Sven-Göran Eriksson, un campione europeo per le Filippine

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Sven-Göran Eriksson ha firmato un contratto per 6 mesi per guidare le Filippine in Suzuki Cup e Asian Cup. Il nome del tecnico svedese può sembrare ai meno attenti un nome qualunque, ma in realtà ha guidato dalla panchina squadre di tutto il mondo ed è riuscito a portare a casa più di qualche trofeo.

Per dare subito la sensazione a livello statistico di chi stiamo parlando, basta considerare che negli scontri diretti ha sconfitto più volte allenatori di una certa importanza: Marcello Lippi in 10 partite su 21, Mazzone in 12 su 17, Capello in 5 su 15 ed Ancelotti 2 su 8, perdendo solo 3 volte. A livello di vittorie di trofei, è partito nel 78/79 dalla Coppa di Svezia ed è arrivato fino a vincere  nel 99/2000 uno scudetto con la Lazio ed una supercoppa Uefa con il club biancoazzurro.

Il suo palmares è considerabile ottimo: detiene il record di coppe Italia vinte, insieme a Mancini ed Allegri(4,ndr.), è riuscito a portare il Göteborg a vincere una coppa Uefa ed ha vinto 8 finali su 12, di cui 4 su 6 europee. In Svezia ha allenato il Degerfors, per un anno da vice ed un anno da primo allenatore, e il Göteborg, dal 1972 al 1982, portando a casa un campionato, due coppe di Svezia ed una coppa Uefa nell’anno del suo addio. È stato il primo allenatore a portare sul tetto d’Europa una squadra svedese, centrando il triplete. Poi ha lasciato la patria per approdare in Portogallo, al Benfica,dove avvia un biennio in cui conquista due campionati e la Coppa portoghese, raggiunge la finale di coppa Uefa e perde solo tre partite con una percentuale di vittorie del 76%. Nell’ 84 arriva in Italia , alla Roma, e poi dall’87 all’89 alla Fiorentina, in veste di direttore tecnico. Nel triennio giallorosso è riuscito  a vincere una coppa Italia e nel secondo anno va vicino ad un’emozionante rimonta scudetto, ai danni della Juventus, raggiunta nella terz’ultima giornata e sfumata nella penultima per una sconfitta in casa per 3-2 contro il già retrocesso Lecce. Ritornerà, poi, per una seconda parentesi al Benfica, dove vincerà un terzo campionato, la supercoppa portoghese e si fermerà in finale di coppa Uefa per mano del Milan di Sacchi per 1-0. Inoltre sarà lui a portare Aldair in Europa dal Flamengo nel 1989 per 100 mila euro. Il 1 luglio 1992 torna in Italia, dove da dirigente tecnico della Sampdoria conquista una coppa Italia e raggiunge come miglior piazzamento in cinque anni un terzo posto. Porterà ai blucerchiati Mihajlovic dalla Roma(6,00 mln.), Seedorf dall’Ajax(3,62 mln.) , Enrico Chiesa dalla Cremonese(200 mila), Montella dal Genoa, all’epoca in serie B. Dal 1997 al 2001 allena la Lazio, conquistando all’ultima giornata uno spettacolare scudetto del 1999-2000(secondo ed ultimo della storia della Lazio, ndr.), con la Juventus che perde 1-0 nell’ acquitrino del Curi di Perugia, vincendo due coppe Italia, 2 supercoppe italiane, 1 coppa delle coppe ed una supercoppa Uefa. Nel suo quadriennio più vincente, vedrà ruotare intorno al club della capitale giocatori come: Crespo (56,81 mln.) e Veron (30 mln.) dal Parma, Vieri dall’Atletico Madrid(28,41 mln.), Peruzzi dall’Inter(17,90 Mln.), Stankovic dalla Stella Rossa (12,39 mln.), Mancini(4 mln.) e Mihajlovic(17 mln.) dalla Sampdoria, Ravanelli dal Marsiglia, Inzaghi dal Piacenza e tanti altri.

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Per il resto della sua carriera poi non è riuscito a conquistare nessun trofeo: al City concluderà nono, terminando dopo solo un anno il contratto triennale firmato con la società nonostante la campagna Sos(save our Sven) organizzata dai tifosi, al Leicester è rimasto solo un anno tra il 2010 ed il 2011 per il cattivo inizio della stagione 2011-2012 e neanche in Cina i risultati sono dalla sua parte. Con il Guangzhou R&F arriva il primo anno ottavo ed il secondo anno terzo, per poi essere esonerato. Con lo Shangai SIPG, sempre in Chinese Super League, si piazza il primo anno secondo a due punti dal Guangzhou Evergrande, ed il secondo anno terzo. Per questo viene sostituito  a novembre da André Villas-Boas. Nel dicembre stesso viene chiamato al posto di Seedorf sulla panchina dello Shenzhen, in seconda divisione cinese, e dopo un inizio con 5 vittorie, nelle otto partite successive non arriva alcun successo e con la squadra che scivola dalla prima alla quarta posizione viene esonerato a fine stagione.

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Inoltre, questa sulla panchina delle Filippine non sarà la sua prima guida di una nazionale: con l’Inghilterra sono stati per tre volte fatali i quarti contro Scolari. Nel Mondiale del 2002 l’Inghilterra si arrende davanti al Brasile, negli Europei 2004 viene eliminata dal Portogallo ai calci di rigore dopo un 2-2 alla fine dei tempi supplementari e nel Mondiale del 2006 sarà di nuovo il turno di Scolari sulla panchina dei lusitani ai calci di rigore dei quarti di finale. Così tra le critiche della stampa, è finito il periodo inglese di Eriksson. Il tecnico poi il 3 giugno 2008 è diventato il condottiero della nazionale Messicana, con la quale ha vinto solo una delle ultime sette partite di qualificazione al Mondiale in Sudafrica del 2010. Nonostante l’esonero, lo svedese partecipa a quel mondiale guidando la Costa D’Avorio ma senza passare il primo turno.

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Eriksson è un tecnico che ha girato tanto, vinto il giusto, con un occhio attento per i talenti ma che nel nuovo millennio non è più riuscito ad imporsi, collezionando solo brutti risultati. Adesso dovrà guidare una nazionale che ha perso solo una delle ultime 6 partite. Il 27 marzo ci sarà il suo esordio contro il Tagikistan per l’Asia Cup Qualification, torneo in cui le Filippine non sono mai andate oltre la fase a gironi.

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