Nazionale italiana – Il bilancio dopo le gare contro Portogallo e USA.

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

La Nazionale italiana di calcio ha concluso il suo difficile 2018 dopo la gara di Nations League contro il Portogallo e l’amichevole di ieri sera contro gli Stati Uniti.

Gli azzurri, pur non riuscendo ad ottenere il pass per la Final Four di Nations League dopo aver pareggiato 0-0 nella decisiva sfida di sabato scorso contro il Portogallo, sono riusciti ad ottenere la permanenza nella prestigiosa Lega A della neonata competizione UEFA.
Nella gara contro i lusitani, la nostra Nazionale ha mostrato un gioco molto propositivo (sulla scia delle precedenti uscite di ottobre) al cospetto dei Campioni d’Europa in carica, privi però del loro giocatore simbolo Cristiano Ronaldo. È mancato però il gol, nonostante l’infinita mole di occasioni da gol create, soprattutto nel primo tempo. Una costante che si è verificata sia nel nuovo ciclo guidato da Roberto Mancini ed anche la tanto discussa gestione precedente di Gian Piero Ventura.

Una carenza di gol, specialmente degli attaccanti, che si è ripetuta anche nell’amichevole di ieri sera a Genk contro gli Stati Uniti, vinta dall’Italia soltanto al 94′ grazie alla rete segnata dall’esterno dell’Inter Matteo Politano. Il test di ieri è stato quasi emblematico della difficoltà che i nostri giocatori hanno nel concretizzare sotto porta, visto che gli uomini di Mancini hanno letteralmente dominato il gioco praticamente nell’arco dei novanta minuti (seppur va detto contro un avversario assai modesto), sprecando però diverse ghiotte occasioni per segnare.

Il problema dei gol è dunque la questione più urgente da risolvere per il Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio, in vista dei prossimi impegni a marzo e in particolare per le qualificazioni agli Europei del 2020. Per ovviare a tale problematica, Mancini aveva proposto già nelle gare giocate nel mese scorso, un tridente “leggero” composto da tre giocatori tecnici e veloci come Insigne, Chiesa Bernardeschi. Un tridente che ha impressionato per l’intesa mostrata in campo, ma che non è riuscito a trasformare in gol le numerose occasioni prodotte.

Nelle ultime due uscite, invece, complice l’infortunio di Bernardeschi, il CT azzurro ha optato per l’utilizzo di un centravanti classico. Nella sfida di Nations League contro il Portogallo egli si è affidato all’attaccante della Lazio Ciro Immobileaffiancato dai confermatissimi Insigne e Chiesa; tuttavia il bomber laziale non è riuscito ad essere incisivo ed anzi, si è fatto notare per un gol sbagliato da posizione abbastanza favorevole, che forse con i bianco-celesti difficilmente avrebbe sbagliato.
Nell’amichevole di ieri sera, invece, è stata varata una formazione sperimentale e in attacco ha cambiato due terzi del tridente, inserendo Lasagna (decisivo nella sfida decisiva del mese scorso contro la Polonia) e Berardi al posto di Immobile e Insigne. Ma alla fine, il gol decisivo è stato segnato dal subentrato Politano.

Le note positive vengono, invece, dalla difesa (che nelle ultime uscite ha concesso pochissimo) e soprattutto dal centrocampo nel quale si segnala la crescita esponenziale di Marco Verratti, finalmente incisivo in maglia azzurra dopo tanti problemi fisici, oltre al giovane Nicolò Barella (che ha mostrato grande personalità nonostante la giovane età) e l’oriundo Jorginho, fondamentale come negli schemi di Sarri. Da non sottovalutare, poi, la buona prova di Stefano Sensi schierato al posto di Jorginho ieri sera.

Infine, hanno suscitato molta curiosità (ed anche qualche polemica) alcune scelte del Commissario Tecnico: per esempio le convocazioni dei giovanissimi Tonali Kean (primo millenial a debuttare in azzurro ieri) oppure dell’italo-tedesco Vincenzo Grifo (entrato nel secondo tempo della partita di ieri, giocando una buona gara).
Si tratta di giocatori che non sono titolari nei loro club di appartenenza o giocano in piccole realtà (come nel caso di Tonali, centrocampista del Brescia), al contrario di altri calciatori del nostro campionato che stanno facendo bene da titolari nelle loro squadre, ma che non sono stati tenuti in considerazione da Mancini (vedasi il non convocato El Shaarawy o Politano, titolarissimo nell’Inter che non  riesce a trovare spazio nella Nazionale italiana).

Aldilà di queste scelte discutibili, la strada tracciata dall’allenatore di Jesi sembra essere quella giusta per far tornare la Nazionale italiana a livelli più consoni al suo prestigio e a ritrovare il sostegno e l’entusiasmo dei tifosi. Bisogna avere però molta pazienza e far parlare il campo.

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