Catanzaro-Reggina, un derby senza il cuore del tifo giallorosso

Pubblicato il autore: Maurizio Ceravolo Segui

– Foto Getty Images© scelta da SuperNews

In quest’ultima settimana, la notizia, che è salita agli onori della cronaca, è stata la condanna inflitta di 37 DASPO agli ultras del Catanzaro, per i fatti avvenuti nel corso del pre partita del match tra Catania e Catanzaro dello scorso 11 novembre. Questo provvedimento ha ferito nel profondo il tifo organizzato giallorosso, il quale ha deciso di prendersi un “pausa di riflessione” già a partire dal derby contro la Reggina in programma domani alle 20:30.

Di seguito il comunicato, apparso sui social, da parte del gruppo UC ’73:

Ancora una volta siamo ostaggio degli abusi di potere, ancora una volta siamo costretti a dover sospendere le attività.Falcidiati in questi anni dalla continua repressione messa in atto dalle forze dell’ordine ci troviamo con tutti i militanti diffidati e molti dei quali costretti ad andare in questura a firmare.Preso atto di questa situazione e con la serietà che ci contraddistingue da 45 anni sospendiamo le attività sia in casa che in trasferta ma continuando la nostra lotta fuori dagli stadi. Il gruppo resta in vita e prosegue la sua attività con le riunioni settimanali e presenziando le strade di questa città, aspettando il prossimo rientro di alcuni militanti da vecchi Daspo in modo tale da poter garantire un minimo di esperienza al gruppo.In occasione degli incontri casalinghi disputati dal Catanzaro Calcio, una parte della cura Massimo Capraro sarà delimitata e lasciato un quadrato vuoto in segno di protesta e contestualmente di rispetto per i nostri diffidati. Inutile dilungarci con frasi fatte o manifestare il nostro odio che in questo momento è alle stelle, sappiate solo che “tanto torniamo tutti”. UC ’73

Anche un altro gruppo di tifosi, il TIPSY GROUP 1989, si è unito alla protesta decidendo di non intonare nessun coro in occasione delle partite casalinghe ma garantendo, in ogni caso, la presenza allo stadio “Nicola Ceravolo“.

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Il presidente del Catanzaro Calcio, Floriano Noto, sin da subito, ha mostrato vicinanza alla tifoseria coinvolta, che definisce “corretta e civile”. Per questo motivo, ricordando la bocciatura, da parte della Cassazione, di misure collettive e l’importanza, quindi, di condannare la singola “pecora nera” e non tutto il gregge, ha deciso di aiutare tutti e 37 i tifosi condannati. Per lo più, coloro che vorranno fare ricorso, saranno seguiti gratuitamente dall’avv. Alfredo Gualtieri, avvocato del gruppo di controllo dell’Us Catanzaro 1929.

Alla luce di quest’ultima decisione, la domanda che ci poniamo è: “é giusto questo tipo di contestazione o rischia di colpire anche la proprietà del Catanzaro Calcio?” Da sempre, la curva “Massimo Capraro“, è il 12^ uomo in campo ed il settore in grado di dare il supporto più concreto alla squadra allenata da Gaetano Auteri e, di certo, la sua assenza si farà sentire. In passato, scelte del genere, erano state prese per contestare la proprietà ma, quest’ultima, in questa occasione, ha dimostrato di metterci il cuore in tutto quello che fa e di avere, al suo interno, dei catanzaresi che, da primi tifosi, vogliono proteggere i tifosi. Perciò, un trattamento del genere non lo meriterebbe.

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Speriamo, pertanto, che i tifosi possano, al di là dei futuri provvedimenti, ritornare a gremire la curva e a riscaldare lo stadio con i suoi cori. L’attualità, però, ci dice che domani ci sarà un derby “silenziosamente assordante“…

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