Italia-Portogallo, Roberto Mancini: “El Shaarawy, Balotelli e Belotti non sono bocciati. Convocato chi conosco meno”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Come di consueto, inizia in questi giorni il ritiro della Nazionale in quel di Coverciano in vista della prossima e decisiva partita di Nations League contro il Portogallo che avrà luogo sabato sera sotto i riflettori dello Stadio San Siro di Milano. In caso di vittoria azzurra, l’Italia vedrebbe aumentare le possibilità di vincere il mini girone della Lega A di Nations League. Con i tre punti in tasca ottenuti contro i lusitani, Roberto Mancini dovrebbe solo sperare che il Portogallo orfano di Cristiano Ronaldo non vinca in casa propria contro una Polonia già retrocessa in serie B. Si parla di semplici combinazioni per un’Italia che si trova ancora nel limbo tra le possibilità di crescita di alcuni suoi giovani da una parte e il rischio di nuove delusioni sempre dietro l’angolo dall’altra. Un dato è certo: l’Italia è salva e rimarrà nel girone delle grandi almeno fino alla prossima edizione di Nations League. 

Soffermandoci intanto sul presente, oggi Roberto Mancini ha tenuto una conferenza stampa a Coverciano in cui ha spaziato, come solito, tra le mille curiosità dei giornalisti presenti. Nella prima parte dell’intervista, Mancini ha ricordato l’ottimo percorso fatto fin qui dall’Italia se si considera la coraggiosa e anche inevitabile rifondazione messa in atto da lui e il suo staff nel tentativo di svecchiare una Nazionale troppo dipendente per anni dagli stessi nomi. Le convocazioni che hanno fatto parlare di più sono state quelle dei tre esordienti assoluti chiamati per i prossimi due impegni con il Portogallo e in amichevole contro un’altra grande esclusa dei Mondiale russi come gli Stati Uniti“Grifo ha già giocato con le Under, è un’ala che può giocare sia a sinistra che a destra. Sensi può essere un’ottima alternativa a centrocampo. Tonali ha 18 anni ed è futuribile sia come regista che come interno di centrocampo. Averli qui per questi 10 giorni sarà utile”. Riguardo, invece, alla puntuale domanda sulle mancate convocazioni, un pò a sorpresa, di Belotti, Balotelli e, soprattutto, El Shaarawy“Non c’è nessun bocciato, né chi non è qui adesso, né chi era con noi in passato e adesso non c’è, come El Shaarawy, e neppure chi non è mai stato convocato. Semplicemente abbiamo voluto convocare chi non conoscevamo. Belotti può fare molto di più di quanto sta facendo, può tornare ad essere il giocatore di due anni fa”.
Restando sull’argomento convocazioni, le domande pressanti della stampa si sono incentrate anche sulla mancata chiamata di Gianluca Mancini, difensore dell’Atalanta che si sta mettendo in luce non poco in questa stagione di Serie A, persino nelle vesti di goleador: “Mancini? Esiste anche l’Under 21, non posso toglierli tutti a Di Biagio…”.

Anche se in questi casi sarebbe giusto soffermarsi solo su tematiche inerenti a Casa Italia, Mancini non si tira indietro quando si tratta di dare un giudizio sulle vicende riguardanti gli insulti di alcuni tifosi juventini all’indirizzo di Mourinho e sulla proposta di soluzione avanzata da Ancelotti: “Purtroppo in Italia ci si comporta male, all’estero questa cosa non succede. Fermarsi come dice Ancelotti? Potrebbe essere un’idea. In ogni caso, Mourinho non ha fatto nulla di clamoroso”. Si ferma qui il Mancini pensiero sul malcostume italiano di screditare l’avversario invece di pensare solo a supportare o a fischiare legittimamente la propria squadra, medesimo auspicio partito dal profilo social di Riccardo Cucchi alcuni giorni fa.
Il ct della Nazionale esprime anche un breve pensiero per la situazione di Ventura al Chievo: “Non posso commentare la scelta di Ventura perché non conosco bene la situazione, ma mi dispiace perché speravo che potesse essere l’occasione per rilanciarsi”.
Infine, non manca una chiosa sulla quasi scontata vittoria della Panchina d’Oro da parte di Allegri, premio meritato secondo l’ex allenatore di Inter e Manchester City. Dopo anni di dominio incontrastato in Italia, manca solo la conquista della Champions da parte della Juventus che, secondo Mancini, può giocarsela ormai alla pari con Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid.

Non sarebbe male per la giovane Italia di Mancini una vittoria di prestigio contro un Portogallo rodato da anni, anche se il successo non assicurerebbe agli Azzurri la qualificazione alla fase finale della Nations League. La Nazionale, soprattutto da quando il ct ha varato l’attacco leggero formato da Insigne, Bernardeschi e Chiesa, inizia ad avere un’idea di gioco più precisa fatta di fraseggio e palla bassa. Si sono avute ottime impressioni per buona parte dell’amichevole contro l’Ucraina e per tutta la partita vinta contro la Polonia, messa sotto sul piano del gioco dall’Italia nonostante si giocasse a Chorzow. Al di là degli schemi di gioco adottati e degli uomini schierati in campo, l’augurio di tutti i milioni di tifosi della maglia azzurra è quello di rivedere nuovamente l’Italia combattere ad armi pari con le grandi del calcio mondiale come ci ha sempre abituato nella sua straordinaria storia.

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