gara con il Chievo Verona per lasciarsi alle spalle un brutto momento negativo, risponde: “È stato solo un momento difficile di tutti quanti, ma il gioco c’è sempre stato, le occasioni le abbiamo sempre create. Capitano momenti del genere, in cui la palla non vuole entrare“. La fiducia nei propri mezzi gli uomini di Gasperini non l’avevano mai persa e sapevano, quindi, che la strada che stavano percorrendo era quella buona. Serviva solo pazienza. Ma al Bentegodi cosa è cambiato? “E poi ne capitano altri magari in cui a ogni tiro fai gol. Noi a Verona siamo stati bravi e abbiamo sfruttato tutte le occasioni. Ho sempre avuto tanta fiducia in questa squadra. Dobbiamo giocare col sorriso, questa è la cosa più importante: deve essere un divertimento per noi, col sorriso si possono risolvere tante cose“.

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In ottica futura può arrivare questo sorriso? “Si è visto  che se facciamo il nostro calcio, arriva anche il risultato. I tanti gol fatti a Verona  ci danno sicuramente più forza: dobbiamo pensare positivo. Quando cominci a fare gol, ti cambia anche la mentalità“. Si dovrebbe respirare un’aria più serena quindi a Bergamo, con i giocatori ancora più determinati ed i tifosi più sereni. In ottica futura, si può dire che comincia un nuovo campionato? “Noi ora dobbiamo solo pensare alla prossima partita. È inutile guardare troppo avanti perché è un campionato molto difficile, probabilmente il più difficile da quando gioco in Italia: ogni squadra può  vincere o perdere con chiunque, le squadre si sanno difendere meglio. Quindi ora ci dobbiamo concentrare solo sul Parma. Il Parma sta facendo un buon campionato, è una squadra tosta. Ma noi dobbiamo ripetere quanto fatto a Verona con il Chievo“. Le conferme sulla competitività di questo campionato arrivano quindi anche dagli interpreti stessi, oltre che dagli opinionisti esterni. Sarebbe curioso sapere se pensa che la Juventus abbia già vinto lo scudetto e se l’Atalanta possa puntare ad un altra qualificazione europea, ma intanto bisogna accontentarsi agli elogi al Parma.

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Per quanto riguarda la sua condizione personale: ” Ma ripeto: io faccio parte di un gruppo. Poi quando sto bene, riesco a mettere qualità. Ultimamente non ero pronto fisicamente, mi mancavano soprattutto le partite, per quello è stato per me importante giocare le due gare consecutive in Nazionale. Mi ha aiutato a ritrovare il giusto ritmo. Non è facile tornare a giocare dopo due mesi di stop. È stato il periodo più difficile della mia vita, ma per fortuna tante persone mi sono state vicine e ci tengo a ringraziarle tutte: dalla mia famiglia ai miei compagni di squadra, dal presidente Percassi a mister Gasperini. A stare fuori si soffre tanto, io vorrei sempre poter aiutare i compagni e la mia squadra a vincere. Non sono ancora al cento per cento, ma ora mi sento bene e con il passare delle partite so che anche le giocate arriveranno con più continuità“.

Ilicic, è stato assente per due mesi dai campi di gioco(luglio, ndr.) per un’infezione batterica ai linfonodi del collo, che l’aveva costretto ad un periodo sotto antibiotico.  Poi è stato reinserito gradualmente dalla sfida contro la Spal, fino all’esordio stagionale da titolare contro il Chievo. Ora sembra pronto per una grande stagione.

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