Zaniolo guida la meglio gioventù romanista: la formazione della Roma del futuro

Pubblicato il autore: Andrea Alampi Segui

Quando nel 2003 usciva nelle sale cinematografiche italiane “La meglio gioventù” del regista Marco Tullio Giordana i protagonisti di questo articolo dedicato alla formazione della Roma del futuro erano ancora troppo piccoli per sognare un ruolo da attori nei teatri calcistici di mezzo mondo. Passati 15 anni, oggi, quei pischelletti sono talentini da coccolare e preservare perché rappresentano a tutti gli effetti, parafrasando Giordana – o per meglio dire Pasolini – la meglio gioventù romanista. E domenica 3 dicembre nel pareggio interno per 2-2 contro l’Inter di Spalletti, terza forza del torneo, i ragazzi terribili di Trigoria lo hanno dimostrato con i fatti. Mister Di Francesco, complice una serie di indisponibili, è stato costretto a schierare dal primo minuto nel posticipo del 14esimo turno di Serie A ben tre under 23: Niccolò Zaniolo, classe 1999, Cengiz Under, classe 1997, Patrik Schick, classe 1996 per un attacco baby che ha fatto tremare la seconda miglior difesa della Serie A che prima della sfida aveva subito solamente 10 reti. Nella ripresa è entrato nella mischia anche l’olandese Justin Kluivert, altro classe 1999. Una linea verde che ha dato i suoi frutti. Tutti infatti sono stati protagonisti di un’ottima prestazione, con il turco finito anche nel tabellino dei marcatori grazie ad un mancino velenoso che ha fulminato Handanovic in occasione del primo pareggio giallorosso. Di seguito il video del gol di Gengiz Under contro l’Inter. Da notare che prendono parte all’azione Schick, Zaniolo e Cristante (classe 1995):

Tra i protagonisti indiscussi della serata senza dubbio anche l’ex-primavera Inter Niccolò Zaniolo, il più giovane dei 22 in campo, con tante buone giocate ed un rigore netto subito che Rocchi e Fabbri (quest’ultimo al VAR, ndr) non hanno clamorosamente concesso al giovane trequartista giallorosso. Zaniolo dopo aver giocato alla pari contro il centrocampo merengues in Champions ha sicuramente fatto rimpiangere chi in estate lo ha mandato nella capitale a cuor leggero.
Dunque, se non fosse per il bisogno di punti potremmo dire che DiFra può dormire sonni tranquilli. Anche perché i quattro protagonisti domenica sera all’Olimpico non sono gli unici talenti cristallini a disposizione del tecnico abruzzese. Prendendo anche i vari giocatori giallorossi mandati in prestito a farsi le ossa possiamo fare una formazione della Roma potenzialmente titolare per i prossimi 10 anni. Senza dimenticare che la primavera giallorossa è un continuo serbatoio di talenti. Eccovi una ipotetica formazione della Roma titolare, schierata in campo con l’attuale 4-3-3, non considerando eventuali scossoni di calciomercato:

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Portiere: Daniel Fuzato.
Il giovane brasiliano, classe 1997, è arrivato in estate dal Palmeiras per 500 mila euro. Si pensava inizialmente ad un eventuale prestito nella sessione invernale per farlo crescere ma DiFra lo vuole tenere a Trigoria per lasciarlo alle costanti cure di Savorani. Il sogno è ripetere una operazione in pieno stile Allisson anche se quest’ultimo quando era arrivato nella capitale aveva già diverse stagioni alle spalle da portiere titolare dell’Internacional.

Difesa: Rick Karsdorp, Willy Bianda, Elio Capradossi, Luca Pellegrini.
Sulla carta sarebbe il reparto più debole per via di una coppia di centrali che non da certezze. Il giovane Bianda, classe 2000, è una scommessa di Monchi che in Estate lo ha “strappato” al Lens, squadra della Ligue2 francese, per ben 6 milioni di euro più un eventuale bonus di altri 5 milioni. Dopo qualche incertezza nelle amichevoli estive è stato aggregato alla primavera di Alberto De Rossi ma i risultati non sono stati eccellenti. Considerata la giovane età e l’investimento del ds spagnolo però merita di certo una seconda chance. Anche perché chi ce l’ha avuta non sta deludendo. E’ il caso di Elio Capradossi che con un pizzico di ritardo ha forse finalmente trovato la squadra in cui spiccare il volo. A La Spezia il centrale di origini ugandesi sta giocando finalmente con la giusta continuità ed è riuscito ad entrare anche nel giro dell’Under 21 di Luigi Di Biagio. Durante i ritiri con gli azzurrini può affinare il feeling con un altro prodotto del vivaio giallorosso: il terzino Luca Pellegrini, classe 1999, da tutti considerato un vero e proprio crack. Il mancino ha già collezionato diverse presenze in prima squadra, sostituendo, quando chiamato in causa, dignitosamente un certo Kolarov. Infine, come non spendere due righe per il terzino destro Rick Karsdorp? Anche perché la Roma nell’estate del 2017 ci ha investito parecchio sull’olandese, ben 14 milioni di euro, bonus esclusi. Al momento una serie di infortuni ed un temperamento troppo spigoloso lo hanno frenato ma ci sono tutti i presupposti per vederlo titolare con la maglia giallorossa.

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Centrocampo: Nicolò Zaniolo, Ante Coric, Lorenzo Pellegrini.
Il cuore pulsante di questa ipotetica formazione giallorossa è nella mediana dove sono in tanti a sognare una carriera alla Daniele De Rossi. Su tutti Lorenzo Pellegrini, classe 1996, gioiello della cantera di Trigoria. Nato e cresciuto nel quartiere di Cinecittà, Lollo da buon romanista che ha seguito le gesta dei giallorossi negli anni 2000 ha sicuramente sognato di seguire le orme di Totti e De Rossi. Nel derby di andata di questa stagione ha sicuramente fatto un bel passo avanti per realizzare il suo sogno nel cassetto: gol di tacco ai cugini e curva Sud in delirio. Con l’addio di Nainggolan e Strootman DiFra gli ha consegnato le  chiavi del centrocampo giallorosso e lui sta ripagando la fiducia di partita in partita. Niccolò Zaniolo i tifosi giallorossi lo stanno apprezzando ed amando con il passare del tempo. Arrivato in Estate è riuscito subito a scrollarsi di dosso il macigno dell’affaire Nainggolan. Il trequartista scuola Inter ogni volta che è chiamato in causa risponde presente con giocate di alta scuola e soprattutto tanta personalità nonostante sia solo un classe 1999. Un tuttocampista che ricorda a tratti Kaka. Per lui anche una convocazione nella Nazionale maggiore da parte di Mancini. L’oggetto del mistero è in questo caso Ante Coric, classe 1997. Anche qui considerato l’investimento di 6 milioni è doveroso dargli tempo. Anche perché in Croazia tutti lo definiscono il nuovo Modric, uno che in questi giorni ha vinto il Pallone d’Oro. Infine, nella mediana non ci dimentichiamo anche di un certo Bryan Cristante, classe 1995, arrivato in estate dall’Atalanta per 25 milioni di euro. In una ipotetica formazione della Roma del futuro sarebbe sicuramente un titolare.

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Attacco: Justin Kluivert, Cengiz Under, Patrick Schick.
Il reparto offensivo è quello sicuramente più talentuoso. Partiamo dall’estroso Under, classe 1997. Il turco arrivato nella capitale nell’estate del 2017 dopo l’apprendistato iniziale è letteralmente esploso nella seconda parte di stagione scorsa con 8 reti realizzate. Quest’anno alterna prestazioni brillanti, come quella di sabato contro l’Inter, a partite anonime con errori elementari, vedi partita di Champions contro il Real. Justin Kluivert, classe 1999, arrivato in estate dall’Ajax per 17,25 milioni di € ha già dimostrato il suo valore. Corsa e dribbling le sue caratteristiche principali, deve solo trovare la continuità. Chiudiamo con Patrick Schick, il giocatore che aveva fatto infiammare i tifosi la scorsa estate. Il ceco dopo mezza stagione da protagonista indiscusso sotto la Lanterna, sponda blucerchiata, nella capitale si è perso. Vuoi per il poco utilizzo, vuoi per gli infortuni, Patrick quando è stato chiamato in causa non è riuscito a rispondere presente. Adesso, con Dzeko ai box fino alla sosta, ha la possibilità di riscattarsi e farsi perdonare dai tifosi giallorossi che ancora oggi si svegliano durante la notte pensando all’errore fatto allo Stadium contro la Juve nella scorsa stagione.

Chiudo questa rassegna ricordando anche che nella rosa della Roma ci sono il faraone El Shaarawy, classe 1992, Kostas Manolas, classe 1991, e Alessandro Florenzi, 1991. Tutti titolarissimi e blindati a Trigoria da contratti importanti. Per questa stagione lo scudetto sembra rimanere un sogno ma il futuro in casa Roma è roseo. Anzi, giallorosso.

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