Milan, la lettera di licenziamento a Fassone:”Condotta gravissima”

Pubblicato il autore: Matteo Ingrosso Segui
BERGAMO, ITALY - MAY 13: AC Milan CEO Marco Fassone looks on before the Serie A match between Atalanta BC and AC Milan at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on May 13, 2017 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images © scelta da SuperNews)

E’ stata resa nota quest’oggi la lettera di licenziamento, datata 17 agosto 2018, indirizzata all’ex amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, firmata dall’attuale dirigente rossonero Paolo Scaroni. Attualmente, è in corso un contenzioso legale tra il Milan e Fassone, rappresentato dallo studio Lablaw: l’ex ad ha infatti contestato alla dirigenza le modalità che hanno portato alla risoluzione del contratto, mentre dall’altra parte sono state rese note le motivazioni alla base del divorzio. Non sono state risparmiate parole dure all’interno della missiva, il cui oggetto recita in maniera lapidaria:”Comunicazione di licenziamento“. Le tre pagine dattiloscritte, che elencano le motivazioni del mancato rinnovo della fiducia in Fassone da parte del nuovo Milan targato Elliott, sono state pubblicate da “Calcio e Finanza”.
Ecco il testo integrale indirizzato allo studio legale di Marco Fassone:”Egregio dott. Fassone, facciamo seguito alle nostre lettere di contestazione disciplinare, da intendersi qui integralmente richiamate e ritrascritte, datate: (i) 21.7. 2018, a Lei inviata in pari in data; (ii) 21.7.2018, a Lei inviata in pari data; (iii) 3.8.2018, a Lei inviata in pari data.

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Rispetto alle Sue difese, da Lei rese per il tramite dei Suoi legali di fiducia, rispettivamente con lettere del 22.7.2018 (i.e. rispetto ad ambedue le lettere di contestazione datate 21.7.2018) e del 8.8.2018 (i.e. rispetto alla lettera di contestazione datata 3.8.2018)

Le condotte da Lei tenute, del resto, evidenziano una grave indifferenza e negligenza rispetto a fondamentali interessi della nostra Società e delle risorse in essa impiegate e operanti a favore della medesima e acquistano gravità ancora maggiore tenuto conto dell’elevata qualifica dirigenziale e della posizione apicale da Lei rivestita all’interno della nostra società. Non possiamo, poi, non rivelare come Lei abbia disertato, sistematicamente e senza alcuna valida e giuridicamente apprezzabile ragione, ogni incontro fissato ai fini delle audizioni a difesa ex art. 7 L. n°300/1970, da Lei stesso richieste alla nostra Società puntualmente accordate, anche al fine di consentirLe la consultazione e l’analisi della comunicazione alla base dei procedimenti disciplinari.
Il riferimento va, quanto alle contestazioni sub (i) e (ii), alle audizioni fissate per i giorni 1°.8.2018 e 16.8.2018 e quanto alla contestazione sub (iii) alle audizioni fissate per i giorni 13.8.2018.
Peraltro, neppure Lei ha inteso fornire, con riferimento sia allo svolgimento delle audizioni richieste sia alla consultazione della comunicazione messaLe a disposizione, alcuna Sua (e/o di un Suo rappresentante sindacale) disponibilità alternativa”.

Di seguito, le altre motivazioni del licenziamento, che mettono in luce un atteggiamento remissivo da parte di Fassone nel confrontarsi con la società:”Alla luce di quanto sopra, pare, allora, che le stesse richieste di audizione orale, rispetto alle contestazioni sub (i), (ii), (iii) rivestano natura dilatoria e meramente strumentale, avendo Lei, vieppiù, compiutamente preso posizione per iscritto, anche per il tramite dei propri legali, rispetto agli addebiti disciplinari. Pertanto, i suddetti comportamenti e fatti, a Lei ritualmente contestati nelle richiamate lettere di contestazione disciplinare, integrano, valutati tanto singolarmente quanto nel loro complesso, violazioni dei doveri su di Lei incombenti, in relazione al rapporto di lavoro intrattenuto con la nostra Società, talmente gravi da non rendere possibile la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto medesimo, avendo determinato in maniere inemendabile e radicale, il venire meno dell’elemento fiduciario, che deve accompagnare ogni rapporto di lavoro subordinato, soprattutto se caratterizzato da elevata posizione e poteri, quale quello di cui Lei è parte.
In considerazione dei suesposti motivi, ci vediamo pertanto costretti a risolvere per giusta causa, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2119 c.c., il rapporto di lavoro con Lei intrattenuto, per ciascuno dei fatti a Lei contestati e tanto più per il loro complesso.
Le comunichiamo, pertanto, il Suo licenziamento per giusta causa e con effetto immediato ai sensi e per gli effetti dell’art. 2119 c.c. e con decorrenza ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, co. 41 L. n° 92/2012.
La preghiamo, quindi, di provvedere, immediatamente, alla riconsegna dei beni e documenti aziendali attualmente in Suo possesso, nonché al rilascio ovvero alla liberazione dell’immobile da Lei occupato.
In ogni caso, con la più ampia riserva di intraprendere qualsivoglia opportuna azione a nostra tutela.
Distinti saluti,
A.C. Milan S.p.A.

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Parole molto dure, quelle indirizzate a Marco Fassone dalla dirigenza rossonera. Emergono, infatti, oltre ai chiari e noti motivi del licenziamento -il passivo in bilancio, oltre ai deludenti risultati sportivi- anche alcuni retroscena sulla condotta dell’ex amministratore delegato nei giorni immediatamente successivi al cambio di proprietà. Arriverà una risposta ufficiale anche dallo stesso Fassone?

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