Bilancio Italia in Nations League: difesa granitica, attacco non pervenuto

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Leonardo Bonucci – Foto Getty Images© per SuperNews

Con il match di ieri sera contro i lusitani si è chiuso il cammino dell’Italia in Nations League. Nonostante vi sia ancora da disputare il match tra Portogallo e Polonia, in programma martedì 20 novembre, gli azzurri sono sicuri del secondo posto nel girone 3 della Lega A con 5 punti all’attivo, frutto di una vittoria, due pareggi ed un ko. Analizzando le prestazioni sfoderate dalla banda di Roberto Mancini è innegabile affermare che rispetto al debutto del 7 settembre, a Bologna, contro la Polonia, siano stati compiuti importanti passi in avanti.

Gli azzurri hanno gradualmente sfoderato personalità, determinazione, carattere ed interessanti trame di gioco, anche se non si è ammirata una tenuta costante per gli interi 90 minuti, fatta eccezione per la sfida, tutto cuore, andata a scena a Chorzow, al cospetto di Lewandowski e compagni. L’Italia proveniva dall’amara eliminazione al playoff Mondiale contro la Svezia, motivo per cui il Mancio era chiamato al compito di rigenerare i suoi ragazzi non solo dal punto di vista tecnico-tattico quanto prevalentemente sull’aspetto dell’autostima e delle motivazioni.

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Segnali incoraggianti sono giunti dal reparto arretrato: la difesa con la presenza di Florenzi a destra, Biraghi a sinistra, Chiellini e Bonucci insostituibile coppia centrale e Donnarumma in porta, dona ottime garanzie. A parte il gol di Zielinski nel match d’andata contro la Polonia e quello di André Silva con il Portogallo, la retroguardia azzurra ha destato buone impressioni, non subendo gol nelle successive sfide.

Meno incoraggiante, invece, il giudizio se parliamo di attacco. Mancini ha più volte mutato il tridente offensivo con lo scopo di trovare le risposte attese. Bernardeschi, Balotelli e Insigne nel primo match contro la Polonia, Zaza-Immobile-Chiesa a Lisbona, contro il Portogallo. Bernardeschi, Insigne, Chiesa di nuovo contro i polacchi ed infine ieri sera spazio al trio Insigne, Immobile, Chiesa. Zero i gol siglati dagli attaccanti sopracitati, visto che le uniche reti messe a segno dall’Italia, in Nations League, portino la firma di Jorginho, su rigore, e Biraghi.

Tra i calciatori nominati, a deludere profondamente è stato Balotelli, che dopo la convocazione di settembre non è stato più chiamato in causa in azzurro, mentre il tridente che ha mostrato qualcosa di interessante è apparso essere quello sfoderato contro la Polonia lo scorso 14 ottobre. Immobile sta pagando a caro prezzo il digiuno in Nazionale che persiste dal 5 settembre 2017, mentre Chiesa alterna prestazioni di carattere ad altre in cui si lascia prendere da un’eccessiva foga che va ad inficiare sul suo rendimento.

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Insigne sembra essere il calciatore dalle prestazioni costanti ma anche nel suo caso latita un acuto personale dal 27 marzo scorso, in occasione dell’1-1, in amichevole, contro l’Inghilterra. In vista dei prossimi impegni riguardanti le qualificazioni all’Europeo del 2020, Mancini potrà far leva sulla ritrovata compattezza difensiva ma dovrà, quanto prima, risolvere il problema inerente l’asfissia in attacco, per non incappare in sgradite sorprese.

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