Nasce la Nazionale di calcio della Sardegna

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

La Sardegna ha la sua nazionale di calcio  – © Getty Images

Nasce la Nazionale di calcio della Sardegna

Pochi giorni fa, con un colpo a sorpresa, la CONIFA (acronimo di Confederation of Independent Football Associations), ha annunciato l’ingresso della Sardegna come nuova nazionale di calcio indipendente.
La CONIFA nasce nel 2013, come federazione internazionale di calcio (alternativa alla FIFA), che riunisce tutte le affiliazioni di nazioni, dipendenze, Stati, minoranze etniche, popoli senza Stato, regioni e micronazioni non già affiliate alla FIFA. In sostanza comprende tutte quelle aree e popolazioni che non hanno un chiaro riconoscimento internazionale.

La visione di calcio universale della CONIFA

Nel suo sito ufficiale la Conifa definisce le peculiarità della Sardegna, che siederà al tavolo di altre nazionali indipendenti, quali ad esempio la Padania (Italia), oppure il Kurdistan (Iraq, Siria, Iran e Turchia), l’Occitania (Francia meridionale) o ancora il Tibet (Cina) e il Quebec (Canada). Ma esistono anche tante altre realtà meno note, come per esempio Cascadia (Stati Uniti e Canada) Romani People (la Nazionale dei popoli di etnia Rom) o Karpatalya (Nazionale degli ungheresi residenti in Ucraina).
Sono già 50 le federazioni al mondo riunite presso l’associazione internazionale degli Stati indipendenti non riconosciuti, ma il numero appare destinato a salire.

La CONIFA è promotrice e organizzatrice della Coppa del mondo ConIFA, la cui edizione è andata in scena nel 2014 a Östersund nella Lapponia svedese. La edizione nel 2016 si è svolta in Abcasia, territorio caucasico rivendicato dalla Georgia ma di fatto indipendente. La edizione nel 2018, ha avuto come sede Barawa in Somalia, città portuale della costa sudorientale, appartenente alla regione del Basso Scebeli.
Ma la CONIFA organizza anche competizioni internazionali a livello continentale, come la Coppa europea di calcio ConIFA che al passo d’avvio nel 2015, alla sua edizione, ha trovato sede nella Terra dei Siculi in Ungheria. La sua edizione nel 2017 fu disputata nel Cipro del Nord (meglio noto come Repubblica turca di Cipro, autoproclamata nel 1983, ma mai riconosciuta dalla comunità internazionale). La edizione, quella che andrà in scena nel 2019 (e che potrebbe avere il debutto della Sardegna), avrà sede ad Artsakh, nella Repubblica autoproclamata, ma con riconoscimento di fatto limitato, dall’Azerbaigian.

L’indipendenza calcistica come volano di ambizione politica

La Confederazione delle nazioni indipendenti dal controllo della FIFA, ha dunque dato l’ok e accolto a furore di social: «Diamo un caloroso benvenuto al nuovo membro del Conifa, la Sardegna!»
si legge nella nota pubblicata a mezzo social, nella pagina Facebook ufficiale dell’Associazione internazionale.
Il consenso trasmesso poi alla Fins (Federatzione Isport Natzionale Sardu), ha dato il via libera all’iter che porterà alla nascita della prima storica selezione calcistica isolana.
Grazie a questo ambito riconoscimento, la Sardegna potrà dotarsi di una propria rappresentativa e disputare i campionati del mondo CONIFA, nonchè le Coppe Continentali, seguendo lo stesso percorso intrapreso da qualche anno anche dalla già citata Padania.
Per la Sardegna insomma, questo è un periodo storico molto importante della sua storia. In particolar modo questa “indipendenza calcistica” nasconde una promessa, un desiderio, una volontà che sempre più profondamente e radicalmente aleggia sul territorio e cova sotto le sue ceneri col soffio via più prepotente di forti correnti indipendentiste, che tramano di ambizioni politiche e civili, di riscatto e libertà dall’Italia.

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Verso una Nazionale identitaria

Dal punto di vista calcistico, la Sardegna è stata spesso fucina di talenti disseminati nelle massime categorie professionistiche, nonchè fonte di richiamo e fortuna persino all’estero.
Basti pensare su tutti a Magic Box, Gianfranco Zola, stella in A con Napoli, Parma e Cagliari, esploso in Premier League al Chelsea, con una carriera scintillante che gli è valsa il titolo di miglior giocatore di tutti i tempi per i blues, dove ora lavora come vice allenatore al fianco di Maurizio Sarri.
Ma si pensi anche ad un’altra grande icona sarda, quel Pietro Paolo Virdis, sassarese, ancora oggi nella memoria dei tifosi del Milan, con la cui maglia realizzò ben 53 gol.
Valutazione da considerare per formare questa nazionale “indipendentista”, sarà quello che tutti i calciatori nati in terra sarda ed eventualmente convocati nella neonata Nazionale della Sardegna, potranno ugualmente rispondere alla chiamata dell’Italia.
Si pensi all’oggi con Nicolò Barella, giovane ormai protagonista affermato del nostro campionato con la maglia della sua città (il Cagliari), che si è preso la ribalta a suon di grandi prestazioni anche in Nazionale maggiore. Ed ancora all’attaccante Marco Sau e all’esterno centrocampista Daniele Dessena, sempre a Cagliari, o Alessandro Deiola ora al Parma, Nicola Murru esterno difensivo scuola Cagliari ora alla Sampdoria, Salvatore Sirigu estremo difensore del Torino, con una lunga carriera d’elite estera e in nazionale, fino a Matteo Mancosu ora protagonista nella Major League Soccer, con i Montreal Impact. Ma questi sono solo alcuni dei nomi più gettonati, per la nuova dimensione dei 4 mori.
Senza dimenticare i miti Gigi Riva e Daniele Conti, icone acquisite ed eminenti, non convocabili in campo, ma convocabili nell’immaginario collettivo, per apporre un sigillo, una presenza, un ruolo che sicuramente avranno, nella composizione della nuova realtà “indipendentista” sarda.

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Il caso Corsica Vs Fifa e la Sardegna alla finestra

Nell’attesa di capire quel che sarà dunque, un nuovo scenario si apre.
La Corsica si lancia nel tentativo di esser riconosciuta dalla FIFA, dopo la mozione presentata dal presidente della federazione corsa, Romain Colonna: “Con l’autorizzazione della federazione del paese da cui dipende, un’associazione di una regione che non ha ancora ottenuto l’indipendenza può chiedere di essere ammessa nella Fifa”.
Colonna
ricorda anche che “hanno una sede alla Fifa e partecipano agli incontri di qualificazione alla coppa del mondo: la Scozia, Gibilterra, la Nuova Caledonia e Tahiti”.
Se la Corsica vincerà questa battaglia legale con la FIFA, la Sardegna potrà seguire lo stesso percorso di riconoscimento.

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