Tottenham-Inter, papà Lautaro attacca Spalletti poi elimina il tweet

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Lautaro Martinez – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Nel mondo del calcio una vittoria o una sconfitta, a volte, sono sufficienti da sole per decidere il destino di un allenatore, avviando una scia di insulti nei suoi confronti o, diversamente, riempiendo di complimenti l’uomo che ha portato la squadra al raggiungimento di vette insperate. Nella notte di Champions League di ieri, un’Inter difensivista, come forse era giusto che fosse di fronte alla marea umana dell’impianto di Wembley, ha perso all’ultimo respiro una partita bloccata sullo 0-0 fino all’80° minuto. Nessun tifoso interista sognava di criticare Luciano Spalletti finché non è arrivato il gol decisivo del fantasista danese Eriksen, subentrato solo nel secondo tempo negli undici in campo del Tottenham. A livello tattico, l’azzardo del tecnico degli Spurs, Mauricio Pochettino, sottoposto a linciaggio mediatico per aver lasciato in panchina due titolari come Eriksen e il sudcoreano Son, ha dato i suoi frutti visto quanto è risultato determinante l’ingresso dei due giocatori a partita in corso. Davanti a un’Inter che ha difeso a oltranza il punto che le avrebbe garantito il passaggio agli ottavi proprio a discapito del Tottenham, i venti minuti disputati da Eriksen e la buona mezz’ora concessa a Son hanno scombussolato il piano di gioco nerazzurro insieme al suo fortino difensivo.
Come detto in esordio di articolo, se Spalletti fosse riuscito a bloccare sul pari gli avversari diretti del Tottenham, adesso tutti parlerebbero di un grande stratega che, sfruttando la classica attenzione tutta italiana in fase di contenimento, è riuscito nell’impresa di restare imbattuto nel tempio di Wembley. Il gol di Eriksen, invece, non solo rinvia la qualificazione dell’Inter all’ultima partita contro i pur deboli avversari del PSV Eindhoven, ma ora il destino della Beneamata dipenderà anche dall’esito di Barcellona-Tottenham in un Camp Nou legittimamente rilassato per il primo posto nel girone e gli ottavi di finale ormai già in tasca di Messi e company.

A scuotere l’ambiente nerazzurro ci ha pensato un tweet del padre di Lautaro Martínez, apparso sul suo profilo personale intorno alle 19 di ieri sera, quindi circa due ore prima del calcio d’inizio di Tottenham-Inter. Il messaggio di Mario Martínez era chiaramente diretto al tecnico Luciano Spalletti e si può tradurre più o meno così: «Sei un uomo senza attributi, continua così e finirà la tua buona sorte». Fin da subito si è capito chi fosse il destinatario, visto che l’allenatore di Certaldo ha rinunciato a schierare dal primo minuto Lautaro Martínez accanto all’amico e capitano Icardi. Dopo poco tempo, però, il padre del giovane attaccante interista ha tolto il post da Twitter, anche se si era ormai innescato il meccanismo di copia e incolla in maniera virale.
L’esempio di ieri è l’ennesima dimostrazione di come tutto sia permesso nel calcio d’oggi, visto il modo spesso ai limiti del rispetto e della decenza con cui i familiari di un giocatore attaccano quotidianamente un allenatore senza avere il minimo ritegno. Tra l’altro, c’è da notare come il messaggio al veleno inviato dal padre del “Toro” sia stata un’invettiva preventiva e anticipatrice rispetto all’avvio del match di Wembley. Con molta probabilità, papà Martínez si sarà sentito ancor più contrariato per non aver visto nemmeno durante il secondo tempo l’ingresso di suo figlio in campo. Subito dopo lo svantaggio, infatti, Spalletti ha preferito mandare in campo Keita al posto di uno stanchissimo Politano per dare una scossa a una partita divenuta, tutta d’un tratto, in salita.

Il pensiero fin troppo colorito espresso dal padre di Lautaro Martínez ha avviato una serie di discussioni in seno alla tifoseria interista sui presunti errori di formazione commessi da Spalletti, che ha voluto dare legittimamente fiducia a Keita, solo qualche giorno fa migliore in campo contro il Frosinone con la sua doppietta in aggiunta all’assist per Lautaro. L’ala offensiva spagnola ex Lazio era forse l’elemento più adatto a risolvere con un suo dribbling un match messosi sulla cattiva strada per l’Inter, rispetto a un Martínez sì rapace dell’area di rigore ma che non ha nelle sue corde la capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica.
In ogni caso, l’allusione del padre del “Toro” all’indirizzo di Spalletti sarebbe passata sicuramente in secondo piano in caso di passaggio del turno già ieri da parte dell’Inter, ma nel calcio tutto è liquido e gli scenari mutano da un momento all’altro.

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