Il paradosso Higuain, assente ingiustificato nelle sfide che contano

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Gonzalo Higuain – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

La carriera di Gonzalo Higuain è un continuo paradosso: tanti gol, innumerevoli giocate vincenti ma, ahimè, anche una marea di critiche. L’attaccante argentino ha incantato in ogni tappa della propria carriera, da Madrid a Torino, diventando uno dei calciatori più prolifici dell’ultimo decennio. Ha dimostrato di poter tranquillamente vestire la camiseta dei Galacticos, di poter incantare il San Paolo come solo un altro fenomeno argentino era stato capace di fare.
E allora perché tutte queste polemiche?
Il Pipita, tanto forte quanto umano, soffre la pressione delle grandi sfide. Dà comunque il massimo in ogni occasione, si impegna, ma il suo rendimento scende vertiginosamente all’aumentare della posta in palio. E la partita di ieri sera, che vedeva impegnati il Milan e la sua amata Juventus, non è soltanto un caso, bensì l’ennesima conferma. Andando a ritroso nel tempo, infatti, sono molteplici le occasioni in cui Higuain non ha inciso quando contava, a partire dalla finale del Mondiale 2014. L’Argentina sfidava la Germania per il titolo che mancava dai tempi di Maradona e l’intero popolo sudamericano scalpitava al solo pensiero di sollevare l’ambito trofeo. Messi e compagni non riuscirono, però, nell’impresa e Gonzalo si fece ipnotizzare più volte da Neuer, meritandosi una netta insufficienza. Da quel momento, in patria, ogni sua convocazione non è ben gradita, anzi. Ma Higuain, incredibilmente, fu massacrato anche dai tifosi che più lo hanno venerato, ovvero quelli partenopei. Il Napoli perse la Champions a causa di una sconfitta interna con la Lazio, in cui proprio l’attaccante sbagliò un rigore decisivo.

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Higuain in Milan-Juve: prima la rabbia, poi le scuse

Higuain non era alla ricerca di vendetta. Probabilmente aveva cerchiato la data sul calendario, “11 Novembre, Milan-Juventus”. La delusione del Mondiale in Russia, l’arrivo di Cristiano Ronaldo ed il seguente addio hanno creato un vuoto nel giocatore, una sensazione d’abbandono, d’incredulità. Gonzalo attendeva questa partita per dimostrare che poteva ancora esser decisivo, tanto quanto il campione dall’altra parte, nonostante le difficoltà dei rossoneri. Ed eccolo, dal primo minuto si avventa su ogni pallone come un forsennato, vuole segnare a tutti i costi. La Juventus passa in vantaggio per colpa delle ormai solite amnesie difensive del Milan, il match si mette subito in salita. Ma Higuain non ci sta e carica a testa bassa, provando a trascinare i suoi. L’occasione del riscatto arriva in chiusura di primo tempo, grazie ad un calcio di rigore. L’argentino vede la fine di un tunnel, la conclusione di un periodo complicato, vuole battere. Il tiro si stampa sul palo grazie al miracolo di Szszesny e, da quel momento, i fantasmi si impossessano nuovamente di lui.

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La seconda frazione di gioco evidenzia una continua confusione nelle trame del Milan ed Higuain si innervosisce. La Juve chiude il match e Mazzoleni non tollera le proteste, espelle l’argentino. Tutti provano a fermarlo, compagni ed ex compagni. Nulla da fare, come un leone in gabbia l’attaccante si avvia negli spogliatoi. Successivamente, ai microfoni di Sky, si scuserà dimostrando il sincero pentimento. Il numero nove ha dunque perso l’ennesima battaglia della propria carriera, anche se molte delle critiche nei suoi confronti continuano ad essere ingenerose.

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