Da campione a bidone, la breve storia romana del “Flaco” Pastore

Pubblicato il autore: Urbano Lofrano

Javier Pastore, trequartista argentino classe ’89, quest’estate è stato a detta di molti il grande colpo della Roma targata Monchi. Sicuramente un nome che ha scaldato i tifosi giallorossi rimasti orfani del loro beniamino Nainggolan (passato all’Inter), il giocatore da cui ripartire, dotato di classe cristallina e proveniente da una squadra che almeno nel proprio campionato ha fatto incetta di trofei.
Un campione quindi, capace di riportare entusiasmo ma soprattutto vittorie, cose che mancano da un bel po’ di tempo dalle parti di Trigoria e che pesa e non poco ai tifosi romanisti.
Tutti comunque avevano previsto un periodo di “riambientamento” dati i molti anni in francia e le numerose panchine di queste ultime stagioni proprio con i transalpini del Psg, otre che i diversi ritmi tra la Ligue 1 e serie A, quindi magari si pensava ad un innesto blando che poi avrebbe fatto spazio finalmente all’esplosione di tutta la sua tecnica e forzafisica vista gia sui nostri campi ai tempi del Palermo. Ebbene, Di Francesco lo butta subito in campo invece, convinto che sia un giocatore che possa cambiare il centrocampo della sua squadra con tocchi di classe e giocate in verticale, ma soprattutto convinto che sia un giocatore pronto per una partita di serie A. I risultati ormai sono sotto gli occhi di tutti, con le prime tre giornate giocate da titolare e condite anche da un bellissimo gol di tacco che apre la gara con l’Atalanta finita poi sul 3 a 3, gol che però non è la ciliegina sulla torta di una buona prestazione.
Così sarà anche quella seguente contro il Milan, dove il giocatore non riuscirà mai a trovare la posizione in campo e verrà poi sostituito in modo precauzionale in vista di quel derby che poi cambiò definitivamente la sua storia alla Roma, si perchè costretto ad uscire per infortunio cederà il posto definitivamente a Pellegrini che proprio con un tacco porta a casa la stracittadina e la maglia da titolare.

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Pastore, la crisi del Flaco

A quel punto Di Francesco cambia modulo e fa esplodere anche il talento di Zaniolo e così il “Flaco” tormentato comunque dai suoi guai fisici(sono 8 gli stop fin ora) vede molto poco il campo, preso come trequartista il mister abruzzese lo schierava mezzala, posizione che a detta di molti non lo aiutava ad esprimere le sue grandi qualità tecniche, e da titolare e colpo di mercato si è trasformato in panchinaro e possibile “bidone” dell’anno.
Ora in realtà ci sarebbe un’altra possibilità visto l’esonero di Di Francesco e l’arrivo di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma, ma Pastore è di nuovo fermo ai box per un risentimento muscolare al polpaccio che tanto lo sta tormentando in questa stagine non proprio fortunata per lui, ha rassegnato le dimissioni anche il Ds spagnolo Monchi visti i risultati scadenti del suo progetto tecnico e l’allontanamento del suo allenatore da parte della società di Pallotta. Sembra quindi persa la scommessa Pastore con meno di 12 gare da disputare e un infortunio da superare pare difficile che il Flaco possa giustificare il costo del suo cartellino (24 milioni) e lo stipendio da lui percepito (4 milioni annui fino al 2023), e non possiamo che pensare a lui come un grande flop, fatto di tante promesse non mantenute e altrettante panchine e tribune.

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