Liga, un super Betis sorprende il Barcellona al Camp Nou (Video Gol)

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Betis Siviglia – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Il Barcelona perde la sua imbattibilità casalinga nella sfida contro il Betis valevole per la 12a giornata de La Liga. Una brutta sconfitta frutto di un pessimo primo tempo, giocato senza pressione e intensità, e di una grande partita de los de Quique Setien. E tutto nel giorno del rientro di Leo Messi.

La gara, persa dai blaugrana per 3-4, è stata una partita pazza, loca, insane. Un primo tempo sciagurato quello della banda di Valverde giocato con lo stile già visto all’Olimpico di Roma nel ritorno di Champions della scorsa stagione.

Forse inconsciamente (era un pericolo che aveva aleggiato nella mente di alcuni alla vigilia, noi compresi) la squadra blaugrana ha confidato che il ritorno della Pulce potesse permettere agli altri dieci in campo di abbassare la guardia e prendersi un pomeriggio di riposo. Ecco che, all’improvviso, quella squadra battagliera, che aveva esercitato una pressione altissima e costante sugli avversari, aggredendoli con tre uomini nella metà campo opposta sin dalla trequarti, che aveva puntato tutto sulla velocità, il movimento continuo senza palla e sugli interscambi per sopperire all’assenza del giocatore più forte del pianeta, il cinque volte pallone d’oro Leo Messi, si è sciolta come neve al sole. All’ora della siesta, ieri il Barça giocava alle 16.15, la squadra blaugrana ha deciso di farsi un sonnellino. L’idea “Abbiamo in squadra il più forte al mondo, noi possiamo anche giocare deconcentrati tanto risolve tutto lui“, non è l’equazione vincente. Il risultato non tornerà mai con questi presupposti e con questi numeri.

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I fatti hanno dato ragione a chi propugna questi concetti e a chi temeva che ciò sarebbe potuto capitare. E’ umano, sì. L’inconscio è una terribile e infida trappola. Ma ad essere troppo umani non si vincono le partite e tanto meno i trofei.

Il Barça si è svegliato nella ripresa quando era sotto di due reti. Troppo tardi, sopratutto in una serata in cui tanti sono stati gli errori. La ripresa è stata giocata come avrebbe dovuto essere affrontata anche la prima parte di gara. Finalmente concentrati, e consci di quanto era stato sbagliato fino a quel momento, i ragazzi di Valverde, bene strigliati dal suo mentore nel vestuario, si sono impossessati nuovamente delle armi della pressione e della concentrazione per cercare di rimediare al danno causato dalla loro condotta indolente e pigra. La squadra ha ripreso a giocare da par suo, ma davanti aveva un undici formidabile che ha ribattuto colpo su colpo. Il tecnico dei ragazzi di Heliopolis (il quartiere di Sevilla da cui proviene il Betis), maestro del juego de toque, che aveva incantato a Las Palmas, non si è spaventato e ha continuato a fare giocare i suoi così come nei primi 45′.

La partita si è così aperta completamente. Il Barça ha assediato, ma il Betis non è caduto. Subito la rete di Messi dell’1-2, su rigore, il Betis è passato ancora grazie ad un errore di Ter Stegen, il primo dopo due stagioni incredibili, che non ha trattenuto un tiro di Lo Celso.

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L’1-3 non ha smontato i blaugrana che hanno continuato a credere nella remuntada nonostante mancasse sempre meno alla fine. Nemmeno l’espulsione di Rakitic ha bloccato i catalani. E’ arrivato il 2-3 grazie a Vidal (il suo ingresso in campo nella seconda parte ha permesso alla squadra di trovare la sua faccia migliore). Il Betis ha continuato la sua gara e un nuovo contropiede ha trovato Piqué fuori posizione in quanto attardato dopo una azione in area di rigore ospite. La conclusione dell’azione ha portato al nuovo goal verdiblanco. 2-4.

Il Barça ha spinto ancora. Una rete quasi certa di Vidal è stata vanificata da Piqué, che nella foga di recuperare anche al suo errato posizionamento in occasione della precedente marcatura betica, ha tolto la sfera dalla disponibilità del compagno che stava già predisponendosi a spingere di testa la palla in fondo alla rete. La pressione e il coraggio dei padroni di casa è stata premiata con la seconda marcatura di Messi al 92′. Ormai non c’era davvero più tempo per portare a termine la remuntada che la squadra avrebbe anche meritato nel secondo tempo, nonostante gli errori, la debbanaggine, la precipitazione di tutti nel tentativo di recuperare alla disperata.

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Questa sconfitta può essere trasformata in una vittoria se dentro lo spogliatoio saranno in grado di leggerla per come deve essere letta. Come un insegnamento, un libro di testo universitario su come ci si deve comportare per vincere e trionfare.
La squadra ha perso perché ha messo da parte la pressione, la velocità e l’intensità che aveva sfoderato nel momento del massimo bisogna, quando cioè Messi si è infortunato. Quell’unità di intenti, quella condotta solidaria da grande squadra che ha sopperito all’assenza del più grande con la forza, la pressione, l’intensità dell’azione e l’unità del gruppo. Tornato Messi in squadra tutto questo si è perso, evaporato come una pentola d’acqua lasciata troppo tempo su un fornello. Se questo gruppo apprenderà da questa sconfitta il concetto che se unisce l’intensità e la determinazione furiosa messa in campo nel Clasico e nel doppio confronto con l’Inter in Champions al ritorno di Messi, la squadra diventerà veramente imbattibile e andrà incontro ad una messa di vittorie, trionfi e trofei. Adesso si è avuta la prova e la controprova. La formula per la vittoria è stata dimostrata. Spetta a allenatore e giocatori prendere coscienza di ciò e metterla in pratica in campo. La stagione, adesso, è a un bivio. Una strada porta verso il trionfo, l’altra verso il disastro: dalla prossima mossa, dalla prossima sfida, capiremo che scelta avrà fatto quest’equipo.

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