Roma-Real Madrid, Di Francesco: “Gli errori sono sempre gli stessi”. Totti nella Hall of Fame giallorossa

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Roma – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Un grande pubblico come quello visto allo Stadio Olimpico ieri sera non è bastato a dare la spinta a una Roma che solo in Champions League, finora, aveva espresso le migliori qualità in suo possesso. È stata una serata amara per i quasi 70.000 cuori giallorossi, inizialmente fiduciosi di assistere se non a una vittoria della propria squadra, almeno a una prestazione al livello del palcoscenico europeo e di un avversario per tre volte consecutive campione continentale.
Invece, il momento forse più coinvolgente per i tifosi è stato l’ingresso di Francesco Totti in qualità di nuovo membro della Hall of Fame giallorossa, accanto a figure come Falcao, Conti, Pruzzo e via discorrendo. A un anno e mezzo dal ritiro del capitano più amato dalla Curva sud romanista, è stato un momento di commozione incredibile il suo ingresso sul tappeto verde dello stadio che lo ha visto imperatore per un quarto di secolo a questa parte. Da sempre riconosciuto come un campione che ha sempre preferito dar voce al campo piuttosto che perdersi in chiacchiere talvolta inutili davanti ai microfoni, Totti ha lasciato ai social il suo pensiero sulla serata di ieri magica per lui e per tutto il popolo fedele alla Lupa: “Mi avete dato tanto in questi anni, non smetterò mai di ringraziarvi. È stato un onore indossare questa maglia e rendervi fieri di questi colori”.
Queste poche parole del più grande numero 10 romanista, pubblicate sul profilo ufficiale Twitter dell’ex giocatore, sono state affiancate da un video che mostra alcune delle sue migliori giocate ammirate in tanti anni di amore verso un’unica maglia.

Dopo un momento così toccante che ha scaldato un pubblico infreddolito da una serata dal sapore quasi invernale, è seguito l’inizio della partita giocata contro il Real Madrid, svuotata però di significato rispetto a qualche ora prima. Nell’altra partita del girone, iniziata alle 19, il Viktoria Plzen ha prevalso in casa del CSKA Mosca, regalando a Roma e Real Madrid la qualificazione aritmetica tra le top 16 della Champions League prima ancora di scendere in campo.
Dopo un primo tempo giocato ad armi pari contro le merengues guidate in panchina dal fedelissimo blanco Santiago Solari con una Roma che, anzi, ha avuto qualcosa da recriminare in almeno un paio di situazioni fallite incredibilmente, il secondo tempo è stato di tutt’altro tono. Il Real Madrid è salito in cattedra e, complice l’errore di Fazio, i blancos sono passati in vantaggio con Bale. Tutti si aspettavano una reazione veemente da parte dei giallorossi, i quali, invece, una volta sotto nel risultato, hanno spento colpevolmente la luce. La mancanza di lucidità da parte della squadra di casa ha portato al raddoppio del Real e, al triplice fischio, si sono scatenati inevitabilmente i malumori del pubblico sui giocatori di Di Francesco.

Nel post partita, il tecnico della Roma ha mostrato tutta la sua irritazione per gli errori dei suoi uomini e, soprattutto, per l’arrendevolezza con cui i giocatori hanno alzato bandiera bianca con troppa facilità di fronte al Real Madrid: “La cosa che mi fa più rabbia è che ricadiamo sempre negli stessi errori. Al di là degli errori individuali, oggi siamo scesi in campo con una squadra giovane. Mi è piaciuta l’intraprendenza, ma non possiamo cadere nei soliti errori. Questa squadra ogni volta che prende gol smette di giocare e fare ciò che proviamo a fare sempre. Se andiamo a vedere l’errore determinante l’ha fatto Fazio che non è un ragazzino. Paghiamo errori individuali, come con l’Udinese che avevamo giocatori di esperienza. Non possiamo parlare sempre di giovani. A me la predisposizione dei ragazzi è piaciuta, devono essere i più grandi a trascinarli. Dopo il gol abbiamo preso contropiede da calcio d’angolo, dovevamo essere bravi a leggere queste situazioni e restare in partita. Siamo mancati in questo, ogni volta lo paghiamo. A volte sembra come se la partita fosse finita e invece ne mancano 40, si può vincere o pareggiare anche al 90′ e invece siamo frenetici. Devo entrare ancor di più, far pensare ai ragazzi che spesso sono la mia fortuna e che certe cose non le devono perdere. Io cerco di dare le indicazioni, ma in certe occasioni individualmente perdono la testa”.

Il discorso di Eusebio Di Francesco fa capire come non ci sia nulla da festeggiare nonostante la qualificazione agli ottavi di finale della Roma, un traguardo importante soprattutto per le casse del club. Una nota lieta in una serata da dimenticare per la Roma è stata l’ottima prestazione di Nicolò Zaniolo, coraggioso e determinato per tutti i 70 minuti giocati al cospetto dei campioni d’Europa in carica. I crampi che hanno costretto ad uscire il trequartista classe 1999 ex Inter testimoniano la personalità e la volontà messe dal giovane talento al servizio della squadra.
Stando alle voci ricorrenti, Di Francesco si ritroverebbe sulla graticola dopo una prestazione così grigia dei suoi uomini. A quanto pare, la partita contro l’Inter di domenica prossima potrebbe essere già decisiva per la permanenza a Trigoria del tecnico ex Sassuolo. Oltre a dover risolvere le diverse problematiche di natura tattica e mentale, l’allenatore giallorosso dovrà fare i conti anche con l’infermeria, viste le sicure defezioni di Dzeko, El Shaarawy, Pellegrini e De Rossi contro gli ex di turno Spalletti e Nainggolan.

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