Gavillucci, carriera finita: l’Aia vince la battaglia legale

Pubblicato il autore: Laurapetringa

Gavillucci. Accolto il ricorso all’Aia. Il Collegio di Garanzia dello sport presso il Coni ha accolto il ricorso dell’Associazione Italiana Arbitri. Dismesso ufficialmente per “motivate ragioni tecniche” perché ultimo nella classifica di rendimento. Ma il Corriere della Sera riporta un’altra versione . Avrebbe pagato la decisione di aver sospeso Sampdoria- Napoli, il 13 Maggio 2018, per cori di discriminazione, intonati contro i napoletani. Ribaltato quindi  il verdetto emesso dalla Corte federale d’appello della Figc,che aveva accolto il ricorso contro la sua dimissione.

Gavillucci risponde così davanti al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni :

“Da sportivo mi sono sentito tradito dalla mia stessa Associazione (Aia, ndr).​ Sono qui per evitare che prossimamente tocchi la mia stessa sorte ad altri arbitri in futuro. Molti miei colleghi mi hanno ringraziato per questa battaglia che sto portando avanti”.

Gianluca Ciotti (l’avvocato di Gavillucci) che ha fatto ricorso alla dimissione a Dicembre , racconta:

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“Ha fatto quello che era suo dovere e in suo potere fare. Ha applicato il regolamento e dopo due annunci dello speaker ha sospeso la partita. I cori erano stati colti da tutti e non poteva ignorarli. Era la scelta giusta. La scelta di sospendere una partita è difficile, l’arbitro ha una pressione enorme. E quella decisione fu giusta. Chissà perché però non pesò in modo positivo sul giudizio degli osservatori che dovevano valutare la prestazione di Gallucci …”
E gli avvocati rincarano la dose: ” Secondo i suoi avvocati “Era 17esimo in graduatoria, non l’ultimo. E lo dimostreremo” Sapete chi era l’ultimo? Un certo Luca Pairetto”.

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