La parabola di Leonardo Blanchard: dal gol alla Juventus al negozio di famiglia

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Frosinone – Foto Getty Images© per SuperNews

Strane parabole ed inaspettate traiettorie regala la vita. Questo è quanto accaduto a Leonardo Blanchard, ex difensore del Frosinone, ora a Grosseto intento a gestire il prestigioso negozio d’abbigliamento di famiglia. Chi è Blanchard? Leo è un calciatore che si mise in mostra con addosso la casacca dei ciociari. Al suo attivo vanta un campionato in A, nella stagione 2015/2016, che lo vide inanellare 28 presenze condite da 3 gol. Una rete ai danni dell’Udinese, un’altra spettacolare al cospetto del Genoa e quella più importante, anche dal punto di vista affettivo, realizzata alla Juventus, nella maestosa cornice dello “Stadium“, il 23 settembre 2015, un colpo di testa nei minuti finali del match che permise ai gialloazzurri di strappare un pareggio dinnanzi ai campioni d’Italia in carica.

In una recente intervista rilasciata su Sky, Blanchard ricorda perfettamente gli attimi che anticiparono quel cross dalla bandierina del calcio d’angolo, svelando di aver provato dentro di sé un’inspiegabile sensazione che quella palla sarebbe terminata in fondo al sacco grazie ad un suo intervento aereo. Nonostante la retrocessione in B, al termine di quella stagione, Blanchard fu uno dei calciatori più affidabili e dal rendimento costante nella compagine allora allenata da mister Stellone.

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E’ ciò che accadde successivamente che segnerà in negativo l’evolversi della sua carriera. Leonardo si trasferisce al Carpi, il tempo di disputare 7 partite e il rapporto tra lui e la società va in frantumi. Incomprensioni, scelte tecniche non approvate e il difensore, classe 1988, viene messo fuori rosa. Blanchard descrive in maniera negativa quello status da esiliato. Allenarsi in un terreno di gioco a parte, non esser mai convocato e continuamente provocato dai dirigenti del club al fine di andare incontro a multe salate, rappresentava, per lui, una situazione alienante ed insopportabile. Nel gennaio del 2017 venne girato in prestito al Brescia, mentre l’anno successivo, in serie C, all’Alessandria.

Al termine della sua breve esperienza in terra piemontese, Blanchard doveva far ritorno a Carpi ed allora decise di contattare il direttore sportivo del club emiliano al fine di raggiungere un accordo riguardante una rescissione consensuale del contratto. L’ex difensore del Frosinone racconta di aver rinunciato ad una cospicua somma di denaro, ma quello non era l’aspetto più importante per lui, l’obiettivo era quello di riprendere per mano la sua vita, superando un ostacolo che stava assumendo connotati claustrofobici.

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Blanchard ora lavora presso il negozio di famiglia, vendendo capi pregiati d’abbigliamento. Afferma che del calcio senta la mancanza e sarebbe pronto ad accettare anche una proposta in serie C, è fondamentale, però, che il tutto si basi su chiari ed importanti rapporti umani, evitando di mettere in primo piano soldi ed interessi di club. Leonardo non ha bisogno di denaro, quello, per lui, è l’ultimissimo aspetto, ma ciò di cui è alla ricerca è di poter tornare ad assaporare il gusto fantastico di un calcio a misura d’uomo che possa fargli tornare la gioia di calcare un terreno di gioco.

L’aitante difensore toscano che nel giugno del 2015 era in curva a tifare Juventus, in quel di Berlino, nella finale di Champions League contro il Barcellona e tre mesi dopo la castigò con un imparabile colpo di testa, ha tutta l’intenzione di voler rispolverare tali gesti tecnici a patto che nel mondo del calcio torni a soffiare una ventata d’umanità, quell’umanità che ha visto meno nei suoi confronti.

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