Moise Kean da record. Primo millennial a esordire con l’Italia

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Moise Kean – Foto Getty Images© per SuperNews

Il mal di gol lo cura il dottor Politano, ma la copertina è di Moise Kean, l’uomo del 2000. In campo dal 62′ di Italia-Stati Uniti, l’attaccante della Juventus entra nella storia della Nazionale come primo millenial a giocare con la maglia azzurra. L’Uefa ha subito celebrato con un tweet il record del ragazzo, ricordando gli altri primati già conseguiti, nonostante la giovanissima età: “Primo ‘millennial’ a giocare in #Champions League,  primo ‘millennial’ a giocare (e segnare) in #SerieA, primo ‘millennial’ a giocare con l’#Italia“. Mica male come biglietto da visita…

Nato a Vercelli il 28 febbraio del 2000, Kean ha il doppio passaporto, ivoriano e italiano, ma quando si tratta di scegliere per quale nazionale giocare il ragazzo opta per la maglia azzurra. Considerando le difficoltà dell’Italia in fase realizzativa, Roberto Mancini lo chiede subito in prestito all’Under 21 di Gigi Di Biagio per testarlo nell’amichevole di Genk. Per andare agli Europei servono i gol e il ragazzo può dare una mano al Mancio, perché lui i gol li ha sempre fatti. Prodotto del vivaio bianconero, Kean trascina a suon di gol la Primavera di Grosso alla finale scudetto, persa contro la Roma ai rigori. Allegri, che lo tiene d’occhio da un pezzo, lo fa debuttare in prima squadra il 19 novembre 2016 a 16 anni e 8 mesi, nei minuti finale della sfida di campionato contro il Pescara, vinta 3-0: Kean prende il posto di Mandzukic. Sono momenti indimenticabili per il ragazzo, che tre giorni più tardi esordisce anche in Champions League nella vittoriosa trasferta di Valencia, subentrando a Pjanic. Non basta ancora. Nell’ultima di campionato, con lo scudetto già in tasca, segna anche il primo gol in serie A il 27 maggio 2017 a Bologna, dove i bianconeri si impongono per 2-1. Nel giro di pochi mesi, insomma, tre Kean al prezzo di uno.

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E a proposito di prezzi, cartellini e contratti, Kean si affida a Mino Raiola, ieri in tribuna, uno che come procuratore non è esattamente l’ultimo arrivato. La prima esperienza fuori dalla real casa è Verona, sponda Hellas, nella stagione 17-18, dove l’attaccante mette a segno 4 gol in 19 presenze, con una doppietta a Firenze. Annata sfortunata per gli scaligeri che retrocedono e Kean torna alla Juve, dove trova un certo Cristiano Ronaldo. Deve fare parecchia anticamera, com’è logico che sia, e allora le soddisfazioni maggiori arrivano in azzurro nel giro di un mese. L’11 ottobre esordisce con l’Under 21 nell’amichevole contro il Belgio, 4 giorni dopo segna il suo primo gol su rigore contro la Tunisia e il 16 novembre viene convocato da Mancini per il test contro gli Usa a Genk. A 18 anni e 9 mesi entra al posto di Berardi e colleziona il primo gettone con la nazionale maggiore. In attesa del vero Balotelli, Mario si complimenta con lui via Instagram: “Finalmente!!!!“. Moise ringrazia, ma a chi azzarda un paragone fra i due replica con fermezza: “Io sono completamente diverso. Mario è un bravissimo ragazzo, lo conosco. Non capisco perché mi paragonano a lui. In cosa siamo diversi? Magari lui ha altri modi di fare rispetto al mio“. Però… Il carattere c’è. Se son rose…

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