Arsenal, Ozil infortunato alla schiena … colpa dei videogiochi

Pubblicato il autore: allecarpi Segui

Pare che una se non la principale causa dell’infortunio di Mesut Ozil siano le oltre 17oo ore passate davanti ai videogiochi, nell’articolo citeremo anche altri giocatore che in passato hanno subito infortuni simili.

Un 2018 sicuramente da dimenticare per Ozil che dopo un pessimo Mondiale con la Germania e il suo conseguente ritiro dalla nazionale, in questo avvio di stagione il giocatore non gioca per una partita intera da settembre e nelle ultime settimane non è mai sceso in campo, ecco le parole recentemente rilasciate dall’allenatore dell’Arsenal Unai Emery: ” Mesut non ha giocato perché ha mal di schiena. Non so neanche se fosse allo stadio”, il rapporto tra i due non sembra decisamente dei migliori.

Ovviamente come spesso capita, specialmente in Inghilterra, la vita privata dei giocatori per fattori di gossip diventa un punto focale per molti giornalisti, pseudo giornalisti, blogger ecc tutti i media in generale, si vocifera dopo questa lunga assenza apparentemente giustificata come mal di schiena per Ozil, che la causa principale possano essere le 5221 partite giocate a Fortinite, gioco online al quale il tedesco è molto appassionato, calcolando una media di circa 20 minuti a partita sarebbe stato 1740 ore davanti alla console, vale a dire 72 giorni; il giocatore dei Gunners ha vinto 600 partite, questi numeri sono stati presi dal portale Wasted on Fortnite, che raccoglie le statistiche su chi gioca online.

Un caso insolito ma non unico nella storia del calcio, andiamo a vedere alcuni giocatori che in passato sono stati vittime dei videogiochi:
Alessandro Nesta che nel 2005 ha una lesione al tendine del pollice sinistro per le troppe ore passate a tenere in mano ed usare il joystick.
Neymar è il caso più recente di giocatore appassionato ai videogames, per sua fortuna ne sta uscendo illeso fisicamente, ha fatto molto parlare di se per la serata disertata del Pallone d’oro mostrando orgogliamente ai sui fan social che mentre si stava svolgendo la cerimonia al quale era stato invitato lui si dilettava con Call Of Duty.
Ousmane Dembelè ha avuto un inizio molto difficile al Barcellona, tra acciacchi e il peso del suo cartellino; un giorno in cui non si presentò ad allenamento per un problema intestinale, si vocifera che il medico dei blaugrana sia andato a casa sua a visitarlo e lo ha trovato con amici davanti alla playstation, lo stesso Dembele ammette che a volte perde la cognizione del tempo mentre gioca.
David James detto anche calamity per le sue innumerevoli papere in carriera in una intervista, per scusare un periodo in cui non giocò troppo bene, disse: ”Mi sono fatto troppo trascinare, gioco per ore a Tomb Rider e a Tekken 2 e non mi rendo conto di che ore sono”.
Fernando Torres ha speso oltre 30 mila euro per trasformare una stanza di casa sua in una sala giochi con tutti i più moderni accessori, su di lui non ci sono infortuni direttamente riconducibili alla sua passione per i videogiochi, ma la sua carriera è stata alquanto ambigua in termini di rendimento..

La lista è ancora lunga, questi sono solo alcuni nomi dei più grandi calciatori con una passione forse un po’ troppo viscerale ed estrema verso le consolle e i videogiochi.

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