Pallone d’Oro a Modric, le sorelle di Cristiano Ronaldo contro il verdetto: “E’ mafia”

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Cristiano Ronaldo – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Tutta colpa di Modric. Ma guarda un po’, si è pure permesso di vincere il Pallone d’Oro in quello che era il territorio di caccia riservato a Cristiano Ronaldo e Leo Messi, rispettivamente secondo e quinto in graduatoria. Ha fatto rumore, e non poteva essere diversamente, l’assenza sul podio parigino di CR7, che ha preceduto l’attaccante francese dell’Atletico Madrid, Antoine Griezmann. Un gesto poco elegante, inversamente proporzionale alla classe immensa del fenomeno della Juventus, che ha monopolizzato l’ultimo decennio insieme alla Pulce del Barcellona. Ma non è tutto. La mancata presenza alla festa del suo ex compagno di squadra al Real Madrid è stata seguita dalle pesanti accuse lanciate dal clan di Ronaldo: “Questa è mafia” hanno tuonato le sorelle del giocatore, Elma e Katia Aveiro.

A Luka Modric, vincitore della Champions League e Capitano della Croazia seconda al Mondiale, non è bastato giocare una stagione straordinaria per godersi un premio che fa discutere e non da oggi, ma anche quando imperava la premiata ditta Cristiano&Leo. MaldiniPirlo, BuffonIniesta e Milito, tanto per citare qualche campione rimasto a bocca asciutta dopo un’annata fantastica, ne sanno qualcosa.  Avrebbe forse meritato Griezmann, Campione del Mondo con la Francia e vincitore dell’Europa League con l’Atletico, ma il secondo posto di Modric con la Croazia, evento storico, ha avuto il suo peso. Così come, dicono i maligni, il marchio Real, che  ha nuovamente un suo rappresentante sul gradino più alto del podio dopo CR7: la perfida vendetta del potentissimo Florentino Perez sul portoghese, uscito agli ottavi al Mondiale russo.

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A supportare il permaloso Ronaldo, che aveva disertato anche la premiazione del Fifa Best Player, Modric of course, ha pensato la famiglia. Su Instagram Elma e Katia Aveiro non l’hanno di certo mandata a dire a France Football, sullo sfondo la foto del super fratello, mentre alza uno dei 5 Palloni d’Oro della sua strabiliante carriera. Precedenza, ovviamente, alla maggiore, Elma; “Purtroppo questo è il mondo dove si vive nel marciume, tra la mafia e i figli di… dei soldi, ma io e molta gente vedremo ancora tanto. Il potere di Dio è più grande di questo marciume. Dio tarda ma non guasta“. Katia, invece, va più sul tecnico e rivendica: “Miglior giocatore del mondo… per chi capisce di calcio, certo. Sono preoccupata sul futuro del calcio“. Tra le risposte tanti like di solidarietà, ma anche la massima che, nella sua banalità, restituisce un filo di logica e semplicità: “Bisogna saper vincere e saper perdere“.

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Sostegno familiare a parte – e ci mancherebbe altro – diventa più complicato comprendere il risentimento di una critica troppo pronta a correre in soccorso del più forte e, quindi, offesa per la mancata assegnazione del trofeo a CR7. Dallo sdegno per la possibile presenza sul podio di Varane poi settimo – notizia sbattuta in prima pagina con tanti saluti alle verifiche – al concetto base che “deve vincere Ronaldo perché è il più forte al mondo“. Sbagliato. Perché nessuno mette in discussione la sua leadership in coabitazione con Messi, ma è anche lecito ribadire che Modric non è l’ultimo arrivato e il Pallone d’Oro, in questo caso, premia un’annata probabilmente irripetibile. Con buona pace di Elma e Katia. E dello stesso CR7, che ha tutte le carte in regola per presentarsi a Parigi fra un anno. Da vincitore con la sua Juventus.

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