Il Barça batte il Leganés con Dembélé e Messi

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu

Il Barça batte il Leganés al Camp Nou nella prima giornata del girone di ritorno della prima Liga asimmetrica della storia della Primera Division. La gara di ieri sera corrisponde infatti non alla prima giornata del girone d’andata, bensì alla sesta. Una novità, quella di quest’anno, mutuata dai gironi della Champions, che prevede la medesima asimmetria tra le gare di andata e ritorno.

Il risultato, tre a uno a favore dei padroni di casa, è frutto delle reti di Dembélé, Suarez e Messi. La rete dei pepineros, corrispondente all’allora momentaneo 1-1, proviene dai piedi di Braithwaite, che al 57′ ha finalizzato un contropiede nell’unica azione offensiva dei suoi fino a quel momento.

La formazione di Valverde è scesa in campo con uno schieramento rimaneggiato per il turn over applicato dall’allenatore extremeno. Tanti gli impegni ravvicinati che attendono la sua squadra per non iniziare a dare un po’ di descanso ad alcuni dei suoi. A partire da mercoledì, con la partita di andata dei quarti di finale di Copa del Rey contro il Sevilla degli ex Munir e Aleix Vidal. Con Messi, Arturo Vidal, Semedo, Lenglet e Rakitic in panchina, sono scesi in campo Ter Stegen, Roberto, Piqué, Vermaelen, Jordi; Alena, Busquets, Arthur; Dembélé, Suarez e Coutinho.
Il Leganés ha risposto con Pichi Cuellar; Nyom, Tarìn, Omeruo, Siovas, Silva; Rodriguez, Recio, Vesga, En-Nesyri; in attacco Braithwaite.

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Mauricio Pellegrino ha approntato il medesimo schieramento che nella gara d’andata funzionò alla perfezione, stante la vittoria contro il collega Valverde per 2-1 in rimonta. Un 5-4-1 spinoso che il Barça aveva manifestato di soffrire in più di una occasione nel tramo iniziale della temporada.
Questo è, in ogni caso, un Barcelona diverso e più maturo rispetto a quello iniziale. Gli automatismi e l’estilo sono stati assimilati dai nuovi, e chi doveva emergere dopo “l’apprendistato del primo anno” nel Barça ha risposto alla grande.

La gara si è così subito dipanata a favore degli uomini di casa. Davanti al proprio pubblico, per la seconda volta consecutiva dopo la partita di Copa contro il Levante piuttosto scarso, la formazione blaugrana ha schiacciato sull’acceleratore e ha fatto ballare il Leganés al ritmo desiderato. Il Barça ha fatto la gara, ha creato molte occasioni e ha praticamente estromesso gli avversari dalla sfida, non soffrendo mai nella prima parte di gara.

Il Barcelona, privo di Messi, ha giocato e incantato sopratutto con due giocatori: Dembélé e Alena. Il francese ha certamente giocato la migliore partita da quando veste blaugrana, il canterano è stato protagonista di una prestazione maiuscola. Piccoli campioni crescono, potrebbe essere la nota a margine della sua grande prova. Si diceva di Dembélé. Ieri pareva volare. Sembrava come baciato in fronte dal Dio del Calcio (che sedeva ammirato in panchina). Era in stato di grazia. Gli riusciva qualsiasi cosa tentasse. Imprendibile per gli avversari, che superava come birilli o pali dello slalom nello sci, era la meraviglia del pubblico del Camp Nou. Sua la prima marcatura, quella con la quale si è aperta la lata del partido. Un colpo di biliardo di piatto destro che ha fatto sbattere la palla contro la sponda del palo per poi insaccarsi sull’angolo opposto. Una meraviglia; un tiro di una grazia e delicatezza infinite.
La squadra blaugrana ha continuato a giocare e a deliziare, ma senza passare.

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Con la prima parte conclusasi por la minima, la ripresa si è aperta con il Barça leggermente deconcentrato. Il Leganés ha approfittato di questo calo di ritmo e, sostanzialmente nell’unica azione della gara fino a quel momento, ha organizzato un fulmineo contropiede che è valso la rete del pareggio. Come un fulmine a ciel sereno, e dopo uno show infinito nei primi 45′, il risultato era incredibilmente sull’uno a uno.

L’ingresso di Messi, accolto da un boato del pubblico al 64′ per Alena, ha dato la scossa alla squadra. La presenza in campo dell’argentino è stata come il trombettiere che suona la carica prima di un assalto militare. La partita è cambiata e sono fioccate nuovamente le occasioni. L’infortunio di Dembélé (oggi si saprà qualcosa di più dagli esami medici circa la durata dello stop), il risultato di parità, unito a qualche disattenzione difensiva della squadra, hanno riportato la mente dei tifosi alla gara d’andata. Quel ricordo è durato fino al 71′ quando Messi si è portato dietro un nugolo di avversari e ha calciato in porta da fuori area. Cuellar ha fatto un grande intervento per evitare la rete, ma nulla ha potuto sull’intervento di Suarez che, da falco dell’area, si è precipitato sul pallone ribadendolo in rete. Il tempo (per i culés) di tirare il fiato per una pericolosa azione del Leganés sotto porta, e Messi, beneficiato dalla conexion con Jordi, ha chiuso definitivamente i conti con un potente destro di leggero interno dall’altezza del dischetto che ha spiazzato Cuellar.

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Il Barça si mantiene leader della classifica con un vantaggio immutato di +5 sull’Atletico e +10 sul Madrid terzo.

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