River Plate-Boca Juniors, in ogni caso avrà perso il calcio

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Si attendeva un clima a dir poco infuocato per la finale di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors, e così è stato. Il 24 Novembre sarebbe dovuto essere un giorno memorabile a livello calcistico, grazie alle due massime espressioni del “futbol” argentino pronte a contendersi la Champions League del Sudamerica. Era tutto pronto, il “Monumental” stava per ospitare le due compagini e 60.000 spettatori, più i giornalisti televisivi provenienti da ogni parte del pianeta. Questi ultimi, però, non hanno potuto raccontare le gesta dei 22 in campo, poichè al di fuori è successo l’inimmaginabile. Il pullman del Boca è stato assaltato poco prima dell’entrata allo stadio e alcuni sassi, lanciati dalla tifoseria rivale, hanno distrutto i vetri del mezzo e colpito qualche giocatore all’interno. Il pronto intervento della polizia locale, che ha cercato di bloccare i colpevoli attraverso l’utilizzo di lacrimogeni, ha finito per danneggiare anche gli stessi uomini di Schelotto. La stampa argentina ha infatti diffuso alcune fotografie di Zarate, Benedetto, Tevez e del capitano Perez in evidente stato confusionale. L’inizio del match è dunque saltato più volte in modo da permettere gli adeguati soccorsi, ma la situazione si era fatta veramente intricata. La Conmebol spingeva fortemente per non alterare la data della finale ed Infantino, constatato il pericolo dell’ordine pubblico, appoggiava la scelta. Attorno alle 24, ora italiana, è arrivata la notizia dell’inevitabile spostamento ad oggi, sperando che il peggio sia passato.

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Scene da Far West, la rabbia di Tevez

Gli spot pubblicitari, mandati sulle reti di stato argentine, non urlavano altro se non: “Godetevi lo spettacolo, non fate la guerra“. Anche i politici si erano messi in prima linea per evitare scontri ed assicurare la riuscita della finale, ma evidentemente l’astio era troppo grande per tifare e basta. Certo, si può sindacare la scelta di far passare il pullman del Boca Juniors per le vie principali della città, densamente popolate di tifosi del River, ma ciò non giustifica assolutamente la condotta di questi ultimi. Il calcio è passione, lanciare i cori piuttosto che prendere in giro i supporter avversari rientra nella normalità delle cose, ma tutto ha un limite. Ove si parla del contorno, di altri fatti eccedenti i 90 minuti, significa che il gioco più amato al mondo ha fallito. Ed anche la sfida di per sè, dopo quanto accaduto, avrà un sapore totalmente diverso. I festeggiamenti andranno in secondo piano, rimarranno i ricordi dell’assalto, della bambina costretta a nascondere bengala sotto la maglietta, dell’incoscienza dei tifosi.

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Carlos Tevez, ex attaccante della Juventus, non ci è andato giù per il sottile, esprimendo tutto il suo disappunto per ciò che è accaduto al di fuori dello stadio del River Plate: “Nessuno degli avversari è venuto a chiedere come stiamo, la federazione spinge per giocare nonostante ci siano dei giocatori in ospedale. Che la diano direttamente al River la Copa, visto che hanno tutto questo potere“. Parole forti da parte dell’argentino, parole di rabbia che anticipano presumibilmente una lotta all’ultimo sangue sul terreno di gioco. L’appuntamento è alle 17 (ore 21 italiane), per una finale di Copa Libertadores che pare non finire mai.

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