Il ct verdeoro Tite sul neo-milanista Lucas Paquetà: “Mi ricorda Neymar e Coutinho per come pensa calcio”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Paqueta – Foto Getty Images© per SuperNews

Nell’ultimo periodo, l’ambiente milanista sta vivendo una fase di sconforto sia per via dei risultati non esaltanti ottenuti sul campo, sia per colpa dei troppi infortuni consecutivi che stanno facendo venire il mal di testa a Gennaro Gattuso. Sul versante degli obiettivi stagionali, il Milan non si trova certo in una posizione così negativa da giustificare il malumore registrato sovente dai suoi tifosi, visti il provvisorio quarto posto in campionato e le possibilità ancora a portata di mano di superare il girone di Europa League o da prima o da seconda. Sul discorso defezioni, si tocca un tasto dolente soprattutto nel reparto difensivo, con gli infortuni più gravi del previsto occorsi prima a Mattia Caldara e poi anche a Musacchio, senza dimenticare i quattro mesi ai box previsti per il regista Lucas Biglia.

Ci ha pensato il colpo di mercato a sopresa da parte di Leonardo a scaldare, almeno in parte, i tanti cuori rossoneri sparsi per il mondo. Il nuovo giocatore tanto atteso dalle parti di Milanello da gennaio in poi risponderà al nome di Lucas Paquetà. Quello del trequartista brasiliano del Flamengo si può ritenere una grande mossa di mercato da parte della dirigenza milanista, considerato il forte interesse su di lui di squadre come PSG e Barcellona che si sono viste scippare sotto i loro occhi uno dei nuovi talenti brasiliani in circolazione. Il centrocampista offensivo classe 1997 lascerà a breve i rossoneri del Flamengo per abbracciare un altro rossonero, quello del Milan, per la “modica” cifra di 35 milioni di Euro. L’investimento e l’investitura operati su Lucas Paquetà fanno pensare ad un nuovo campione verdeoro pronto a mettersi in mostra nel calcio del Vecchio Continente, seguendo le orme di tanti suoi connazionali. Basti pensare alle carriere recenti di Neymar e Coutinho e alla spesa necessaria rispettivamente da parte di PSG e Barcellona (sì sempre loro…) per aggregarli a un organico già pieno di stelle ricoperte d’oro.

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Gli esempi di Neymar e Coutinho non sono casuali, anzi si agganciano perfettamente alle dichiarazioni rilasciate dal ct del Brasile Tite ai microfoni di Globoesporte a proposito del suo giudizio sul neoacquisto di casa Milan: “Paquetà pensa calcio alla stessa maniera di Neymar Coutinho. Quando abbiamo giocato contro El Salvador, ha mostrato una serie di scambi con Neymar, praticamente senza averlo mai visto e senza aver mai giocato insieme. Si trovavano a occhi chiusi. La mia è un’analisi qualitativa, che va al di là delle statistiche registrate in quella partita. Quando un giocatore di spalle intuisce il movimento del compagno e fa qualcosa di conseguenza, è già molto avanti. Secondo me il suo ruolo è quello di centrocampista offensivo oppure di attaccante in un tridente. Può giocare anche alle spalle di una punta in un 4-2-3-1.  Non dimentichiamo che è molto forte di testa ed è bravissimo nei tempi di inserimento nell’area avversaria, anche sulle palle alte”.

Molti tifosi del Diavolo rossonero sognano già ad occhi aperti e non vedono l’ora di ammirare le qualità di Paquetà a partire dal mese di gennaio, considerati anche i paragoni con Kakà che spesso si sentono in Brasile. I più scettici, d’altro canto, sperano che non si ripeta un’operazione rivelatasi poi fallimentare come quella legata ad un ex sfortunato talento verdeoro, un certo Alexandre Pato, arrivato alla corte dell’allora presidente Berlusconi per un costo intorno ai 25 milioni di Euro. Ora il medesimo attaccante proveniente dalle giovanili dell’Internacional di Porto Alegre ha 29 anni e si trova al centro di voci che lo vorrebbero di ritorno al Milan, lui che ha accettato di trasferirsi nella periferia calcistica del Tianjin dopo le sue ultime non felici esperienze europee vissute al Villarreal e al Chelsea.
Quel che è certo, è che non basterà solo l’arrivo del nuovo salvatore della patria chiamato Paquetà per risolvere le carenze riscontrate a più riprese nell’organico milanista. Leonardo dovrà regalare anche dei rinforzi difensivi nelle mani di Gattuso per continuare a puntare al quarto posto, piazzamento che sancirebbe il ritorno del Milan nell’Europa che il suo blasone richiede.
C’è, però, sicuramente più fiducia da quando le nuove figure dirigenziali dei rossoneri hanno assunto le sembianze di Leonardo e Paolo Maldini, ma, se le manovre per riportare il Milan che fu sui livelli che storicamente le competono non dovessere andare a buon fine, la curva rossonera non ci metterà molto a chiedere la testa delle due ex bandiere milaniste e a screditare il fondo americano Elliott.

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