Italia, si conclude l’anno della “ricostruzione” con una vittoria: il percorso nel dettaglio

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

Roberto Mancini – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Con la vittoria di ieri sera contro gli Stati Uniti è ufficialmente terminato il cammino della Nazionale in questo 2018. Si può definire l’anno della “ricostruzione” dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Russia. Era il 13 novembre 2017 quando quel fatidico 0-0 contro la Svezia sancì a sorpresa di tutti l’eliminazione alla fase finale della competizione: si parlò in quel momento di una netta rifondazione in tutti i reparti dalla federazione alla struttura della squadra. Diedero l’addio molti vecchi senatori come Buffon, Barzagli, De Rossi per lasciare spazio a nuovi talenti e promesse. Molti allenatori furono contattati  dopo l’esonero di Giampiero Ventura, da Ancelotti, Ranieri per poi arrivare a Conte ma declinarono la proposta. Il motivo dei rifiuti era abbastanza semplice: la Nazionale doveva essere rifondata prima nell’organigramma della Federazione per poi pensare successivamente alla squadra.

Data la difficoltà di trovare un allenatore con disponibilità immediata in quanto sotto contratto con altri club, si decise di far promuovere Gigi Di Biagio dall’under 21 per le due amichevoli contro Argentina e Inghilterra. Il suo bilancio non fu molto soddisfacente con la sconfitta per 2-0 a Wembley contro la squadra di Messi e un pareggio per 1-1 strappato agli inglesi a Manchester nel finale su calcio di rigore. In quella settimana anche a causa del poco tempo a disposizione non riuscì a incidere sul rendimento della squadra ancora reduce dalle scorie della mancata qualificazione al Mondiale.

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Dopo le vacanze pasquali arrivò l’annuncio dell’ingaggio di Roberto Mancini ansioso di provare questa nuova avventura dopo gli ultimi trascorsi allo Zenit. Iniziò con un trittico di partite con squadre di qualità differente ( Arabia Saudita, Francia e Olanda); da segnalare il ritorno in azzurro di Mario Balotelli. L’avventura iniziò con una vittoria abbastanza agevole sugli africani e sembrava l’inizio della risoluzione dei problemi. Arrivò una sconfitta contro i francesi che poi si riveleranno i campioni del mondo in Russia: in quella partita arrivarono alcuni sprazzi  di gioco richiesti da Mancini nonostante la caratura superiore dei transalpini. Infine un pareggio in una partita equilibrata contro l’Olanda anch’essa delusa dalla mancata qualificazione al Mondiale.

Trascorsa la pausa estiva a riflettere sugli errori del passato e a ripartire per il futuro, Nazionale torna in campo a Bologna contro la Polonia per la nuova manifestazione la Nations League; uno stimolo in più per i nuovi per mettersi in mostra e dimostrare il proprio valore. Contro i polacchi la squadra fece molta fatica nella costruzione del gioco anche a causa della condizione fisica precaria e infatti gli azzurri raggiunsero il pareggio su rigore di Jorginhio. Queste lacune si videro anche nella partita successiva a Lisbona contro il Portogallo vincitore per 1-o rete di Andrè Silva.

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Nel mese di ottobre gli azzurri affrontano l’Ucraina a Genova  con alcune esclusioni eccellenti ( Balotelli e Belotti); in quel match si cominciò a intravedere qualche miglioramento dal punto di vista del gioco con la scoperta di alcuni giovani come Beranrdeschi e Chiesa: il primo siglò il momentaneo vantaggio fornendo un’ottima prestazione. A Chazow contro la Polonia per la gara di ritorno in Nations League l’Italia giocò una partita perfetta ma mancava soltanto il goal che arrivò al 93′ con Biraghi. La vittoria salvò gli azzurri da una possibile retrocessione nella Lega B e diede la speranza di vincere il girone partecipando alle Final Four. Per farlo serviva una vittoria contro i portoghesi e sperando che non battessero la Polonia nell’ultima partita. Anche a Milano la Nazionale giocò una partita eccellente  ma purtroppo non andò oltre lo 0-0 mettendo in evidenza il problema del goal, vista anche contro gli USA decisa alla fine dalla retre di Politano.

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Il cammino del ct si può definire comunque soddisfacente anche grazie all’identità di gioco che è riuscito a trasmettere; certo il problema del goal andrà risolto con le qualificazioni agli europei 2020 ma si può finalmente dire che la Nazionale è finalmente rinata.

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