La nuova Reggina scala il girone C della serie C e sogna in grande

Pubblicato il autore: Roberto Liggi Segui


Reggina-Viterbese 3-1. E sono sei. Sei risultati utili consecutivi per questa Reggina che continua a scalare la classifica del girone C della serie C, giunta al quinto posto con 34 punti e che sembra ora intenzionata a fare sul serio.
Un finale di girone d’andata da incorniciare anche e soprattutto considerando che la stagione era invece cominciata sotto pessimi auspici.
Innanzitutto costretta a disputare in campo neutro quattro delle prime cinque sfide casalinghe in campionato, in quanto dopo la prima sfida interna contro il Bisceglie, la commissione di vigilanza diede esito negativo relativamente all’agibilità dello stadio Oreste Granillo, e perciò costrinse la Reggina a emigrare dapprima a Vibo Valentia per le gare contro Monopoli, Virtus Francavilla e Juve Stabia, e poi a Rende per il match contro il Siracusa.
Solamente dal 10 novembre la banda di Roberto Cevoli, autentica scommessa, e accolto in estate con non poco scetticismo nell’ambiente amaranto, ha potuto tornare a disputare le gare interne al Granillo, rendendolo un fortino inespugnabile, nel quale ha messo a segno complessivamente 5 vittorie su 7 gare, perdendo solo con la Cavese, e pareggiando con il ben più attrezzato Trapani.  Meglio ha saputo fare solo l’inarrivabile Juve Stabia ancora imbattuta in casa.

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E ancora più sorprendente è rilevare come, questa Reggina, sia riuscita a mettersi alle spalle una drammatica crisi societaria, culminata, nel novembre scorso, con le dimissioni del presidente Mimmo Praticò di fronte all’assemblea dei soci, seguita, solo alcune settimane dopo, da quelle del responsabile del settore giovanile Emanuele Belardi, che avrebbero potuto condurre a un tracollo economico-sportivo.
La tribolata gestione Praticò ebbe inizio nell’estate 2015 quando l’imprenditore, insieme a una cordata di altri sei imprenditori reggini rilevò la società fallimentare, iscrivendola al campionato di serie D con il nome A.S.D. Reggio Calabria, ereditando dal patron Lillo Foti una gloriosa società con oltre cento anni di storia, e reduce dal non troppo lontano leggendario decennio in serie A. Decennio conclusosi nel 2009 con la retrocessione in serie B, due anni dopo la semifinale playoff persa, e a seguire una nuova retrocessione, questa volta in Lega Pro.
Seguono anni duri, dove la Reggina non è chiamata a ricoprire un ruolo da protagonista, anni fatti di salvezze stentate, una finale playout vinta coi cugini del Messina, ma che non serve a salvare la società dal fallimento.
L’inferno della serie D dal quale gli amaranto escono con un ripescaggio in Lega Pro, e un avvicendarsi di diversi allenatori vanno di pari passo con una crescente disaffezione di una parte del pubblico reggino.

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E proprio nella stagione che ha portato a un nuovo scossone societario, la squadra, non appena riconciliata col suo stadio Granillo, proprio da quel 10 novembre sorprende e vince, trascinata dai goal di Tassi, Sandomenico, Viola, solo per citare alcuni.
E così, all’alba di un 2019 che ha portato l’arrivo della nuova presidenza capeggiata da Luca Gallo, e una sontuosa campagna abbonamenti per il girone di ritorno, riportando in città un entusiasmo che non si vedeva da anni, la Reggina e la tifoseria sognano. D’altronde in alto ci sono solo le big, costruite per vincere il campionato, il superfavorito Catania dista solo sei punti ed è terzo, sognare non costa nulla.

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