Social & calcio: quando l’abuso diventa idiozia

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

Sapete di chi è la colpa di tutto questo? Ve lo dico io: tale Ellison, che non è il portiere del Liverpool, ma colui che ha realizzato il primo social network della storia. Correva l’anno 1997 quando il signorino decise che era arrivato il momento di creare un qualcosa che potesse creare relazioni umane tramite il web.
Come se non bastavano di presenza.
Poi, come narra la storia recente, fiutando l’affare, arrivò Zuckenberg e creò Facebook: da allora ecco Twitter, Instagram e altri trecentoventisette milioni di siti dove socializzare e passarsi il tempo.
Il problema però è che, se quella avuta per i social la si può definire come una vera e propria evoluzione, per quanto riguarda i rapporti umani il termine corretto forse è involuzione: passiamo minuti, ore, settimane e anni a cercare di continuo persone che poi scarichiamo puntualmente per altre che compaiono nei suggerimenti di amicizia, creiamo guerre litigando tramite un tastierino, siamo bravi a lanciare messaggi in codice e frecciatine ma non sappiamo più cosa sia il dialogo, esportiamo continuamente il linguaggio da bar o da piazza di paese ovunque e ci crediamo paladini della giustizia grazie al tasto pubblica.
I social sono diventati la bocca della nostra società: sono nati dei mostri ed è stata data parola a idioti che hanno come unica valvola di sfogo l’attacco gratuito. Il mondo è cambiato: adesso tutto gira intorno ai social e, se da un lato questo poteva essere una buona cosa visto che le notizie vengono propagate in maniera molto più veloce ed efficace rispetto ad un TG che va in onda in orari prestabiliti, il problema è che anche le stronzate hanno una visibilità enorme e immediata.
Trascurando i vari Rodolfo Valentino che si scatenano sotto i post delle soubrette millantando prestazioni erotiche di Siffrediana memoria (salvo poi avere magari la tremarella con la fidanzatina), oppure le nuove femministe che realizzano manifesti culturali con le foto del loro culo e sotto una frase della Merini, o i nuovi Leopardi, Alighieri, Pirandello che tappezzano internet di bestemmie come se fossero sonetti o versi in prosa, o ancora i novelli medici che auspicano malattie e disgrazie a destra e manca, quello che analizzeremo è il mondo del calcio, il quale, in maniera piuttosto scellerata, sta diventando sempre più fondamentale nella mente degli individui di oggi, e quindi soggetto a critiche e insulti social.
Prendete Simeone: dopo il gol di Gimenez con la Juve si è lasciato andare ad un gesto un po’ volgare, dove mostrava gli attributi diciamo. Il Cholo però si sa che è uno sanguigno, uno che vive le partite al massimo ma anche rispettoso degli avversari: non ha fatto quel gesto ai tifosi bianconeri, ma ha voluto soltanto caricare i suoi con la classica grinta che lo contraddistingue. Si è scusato se qualcuno ci è rimasto male, ha spiegato il suo intento, ma niente. Apriti cielo: il temutissimo pubblico dei social si è scagliato contro l’argentino e ha inondato la bacheca del tecnico di insulti verso di lui e, soprattutto, sua figlia di poche settimane. Ma che cosa vi dice il cervello? Ma vi rendete conto a che punto siete arrivati?
Collovati a QCC domenica si è lasciato scappare che non parlerebbe mai di tattica con una donna perché non ne capiscono nulla: uscita fuori luogo per carità, di cui si è ampiamente scusato. Il web però non ha perdonato e l’ha riempito di insulti gratuiti: l’unica magra consolazione è che almeno è riuscito ad unire donne e uomini (contro di lui). Gli stessi uomini che magari trattano pietosamente la propria compagna tutti i giorni, salvo regalare poi la mimosa l’8 Marzo.
Le Iene hanno fatto un servizio su Zaniolo, astro nascente del calcio italiano, e sua mamma, bellissima donna che si piace abbastanza ed è molto attiva su Instagram. Il problema è che prima la conoscevano in pochi e quindi nessuno sentenziava, ora che il figlio è famoso invece lei è sempre al centro dell’attenzione. De Vitiis probabilmente ha esagerato un pizzico (però ricordiamoci che sono le Iene, non Famiglia Cristiana), ma ha chiesto scusa: il web sapete che ha fatto? Non ha perdonato. Insulti a motore contro di lui e pure minacce di morte: le stesse minacce che poi magari un giorno faranno a Zaniolo se andrà via da Roma oltre che al presidente, direttore sportivo e compagnia bella. Cosa che tra l’altro accade a tutti i calciatori che cambiano maglia: e solitamente tibia e perone sono l’augurio migliore.
Capitolo Wanda Nara-Icardi: pure qui le offese per i due argentini sono arrivate a motore, anche se in questo caso la situazione è stata diversa. Wanda è un’abile provocatrice, una che sfrutta al massimo i social, ci sguazza che è una meraviglia e a provocare certe espressioni colorite è stata anche lei con frasi criptiche, esternazioni fuori luogo e dichiarazioni scottanti. Niente giustifica la violenza (il sasso lanciato contro la sua auto, ndr) e anzi la si condanna, ma se anche lei facesse un po’ da pompiere non sarebbe per niente male. Tutte le parti in causa sono adulte e vaccinate: se si vuole rinnovare si rinnova, altrimenti saluti e baci. E non per forza questa storia deve diventare obbligatoriamente una…stories.
Un altro esempio incredibile lo volete? Eccovelo: in Italia ormai prima del calcio viene il Fantacalcio. E questo può anche andare bene. Il problema è che se non si vince la giornata la colpa la si dà alla redazione che mette i voti: sapete, ad esempio, quei poveri cristi di Fantagazzetta quanti insulti e minacce ricevono ogni santo week end soltanto per aver dato ad un giocatore 6 anziché 6.5? Va bene la critica, va bene dire “per me era da 6.5”, ma minacciarli pure?
Ma dove arriveremo? Quando lo capirete che questo mondo sta andando a rotoli? Quando lo capirete che si sta procedendo verso lo sfascio più totale e che le vostre parole, i vostri gesti e le vostre idee, se espresse in modo totalmente scorretto, possono causare soltanto danni? Quando lo capirete che caricare certe situazioni più del dovuto è deleterio e che le cose importanti nella vita sono altre?
Speriamo quando non sia ormai troppo tardi.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Pallavolo femminile A1, risultati e numeri della 3.a giornata: classifica aggiornata