Il mondo del calcio si mobilita per Hakeem Al-Araibi.

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Hakeem Al-Araibi: un calciatore rifugiato.

Hakeem Al-Araibi è un calciatore del Bahrein, la cui incredibile storia è venuta fuori soltanto nelle ultime settimane. Egli, infatti, è da qualche mese al centro di un caso politico che riguarda il suo Paese d’origine (ovvero il Bahrein) oltre all’Australia e alla Thailandia. Un caso, di cui però, il mondo del calcio (e non solo) hanno cominciato ad interessarsi solo da qualche settimana, complice la copertura mediatica data dalla Coppa d’Asia.

Hakeem Al-Araibi e la sua Odissea cominciata nel 2012.

Ma chi è Al-Araibi? E come mai il mondo del calcio si sta mobilitando per lui? Nato nel 1993, Hakeem è un difensore che ha cominciato la sua carriera nella squadra bahreinita dell’Al Shabab. La sua carriera, appena sbocciata, però s’incrocia con la delicata situazione politica della sua nazione, creatasi in seguito alle “Primavere arabe” del 2010-2011.
Anche il Bahrein viene toccato dall’ondata di rivolte nel mondo arabo e a finire nel mirino del popolo (e in particolare della minoranza sciita) è la famiglia reale del Bahrein di religione sunnita. All’ondata di manifestazioni il governo risponde con una forte repressione che colpisce anche il giovane Hakeem-Al Araibi, il quale viene arrestato dalle autorità nel 2012 con l’accusa di aver incendiato una stazione di polizia.

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Hakeem Al-Araibi: le torture, la condanna e la fuga in Australia.

Dopo tre mesi di torture in carcere, nel 2014 arriva la condanna definitiva per il ragazzo a dieci anni di reclusione, nonostante le prove evidenti che egli fosse in Qatar al momento degli scontri. A quel punto Hakeem decide di scappare in Australia, dove nel 2017 gli viene riconosciuto lo status di rifugiato politico. In Oceania il calciatore bahreinita riprende a giocare con alcune squadre semi-professionistiche nello Stato di Victoria, come il Green Gully, Goulburn Valley Suns Preston Lions. Nel 2018 si accasa con il Pascoe Vale di Melbourne. I suoi problemi, però, non ancora sono finiti. Infatti, dall’Australia, Al-Araibi continua ad attaccare la famiglia reale del Bahrein e, in particolare, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, presidente della Confederazione calcistica Asiatica e vice-presidente FIFA. Nel frattempo, nel novembre scorso si reca con la moglie in Thailandia per il viaggio di nozze, ma viene arrestato dall’Interpol all’aeroporto di Bangkok.

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La mobilitazione del mondo del calcio per Hakeem Al-Araibi.

L’arresto viene eseguito su mandato delle autorità del Bahrein, nonostante l’Interpol per regolamento non può arrestare rifugiati politici e, da allora, il calciatore bahreinita è in prigione in attesa che la giustizia thailandese si pronunci sulla sua estradizione. Solo a questo punto, il mondo del calcio si accorge di questa storia, complice anche la Coppa d’Asia. La FIFA, che fino ad allora aveva taciuto (forse per non mettere in pericolo le sue relazioni economiche con il Bahrein e con gli Stati della Penisola Araba), emette un comunicato nel quale chiede il rilascio di Al-Araibi e il suo ritorno in Australia. Anche le autorità australiane si muovono e alcuni calciatori si mobilitano sul web, tra questi, Giorgio Chiellini che ieri ha twittato l’hashtag #SaveHakeem. Forse un tweet non basterà, ma l’importante è che non si spengano i riflettori su questa vicenda surreale.

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