Il no di Griezmann al Barcellona: “È merito di Simeone, al Barça avrei fatto il luogotenente di Messi”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Atletico Madrid – Foto Getty Images© per SuperNews

Chi dice che il calcio non è più romantico come una volta pecca di superficialità perché sono rimasti, in alcuni casi, quell’amore e quell’attaccamento agli stessi colori di maglia che nemmeno le sirene delle più grandi squadre al mondo possono mettere in secondo piano.
È stata una lunga e tribolata estate quella di Antoine Griezmann, fresco vincitore del Mondiale russo con la sua Francia da protagonista assoluto e tra i papabili assoluti per interrompere l’ormai scontato binomio Cristiano Ronaldo-Messi per la conquista del Pallone d’Oro.
Le settimane in cui si sono svolti i Mondiali di calcio sono state caratterizzate da continue voci su un trasferimento clamoroso di Griezmann al Barcellona dopo tanti anni di militanza nell’Atletico Madrid, club che lo ha aiutato a crescere e verso cui il fuoriclasse transalpino nutre un debito di riconoscenza. Ma è risaputo che, allo stesso tempo, la gratitudine per la società che ti ha fatto diventare grande non basta da sola per convincere un campione a giurarle fedeltà a vita.

Nel caso di Griezmann, è il medesimo attaccante francese, davanti ai microfoni di Canal Plus, a svelare alcuni dei motivi che lo hanno trattenuto a Madrid, rispedendo al mittente le avances di una big come il Barcellona: “È stato difficile dire no ad una squadra così, che ti cerca, ti chiama, ti manda messaggi. Inconsciamente sapere che avrei potuto diventare il luogotenente di Messi mi ha frenato. Sono stati giorni davvero complicati, svegliavo mia moglie alle tre del mattino per confrontarmi con lei”.
Di fronte a una situazione così difficile da sbrogliare, la spinta decisiva verso il rifiuto della proposta blaugrana è arrivata direttamente da Diego Pablo Simeone. L’allenatore argentino, al quale l’Atletico Madrid deve molto in fatto di trofei vinti e della avvenuta consacrazione internazionale, sarebbe andato a trovare Griezmann a casa sua dopo una partita in cui i tifosi colchoneros lo avevano fischiato sonoramente. Lì è stato il momento in cui il grande talento francese ha capito quanto il tecnico e i compagni di squadra tenessero a lui. La rinnovata centralità del funambolo ex Real Sociedad nel progetto Atletico Madrid è stata dimostrata anche dalla dirigenza rojiblanca, disposta ad aumentare lo stipendio di Griezmann intorno ai 20 milioni all’anno e facendone uno dei giocatori attualmente più pagati al mondo.

A differenza di altri casi, l’aspetto economico stavolta non sembra essere stata la prima discriminante nella testa di un calciatore, considerato che Griezmann, pur con la prospettiva di guadagnare qualcosa in meno in maglia culé, avrebbe di sicuro avuto maggiori possibilità di alzare trofei accanto a Messi rispetto all’apporto garantito dai suoi compagni dell’Atletico.
Un attacco formato da Coutinho, Messi e Suarez sembra però dar ragione a Le petit diable quando questi ha valutato il rischio di diventare una semplice spalla al servizio della “Pulce” argentina, anche se, visti i problemi in casa blaugrana per il nuovo caso Ousmane Dembelé (prestazioni non all’altezza dei 100 milioni spesi per lui e vita privata sregolata per via dell’abuso di videogiochi), avrebbe fatto comodo un giocatore offensivo in più alla causa di Valverde, soprattutto se si parla di un campione di nome Griezmann.
Una volta tanto, dopo una scelta più di cuore che di denaro, il fuoriclasse francese potrebbe suggellare il nuovo ciclo con il suo Atletico Madrid con la conquista del Pallone d’Oro 2018, anche se la concorrenza di Mbappé e Modric sembra essere molto agguerrita.

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